Recensione: Blast, viaggio nei recessi di una mente perversa

Editore Coconino Press
Autori Manu Larcenet
Prima pubblicazione 2012
Prima edizione italiana 2012
Formato 17×24 cm brossurato
Numero pagine 208 a colori

Prezzo 20,00 euro

Io conosco un… “Posto” in cui il dolore non è mai esistito… L’ho scoperto il giorno in cui è morto mio padre… L’ho chiamato “Blast”. 

AL DI LÀ DELLA VERITÀ

Esistono i fatti ed esiste la verità, ma spesso e volentieri questi ultimi si confondono tra di loro. Capita spesso infatti che si spacci l’uno per l’altra, ignari che la verità non è singola, ma molteplice: per un singolo fatto, in effetti, possono esistere molteplici verità, una per ogni persona che interpreta il fatto in questione.

LAMPI DI COLORE IN UN MONDO GRIGIO

Ho concluso da poco una delle letture più disturbanti, morbose ed affascinanti che mi siano mai capitate sotto mano. Dire che sono rimasto impressionato è poco, ad essere più sinceri è come se fossi stato emotivamente colpito dall’onda d’urto causata da un’esplosione. Blast è un fumetto francese creato da Manu Larcenet e pubblicato da Coconino Press. È un racconto relativamente breve, consta di quattro volumi da duecento pagine circa l’uno. Dal lato tecnico, spicca per i suoi disegni straordinari, stilizzati, quasi caricaturali ma dettagliati al tempo stesso. La narrazione principale, in bianco e nero, si alterna a sprazzi di tavole a colori, cariche di contenuti addensati. Nel complesso, a livello visivo risulta estremamente piacevole e scorrevole alla lettura. Insomma, letto il primo volume mi sono fiondato sul secondo, sul terzo e poi sul quarto, restando sveglio fino a notte fonda pur di comprendere il mistero attorno a cui ruota questa singolare storia. Un mistero grasso, grosso ed ingombrante chiamato Polza Mancini.

UN CRIMINE TERRIBILE NON RIVELATO

Il protagonista è un uomo adulto dalla stazza enorme, questa è la prima impressione che ci viene data da questo bislacco individuo quando ci viene introdotto. Ci viene presentato mentre è seduto ad aspettare in una cella: due detective lo invitano ad uscire per andare nella sala interrogatori. Polza si alza, pacato, tranquillo. Obbedisce senza controbattere, cooperativo, sorridente. Quando tutti e tre sono seduti, inizia a districarsi un racconto del quale ci vengono rivelati pochi dettagli. Viene lasciato trapelare che vi è un’indagine in corso, e i due agenti accennano ad una condanna sicura per quanto ha fatto Polza. Ma per avere certezza assoluta di quanto è accaduto, i poliziotti hanno anche bisogno dell’aiuto di Polza, in tempi brevi. A questa richiesta, Polza risponde che ha vissuto una vita intera ad eseguire il proprio compito in vista delle scadenze, in maniera metodica, precisa: ma da quando la sua vita è cambiata, a seguito del blast, Polza ha imparato a prendere tutto il tempo necessario. E con questa premessa, di fronte alla rassegnazione dei detective, l’uomo massiccio seduto con le manette inizia a raccontare l’inquietante storia della sua vita.

LA SOFFERENZA DI UN ESSERE UMANO

Polza Mancini si presenta come un uomo che sin da bambino ha avuto un’infanzia particolare: lui e suo fratello sono stati cresciuti unicamente dal padre, e costui ha cercato di fare di tutto per cercare di dare ai figli un’esistenza dignitosa. Ma il fato avverso gli ha fatto perdere uno dei figli a seguito di un grave incidente; nonostante tutto, Polza è riuscito ad avere successo nella vita e a diventare uno scrittore, rinomato in ambito gastronomico. All’inizio della nostra storia, Polza si presenta quindi come un uomo comune, integrato nella società, come desiderava suo padre. Ma le cose cambiano quando un giorno il padre di Polza si ammala. Polza, che non aveva contatti con il genitore da lungo tempo, lo va a trovare in ospedale quando egli ormai è già morente. Quella sera stessa, il padre in effetti muore, e Polza reagisce annegando i dispiaceri nell’alcool.

LA FOLLIA DI UN ESSERE DISUMANO

Girovagando di notte in preda al delirio, Polza d’un tratto sente di avere un terribile mal di testa. E poi, d’un tratto, gli giunge un’illuminazione: il mondo intero sparisce, e Polza viene trascinato in una realtà fatta di colori vivaci, disegni infantili, sensazioni idilliache, istintive, e di immagini di giganteschi Moai. Polza chiama questa sensazione blast, come l’onda d’urto di un’esplosione in inglese.

Quando vi riemerge afferma di essere libero. Privo ormai di ogni restrizione che il padre ha forzato su di lui, Polza decide di intraprendere una fuga dal mondo, dalla società, dai suoi dettami, liberandosi, a sua detta, da ogni moralità. Polza rinasce, e lascia la sua fidanzata, la sua casa, e tutto ciò che ha per intraprendere un viaggio senza meta, girovagando come un barbone. Ovviamente, mi trattengo dal rivelare quanto accad

 

e da qui in poi: basti sapere che sarà tutt’altro che piacevole, e spesso sarà disturbante; ma, a onor del vero, Polza si rivela un personaggio talmente umano nonostante la sua “disumanità”, da riuscire costantemente ad invogliarci a comprendere quale sia la volontà che guida il personaggio.

La sua è la storia di un uomo che odia sé stesso, che, ad esempio, incapace di sopportare la visione di sé allo specchio, si rende vittima di autolesionismo. È un personaggio che incarna in sé l’abbietto, il meschino, il brutto, colui che è deriso ed allontanato dalla gente comune. Ma agli occhi della polizia, degli psichiatri e dei media, Polza è qualcosa di diverso, complicato, e soprattutto pericoloso, se non letale. Blast è un fumetto pesante, unico, a tratti deprimente, eppure splendidamente orchestrato da Manu Larcenet.

C4 MATITE:

Ridam Rahman

Celebre scrittore di fama locale, nonché modesto megalomane. Attingendo alle forze dell'occulto ha ottenuto il titolo di dottore in Informatica alla Sapienza. Nel tempo libero adora leggere libri e fumetti, guardare film e serie tv, e giocare ai videogiochi. Ogni tanto si cimenta nella scrittura di racconti; ancor più di rado prova a dedicarsi allo sviluppo di videogiochi. La sua passione segreta è scrivere di sé in terza persona.

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