Caput Mundi – I mostri di Roma: Nero #3 – Caduta dal paradiso

Giuro che quando avrò finito con voi urlerete come maiali

Credits: Giorgio Spalletta

LA STORIA

Siamo alla resa dei conti!
In palio c’è il controllo della criminalità romana e a contenderselo ci sono Polifemo con al seguito la camorra e la Mummia, attuale boss della malavita della capitale.
Loro malgrado, sono finiti in mezzo a questa polveriera: Nero, l’eroe della miniserie (ma forse sarebbe meglio non chiamarlo “eroe”), Eva, l’ormai “ex” creatura meravigliosa, e l’inafferrabile Uomo Invisibile.
Il set dell’azione torna a San Pietro, che abbiamo visto completamente rasa al suolo alla fine della prima stagione di Caput mundi – I mostri di Roma. È un giorno speciale perché il gigantesco muro innalzato davanti alla piazza sta per essere aperto lasciando libero accesso ai fedeli.

Non sempre le intenzioni delle molte pedine schierate sul campo sono chiare, fra tradimenti e imprevisti, alla fine le sorti della guerra possono essere decise solo dallo scontro che tutti aspettavano: i due uomini lupo, fratelli di “branco” e amici da una vita dovranno battersi a colpi di artigli, morsi e ululati alla Luna piena.

Credits: Giorgio Spalletta

I MOSTRI DI ROMA

Ho apprezzato la lettura del terzo e ultimo capito de I mostri di Roma: Nero.
Sono diverse le cose che mi hanno colpito in modo positivo, non solo la storia, che va a soddisfare quell’esigenza di action, colpi di scena e violenza che ha chi sceglie proprio questo bonellide tra i tanti presenti in edicola, ma anche per lo storytelling, il comparto grafico e le citazioni “nerd”… ma andiamo per ordine:

Credits: Pierluigi Minotti

STORYTELLING

Come dicevo poco fa, sulle pagine del fumetto troverete molta azione, ma anche una buona dose di violenza, schizzi di sangue e facce pestate.
Il ritmo narrativo è sapientemente cadenzato in modo da non permettere mai al lettore di “abbassare le guardia” perché si ha costantemente la sensazione che sta per succedere qualcosa che potrebbe cambiare il corso degli eventi e portarli in direzioni inaspettate.
Dopo una sorta di cappello introduttivo ambientato un anno prima, tutto il racconto è concentrato sulla nuova Mummia (che, pur rimanendo in tema “mostri”, ribattezzerei Fantasma dell’Opera) intenta a seguire il suo piano per diventare il nuovo “re” di Roma.
Arrivata a San Pietro, però, le cose non vanno proprio come le aveva pianificate, sono molti, infatti, gli imprevisti che dovrà affrontare.
Ogni volta che qualcuno o qualcosa di inaspettato si frappone tra lui e il suo scopo, s’innescano dei flashback che, simili a un countdown partito tre giorni prima, chiariscono il come ed il perché dei fatti appena accaduti.

Credits: Giorgio Spalletta

SNIKT!

Un Nero piuttosto malconcio è sdraiato su un materasso circondato dai suoi alleati, che si chiedono perché non guarisca come di solita fa… uno di loro sta leggendo un fumetto e spiega che il “fattore rigenerante” non sta funzionando, ma non ha in mano un fumetto qualsiasi, si tratta di Wolverine, il famoso mutante artigliato che riesce a guarire da ogni ferita proprio grazie al suo fattore rigenerante accelerato.
Essendo un nerd di vecchia data, amo le citazioni, soprattutto se si vanno a ripescare ottime “annate” come il Wolverine di Frank Miller degli anni ’80.

Credits: Giorgio Spalletta

GLI AUTORI

Il flashback d’apertura è raccontato da Pierluigi Minotti, artista che per la Cosmo ha già realizzato una storia di Battaglia, come per il numero precedente, anche qui lo vediamo per poche pagine.
A suo agio con le ambientazioni horror e cupe, mostra le prime vittime di un redivivo Inglese, l’uomo lupo che prenderà il posto della Mummia.
Il resto del fumetto è realizzato da Giorgio Spalletta, visto al lavoro sulle pagine di Mostri di Bugs Comics e Orfani di Sergio Bonelli Editore.
Il suo è uno stile che prende esempio dalla parte più classica del fumetto italiano ma al contempo possiede delle forti influenze dai comics americani, è plastico, realistico, non si perde in esagerazioni anatomiche e regala al lettore delle possenti splash page iconiche; ben si sposa con il questo genere di storie e conferisce una lettura veloce e costante.

Credits: Giorgio Spalletta

Alla macchina da scrivere troviamo Dario Sicchio e Michele Monteleone, il dinamico duo che ha firmato anche gli albi precedenti della miniserie in tre parti.
Personalmente amo le storie in cui due vecchi amici poi spinti dal destino o da scelte sbagliate alla fine devono scontrarsi, un po’ come Obi-Wan Kenobi si rifiutava di duellare con Anakin Skywalker, un po’ come Peter Parker provava rimorso per ogni pugno inferto ad Harry Osborn e un po’ come Iron Man ha dovuto combattere a malincuore Capitan America, i due licantropi, Nero e l’Inglese, si affrontano in una battaglia all’ultimo sangue.
Ogni colpo richiama alla mente momenti felici ormai rilegati solo al passato, ogni vantaggio sul nemico ha un sapore amaro…

Notevole l’uso dei frequenti flashback usati per spiegare il corso dei fatti, non rallentano e nemmeno infastidiscono la lettura.

Credits: Giorgio Spalletta

IN CONCLUSIONE

I personaggi del cosmoverso acquistano di volta in volta più spessore e profondità, in particolar modo Nero, il protagonista della miniserie, che mi auguro avremo la possibilità di rivedere in azione al più presto.
Caput Mundi è una storia di mostri, scoprirete che non c’è posto per gli eroi, la canonica divisione dei buoni contro i cattivi è acqua passata… al massimo si potrebbero definire come: i meno cattivi contro quelli più cattivi. Il concetto è presente costantemente in tutti i capitoli e definisce tutto il piano dell’opera.

Credits: Giorgio Spalletta

Marcello Davide De Negri

L'autore è Marcello Davide De Negri, figlio degli anni '80, cresciuto a pane e fumetti. La sua grande passione sono i supereroi e ci sono ben poche cose che sfuggono alla sua conoscenza quasi maniacale dell'argomento.

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