Recensione: Caput Mundi – I mostri di Roma: Nero #1 – L’Inferno è vuoto

Editore Editoriale Cosmo
Autori Michele Monteleone e Dario Sicchio (testi), Francesco Mobili e Pierluigi Minotti (disegni)
Prima pubblicazione Novembre 2018
Prima edizione italiana Novembre 2018
Formato 16 x 21 cm
Numero pagine 144 in bianco e nero

Prezzo 5,50 euro

Questa città è una fogna gonfia di troie e stronzi. Ma una volta che ci sei dentro ti sembra impossibile vivere altrove
– Nero

Credits: Francesco Mobili

Ci siamo: con “L’Inferno è vuoto” parte ufficialmente la seconda stagione di “Caput Mundi – I mostri di Roma”, serie ambientata nel “Cosmo-verso”, un giovane universo narrativo ispirato ai modelli più famosi di Marvel e DC, si tratta di un luogo immaginario coerente e unico, in cui personaggi di diverse serie possono incontrarsi e interagire.
Il primo “abitante” dei fumetti Cosmo è stato Pietro Battaglia, il vampiro immortale con le mani in pasta in tutti gli eventi più loschi della nostro Bel Paese, nato dai testi di Roberto Recchioni e dalle matite di Leomacs.
Come abbiamo potuto leggere nella prima stagione della serie, a Battaglia si sono presto affiancati altri esseri sovrannaturali del tipo: mummie, vampiri, licantropi e abomini di ogni tipo, veri e propri mostri che si fanno la guerra nelle strade della capitale incuranti delle vittime collaterali.

Credits: Francesco Mobili

LA STORIA

Ritroviamo Nero circa un anno dopo gli eventi della prima stagione in cui abbiamo assistito alla distruzione di San Pietro per la quale hanno incolpato i “soliti terroristi ignoti”.
La popolazione è ancora sotto shock e la città vive all’ombra di un enorme muro che cinge lo Stato Vaticano, i controlli sono aumentati e la polizia è ovunque, questo non è un bene per gli affari sporchi, ma di certo non ferma le varie bande che anzi, diventano sempre più violente e sfacciate.
A Roma c’è una nuova famiglia criminale che ha subito colmato il vuoto di potere che si era formato, il capo se ne va in giro coperto di bende come una mummia ed è proprio questo il suo nome da battaglia, ma la mummia non era morta?
Saputa la notizia, Nero è costretto a tornare in azione, incontrerà vecchie conoscenze ma anche nuove minacce.

Credits: Francesco Mobili
Okay: ammetto di aver inserito quest’immagine perché la stazione Malatesta e il lago Ex Snia sono nel mio quartiere!

L‘Inferno è vuoto, i demoni sono tutti lì da voi…
– Bimbo

L’INFERNO È VUOTO

Sfogliando le prime pagine del fumetto, capiamo fin da subito i toni della nuova stagione di Caput Mundi – I mostri di Roma, che se possibile, sarà ancora più veloce, violenta e sensuale della precedente.
L’ambientazione è quella che abbiamo imparato ad amare con serie TV come “Romanzo criminale”, “Gomorra” e “Suburra”, ma con un’ingrediente in più: i mostri!
Come ha spiegato Roberto Recchioni, l’ideatore della serie, il fumetto nasce dall’unione di tre elementi apparentemente lontani tra loro: la cronaca nera romana, i mostri dell’Universal Pictures e i supereroi dei comics americani. Tali ingredienti li ritroverete tutti quanti in questo primo capitolo, soprattutto per quanto riguarda lo stile dei comic book d’oltre oceano, grazie ai disegni plastici, cinetici e dettagliati di Francesco Mobili (il quale infatti sta anche lavorando per Marvel Comics), mai viste così tante splash page in un bonellide!
Rimanendo in tema di supereroi e comics, la marcia in più dei fumetti nostrani è la libertà di espressione degli artisti che possono lasciare briglia sciolta a scene di sesso esplicito e ultra-violenza (quasi splatter) che altrimenti sarebbero censurate nelle pubblicazioni americane più mainstream.

Credits: Pierluigi Minotti

Nei credits troviamo anche Pierluigi Minotti, artista con uno stile e un tratto totalmente diverso dal collega, i suoi disegni prediligono un chiaro scuro più accentuato, che spesso tralascia i dettagli per concentrarsi su linee più marcate ed essenziali che conferiscono una maggiore drammaticità alle tavole.
Due stili così diversi tra loro hanno funzionato insieme, perché orchestrati in maniera funzionale e sapiente dallo stesso editor della prima stagione, cioè Giulio Antonio Gualtieri, che come già sperimentato sul “Lago che combatte”, il quarto numero de “I mostri di Roma” ha assegnato a ciascun artista dei momenti specifici della storia, il “disegnatore di supporto” aveva realizzato, infatti, solo le allucinazioni del mostro del lago; allo stesso modo, Minotti si è concentrato sui flashback e le visioni di Nero.
Alla “macchina da scrivere” troviamo Michele Monteleone e Dario Sicchio, i due sceneggiatori già all’opera sul numero uno della scorsa serie.
Ormai liberi dal dover introdurre e spiegare personaggi, luoghi e background hanno la possibilità di schiacciare pesantemente sull’acceleratore e partire col botto, scaraventando il lettore direttamente nella storia e nell’azione (in merito “all’azione”, ciò che leggerete in apertura non sarà quella che vi aspetterete, ma capirete solo dopo aver letto il fumetto!)

Credits: Francesco Mobili

IN CONCLUSIONE

C’era bisogno di una seconda stagione di Caput Mundi – I mostri di Roma?
Beh, se la qualità e i contenuti sono questi del primo numero, allora sì.
Poi c’erano ancora un po’ di punti rimasti irrisolti che meriterebbero una risposta: che cosa faranno Nero, Eva e l’uomo invisibile dopo la caduta della Mummia?
L’hanno veramente sconfitta o sono stati in qualche modo ingannati?
E soprattutto… Quali saranno le prossime azioni di Pietro Battaglia, prenderà parte alla nuova guerra che sta arrivando?

Credits: Francesco Mobili

C4 MATITE:

Marcello Davide De Negri

L'autore è Marcello Davide De Negri, figlio degli anni '80, cresciuto a pane e fumetti. La sua grande passione sono i supereroi e ci sono ben poche cose che sfuggono alla sua conoscenza quasi maniacale dell'argomento.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.