Beastars #1, la natura del conflitto

Se seguite le news dal Giappone sul mondo dei manga, avrete già sentito parlare di Beastars. Nato sulle pagine di Weekly Shōnen Champion di Akita Shōnen nel Settembre del 2016, il fumetto della giovanissima Paru Itaki ha fatto incetta di premi sin dal suo primo anno di vita imponendosi come manga rivelazione degli ultimi tempi. Un adattamento animato dallo studio Orange e distribuito in tutto il mondo da Netflix è previsto per questo autunno, ma il pubblico italiano può già da ora trovare il primo volume dell’opera originale in fumetteria e online grazie a Planet Manga.

Beastars è ambientato in un mondo popolato da animali antropomorfi, una società che vive in un delicato equilibrio di pace tra erbivori e carnivori. La storia prende piede in un collegio scolastico all’indomani del ritrovamento del cadavere dell’alpaca Tem, che si sospetta sia stata aggredita da un carnivoro, evento che riaccende la diffidenza verso la loro categoria.

Non un giallo costruito attorno all’omicidio dell’incipit, Beastars è invece un’esplorazione della diversità e delle paure e delle discriminazioni che ne derivano. L’aspetto animalesco dei suoi personaggi porta con sé non solo una caratterizzazione grafica immediata, ma si ripercuote nella percezione che hanno di sé stessi e degli altri divenendo escamotage narrativo per accentuare i conflitti all’interno della storia. Perno focale della serie, il conflitto si articola su più livelli: il conflitto tra gli erbivori e i carnivori, il conflitto del singolo con la collettività e, il più importante, il conflitto del singolo con sé stesso e con i propri istinti. Con tutti e tre deve convivere Legoshi, studente di 17 anni il cui carattere pacato e sensibile è in netto contrasto con l’aspetto e gli istinti da lupo di grossa taglia.

Fin dalle prime pagine è chiara la volontà dell’autrice di raccontare dei drammi profondamenti umani, di scavare nella psiche di questi personaggi e di raccontare la difficoltà di vivere in una società dove siamo tutti diversi e la mutuale comprensione appare, per questo, impossibile. Pur nei limiti della chiarezza che ci si aspetta da un manga per ragazzi (uno “Shōnen”, per l’appunto), Paru Itagaki traccia dei personaggi interessanti e stratificati, la cui interiorità affiora dai disegni prima ancora che dai dialoghi. La consistenza che l’autrice riesce a dare alla recitazione e alla fisicità delle ambientazioni tradiscono una certa influenza dal teatro, mentre con i giochi di luce e inquadrature costruisce egregiamente le scene di maggior tensione e sentimento.

Il tratto è decisamente peculiare, caratterizzato com’è da una linea sottile e appena modulata, una tessitura nervosa e una sintesi piuttosto rapida e funzionale. Retini di varia natura sono onnipresenti, tagliati con “l’accetta” -in sinergia con il tratto grezzo dell’autrice- e utilizzati quasi come in uno shojo manga. Tutto per creare tavole dall’incredibile leggibilità, con uno storytelling non solo chiaro, ma anche estremamente interessante e uno stile piuttosto originale che spicca sicuramente tra le produzioni odierne.

Beastars, se dovesse mantenere le ottime promesse di questo primo volume, potrebbe rivelarsi una delle serie manga più imprescindibili dei prossimi anni. Per il momento possiamo “solo” constatare che si tratta di uno degli esordi più interessanti degli ultimi tempi.

Matteo Caronna

Studente di Lingue e Letterature Moderne a Roma. Inizia a leggere fumetti per caso e sempre per caso continua a farlo. Poi un giorno loro gli fanno scoprire la magia e stringono un patto con lui affinché inizi a scrivere recensioni e non li abbandoni mai.

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