Caput Mundi – I mostri di Roma: Nero #2 – Come una bestia feroce

Io sono pronto. E voi, mezzeseghe?

Credits: Andy Pompeo

LA STORIA

Continuano le sfortunate peripezie di Nero, un criminale di second’ordine della capitale, che suo malgrado è anche un licantropo: quando la luna piena splende nel cielo, proprio come vogliono le leggende, si trasforma in un lupo mannaro ma a differenza di Michael J. Fox in “Voglia di vincere”, lui non gioca a Pallacanestro, ma morde, squarta e uccide.

[A chi non ha letto gli altri numeri, consiglio di passare al prossimo paragrafo]
Nel numero scorso abbiamo visto che la Mummia è tornata a seminare violenza e caos a Roma, ma non si tratta del mostro egiziano, come ha scoperto Nero, sotto le bende si cela l’Inglese, suo fratello di branco divenuto il nuovo capo delle criminalità romana.
Momentaneamente alleato della Camorra, la nuova Mummia sta dando la caccia a una squillo che a sua insaputa possiede una pendrive dal contenuto molto speciale. Nel tentativo di salvarle la vita, Nero manda la ragazza a Milano sotto la protezione di Eva, personaggio introdotto nella prima stagione di Caput Mundi, ed è proprio qui, nella capitale italiana della moda che convergeranno la Mummia e Nero.
Parallelamente allo scontro dei due ex-alleati, assistiamo alla nascita della nuova Coscienza di Roma, abbiamo visto morire la precedente ma sembra che anche dall’aldilà abbia ancora qualcosa da dire.

Credits: Andy Pompeo

COME UNA BESTIA FEROCE

Come già menzionato poco più su, l’azione si sposta dalla città eterna al capoluogo lombardo, si capisce subito che gli autori, Dario Sicchio e Michele Monteleone, si trovano a loro agio anche giocando in trasferta.
Nel rispetto del format di Caput Mundi, è l’azione il fulcro del fumetto, anche se non mancano momenti d’introspezione dei personaggi o ritagli della vita reale, come il breve, ma incisivo dialogo tra un politicante e un direttore del carcere, tristemente simile ad alcuni discorsi che si sentono fare da politici o da “opinionisti” in TV che osannano al giustizialismo e alla pubblica gogna.

Credits: Andy Pompeo

Finito di leggere questo secondo capitolo si ha (o almeno, io ho avuto) la sensazione che sia più “debole” del suo predecessore. Se ne “L’Inferno è vuoto” l’azione ti prende già dalle prime pagine e fa rimanere alto il livello di adrenalina fino all’epilogo, qui i ritmi sono meno serrati, a volte si passa da dialoghi verbosi a sequenze in cui succede poco o nulla.

È stato, invece, sfruttato a regola d’arte il flashback, il lettore, infatti, trova fin da subito Nero a Milano, non sa come ci è arrivato e cosa gli è successo prima, viene solo informato che “Non doveva finire così” e si capisce che le cose sono andate molto male…
L’espediente narrativo mi ha riportato alla mente gli ormai classici comics di Spider-Man scritti dal compianto Stan Lee, che aprivano con una splashpage in cui l’eroe era in guai seri ma se volevi sapere il motivo, dovevi leggerti tutto il comic book, perché il tempo veniva subito riavvolto nella pagine seguenti.

Credits: Pierluigi Minotti

I DISEGNI

Anche questa volta troviamo nei credits due disegnatori: Pierluigi Minotti già visto al lavoro su “Battaglia”, ha realizzato le tavole che descrivono il cupo e opprimente incubo di Eva, il suo stile “ruvido“, dal chiaro/scuro marcato trasmette al lettore in modo immediato l’orrore della visione onirica.
Mentre Andy Pompeo ha disegnato il resto dell’albo. Non conosco gli altri lavori di Pompeo, ma facendo riferimento alle tavole viste su Caput Mundi #6 – “Su questa pietra” e ai disegni presenti in “Come una bestia feroce” ho avuto l’impressione che l’artista sia ancora alla ricerca di una propria identità espressiva. Dal succitato numero sei ha cambiato stile e in questo stesso volume si può notare come passi da un iniziale uso più marcato del chiaro/scuro e un disegno vicino alla “scuola bonelliana” a uno stile più plastico che guarda ai comics americani.
La mia sensazione è che si trovi più a suo agio con una forma più italiana di pensare il fumetto, ciò non toglie che sia molto efficace in entrambi i modi di disegnare.
Come per gli altri numeri, la copertina è affidata alle ottime capacità di Marco Mastrazzo che a parer mio per l’occasione realizza una delle migliori cover della serie.

IN CONCLUSIONE

Con ogni numero in più che leggiamo di Caput Mundi, l’universo Cosmo cresce e si espande, non solo geograficamente, le trame s’infittiscono e ci affezioniamo ai personaggi. In conclusione i Mostri di Roma “funzionano” e la curiosità di leggere il terzo capitolo è tanta!

Credits: Andy Pompeo

Marcello Davide De Negri

L'autore è Marcello Davide De Negri, figlio degli anni '80, cresciuto a pane e fumetti. La sua grande passione sono i supereroi e ci sono ben poche cose che sfuggono alla sua conoscenza quasi maniacale dell'argomento.

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