Recensione: Batticuore notturno – Ransie la strega

Editore Shūeisha
Autori Koi Ikeno
Prima pubblicazione 1982
Prima edizione italiana 2002 Star Comics
Formato
Numero pagine 205 più copertine e pubblicità

Prezzo € 3,10

Sto guardando un tramonto di dieci anni fa insieme a Shun, io e lui da soli… voglio continuare a guardare questo tramonto per sempre…

MONDO MAGICO E MONDO REALE

ransie 2Ottobre 2002, con un ritardo preciso preciso di trent’anni arriva nelle fumetterie il manga di Ransie la strega. Lo fa senza clamore, senza attesa, uscendo regolarmente per trenta volte fino al compimento della collana. Il personaggio non è affatto sconosciuto in Italia, ampiamente radicato nella memoria di quanti negli anni ’80 hanno avuto la fortuna di godere della visione dell’omonimo cartone animato. Seppur abbastanza fedeli l’uno all’altro i due prodotti analizzano ed evidenziano aspetti diversi. Il fumetto da risalto ad aspetti comuni e cari all’età adolescenziale, temi come l’amicizia, la famiglia, l’amore, il desiderio di affermarsi, di completarsi. Ranze (Ransie nel cartone) appartiene ad una famiglia molto particolare, suo padre Mori (Boris) è un vampiro sconclusionato e col sogno di realizzarsi come scrittore, la madre Sheila è una lupa mannara infervorata dal desiderio di vedere la figga andare in sposa al principe del regno magico. Appartenenti al mondo onirico del regno Supremo, la famiglia Eto (Lupescu) completata dal fratellino Rinze (Ronnie) si stabilisce tra gli umani al fine di maturare esperienza per poi ritornarsene nel luogo che più gli compete. La magia naturalmente fa da malta tra mille vicissitudini improbabili e alquanto bizzarre, il papà vampiro sempre impegnato con la cotta che Ransie prova per Shun Manabe (Paul Cabor), perderà spesso il sonno diurno dei vampiri, la mamma non mancherà invece di mostrare il lato aggressivo così bene nascosto dietro un aspetto di bella donna dedicata agli impegni domestici.

LEGGERO COME UN SOGNO

RANSIE 3Questo shojo ha davvero qualcosa di magico, non rimarrà negli annali come un fenomeno editoriale, ma porta in seno aspetti unici, condotti con sapienza e distribuiti con calibrata disinvoltura. I disegni si fanno apprezzare almeno quanto la storia, scorrevole, viscosa al punto giusto, fluente e limpida in modo da mantenere un livello di lettura interessato ma leggero. I personaggi sono irresistibili nella loro personale caratterizzazione, sono denti di un ingranaggio che si muove all’unisono, non prevaricano l’uno sull’altro disegnando la più semplice delle armonie. Spesso superano il ruolo di normalità cavalcando il registro del grottesco, amplificando al massimo le gags comiche numerosissime. Può sembrare una storia fin troppo semplice a molti, e forse lo è pure, ma è onesta fino all’irresistibile, ci si appassiona con divertito riguardo convinti che poi tutti finirà per il meglio. Uno degli aspetti insoliti dell’impianto narrativo, esempio che in pochissimi titoli si riscontra, è la percezione reale del trascorrere del tempo. Accompagniamo Ransie per tutto il suo percorso scolastico fino all’età adulta, la vediamo crescere tra le pagine che ci scorrono via per le mani. A pensarci bene però non è una cosa così insolita se si considera che l’autore ha impiegato dal 1982 al 1995 per terminare una serie abbastanza breve, immagino che si sarà stancato di disegnare sempre la stessa bambina, lasciando il passo ad una ragazza oramai proiettata verso l’esperienza di essere finalmente donna.

RAPITI SENZA SCUSE

RANSIE 4La nota nostalgica che attanaglia anche i più glaciali ex adolescenti di qualche tempo fa, dovranno fare i conti con qualche ricordo velato di turbamento. Se, né dai disegni né tantomeno dalle evocative copertine del manga traspare un sottofondo ambiguo, ecco che la memoria corre rapidissima a quella sigla accattivante che chiudeva la puntata del cartone animato. Ransie l’unica protagonista, capelli lunghi è blu come la notte scura, mani affusolate e lunghissime, un mantello scuro ampio che lasciava intuire un corpo acerbo e bianchissimo sotto. Poi magia, lei che gioca con una piccola sfera o una goccia, forse un lacrima, guarda fissa lo spettatore che viene rapito da un gioco di bimba che è consapevole della suo fascino, un’altra lolita riservata questa volta ai bambini, ai coetanei che per tutta la puntata l’hanno vista alle prese con i suoi comportamenti sbilenchi e sconclusionati ma che alla fine si riprende la scena con una prova da grande seduttrice. P.S. un ringraziamento finale per Riccardo Zara, autore della sigla e cantante insieme ai Cavalieri del re della strepitosa canzone.


Ransie la Strega Batticuore Notturno: 1
Ransie la Strega Batticuore Notturno: 2
Ransie la Strega Batticuore Notturno: 3
Ransie la Strega Batticuore Notturno: 4
Ransie la Strega Batticuore Notturno: 5

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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