Asterix

Sono Pazzi Questi Romani

UN PO’ DI STORIA, SE CE NE FOSSE BISOGNO

gruppo2Asterix è il risultato di un connubio fortunato avvenuto nel 1959 tra René Goscinny (autore dei testi) e Albert Uderzo (autore dei disegni), apparso per la prima volta sulle pagine della rivista francofona “Pilote“. Il successo senza precedenti ottenuto è da attribuire alla genialità delle trovate umoristiche, alla leggerezza delle situazioni intrise di riferimenti storici, alla irresistibile combinazione di personaggi che popolano l’incontrollabile villaggio gallico. Asterix è un guerriero gallo baffuto e di bassa statura, amante dell’avventura e dotato di una perspicacia fuori dall’ordinario, facoltà che compensa tutto quello che la forza ottenuta dalla magica pozione non si riesce ad ottenere. Obelix è l’inseparabile compagno, alto e grasso (robusto direbbe lui), corporatura dovuta ad un’accidentale caduta dentro la marmitta dove Panoramix, il saggio druido del villaggio, prepara il tonico della forza. A cornice dei due amici intervengono nelle storie numerosi personaggi, assai diversi tra loro, ma tutti caratterizzati da peculiarità che li rendono unici e esilaranti in modo unico. Come non ricordare velocemente Idefix l’eroico cagnolino del gruppo, Assuracentourix il bardo che si crede un genio della composizione musicale ma che finisce sempre per essere allontanato, Abraracourcix il temerario capo che senza troppa diplomazia cerca di tenere ordine tra le smanie bellicose degli annoiati galli.

SE IL CIELO RESTA AL SUO POSTO……

Di fatto l’unica paura che può intimorire gli abitanti del piccolo villaggio è che il cieloasterix_and_obelix_vector_bw_by_gookins-d3ku8gs.png possa cadergli sulla testa, fino a quel momento niente è in grado di abbattere il morale della compagnia. Il fumetto ha trascorso i decenni abbattendo anche  quelli che hanno tentato di strumentalizzare il messaggio, già negli anni settanta non tutti erano d’accordo sulla trasparenza del messaggio lanciato dalle avventure dalle storie di Asterix, Gaetano Strazzella scrive nel suo saggio “I fumetti” edito da Sansoni nel 1980: “…… per Asterix si è parlato di fumetto sciovinista, di fumetto gollista, che risveglia, magari inconsapevolmente, la mai sopita mania di grandeur dei francesi. A nostro avviso è solo un fumetto di puro divertimento, spassoso e ricco di riferimenti alla vita moderna”. Dalle nostre parti Asterix arriva solo nel 1967 ospitato sulle pagine della rivista “Linus“, pubblicando l’episodio delle avventure ambientate in Bretannia. Successivamente in molte occasioni la saga o parte di essa è stata proposta a pubblico; per molti anni il titolo è stato curato da Mondadori, dando alla luce eleganti volumi cartonati a colori di ampia visibilità. In questi mesi una lodevole iniziativa coordinata dalla Gazzatta dello sport ripropone, in 35 uscite, tutte le storie che legano il villaggio dei galli.

UNA STORIA INTELLIGENTE

Siamo ai tempi del grande Giulio Cesare (50 a.C.), l’impero Romano è al massimo fulgore della sua potenza, il grado di civiltà espresso dagli esponenti della città eterna in fatto di architettura, politica, urbanistica, arte militare è il meglio che l’evoluzione ha saputo creare, eppure un drappello di omuncoli, gretti e retrogradi resiste all’indiscutibile potere della capitale. Proprio così, Asterix e compagni si destreggiano in situazioni grottesche, ma all’ombra dei giganti che la storia ha fabbricato in quegli anni, così Cleopatra, Giulio Cesare, il popolo dei vichinghi, i Britanni, gli Elvezi. L’ambientazione antica ne fa di fatto un fumetto storico se vogliamo, ma è solo il pretesto per metterci di fronte a come  quelli che consideriamo vizi moderni sono solamente dei riflessi infiniti di un’umanità ciclica che cambia nome alle proprie debolezze ma che in fondo non le sorpassa mai. Così, seppur sprofondato nei secoli, il nostro Asterix è uno specchio, un gioco astuto di lenti che ci mette in guardia sottilizzando sulle differenze che contestualizzano i popoli, le usanze, le tradizioni, i costumi. Asterix difende la parte giusta dell’uomo, che vive in armonia con la natura, che combatte la stupidità e l’avarizia e che all’occorrenza sa essere altrettanto violenta.

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Fonti fotografiche: Amazon, www.picgifs.com, Gazzetta dello sport


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Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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