Recensione: Catarsi

Editore Bao Publishing
Autori Luz
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2015
Formato 19 x 26 cm, cartonato
Numero pagine 128

Prezzo € 16,00

Oh, cazzo, che cosa è successo?
Non lo so, angelo mio. Hai sbroccato, credo.
Non ti era ancora successo, in fondo.
– da “Catarsi”

Catarsi

JE SUIS… LUZ?

Un pugno nello stomaco. Una carezza, un bacio. Un pizzicotto, una sberla, un buffetto, un abbraccio. Catarsi è tutto questo e molto di più, un libro che ti affossa e poi ti tende la mano, capace di coniugare dolore estremo e cinico umorismo, consapevolezza e incredulità.
Catarsi è ciò che è successo prima, dopo e durante la strage del 7 gennaio 2015 a Rénald Luzier, in arte Luz, superstite di Charlie Hebdo arrivato in ritardo a lavoro per trovarsi immerso in un bagno di sangue. Un libro che ci racconta come Luz ha perduto la capacità di disegnare, come l’ha ritrovata e quale importanza essa ha avuto per lui. E per noi.

DENTRO UN’EMOZIONE

Catarsi 07Luz racconta la sua strage, quella impossibile da percepire se non guardandola attraverso i suoi occhi. I ricordi e l’angoscia profonda che lo attanagliano, la presa di coscienza di doverci convivere e lo sforzo di farlo. L’importanza di avere una persona accanto capace di comprendere tra parole, silenzi, crisi, i primi sorrisi. L’impossibilità di distaccarsi da quell’evento, il caos che da quel momento regna nella sua quotidianità, nella quale quel 7 gennaio può riemergere in ogni momento.
Ma Catarsi è anche l’ironia nei confronti della propria condizione, il sarcasmo rivolto sia all’integralismo sia alle reazioni del popolo di fronte alla strage, l’amore verso la vita e verso coloro che la rendono degna di essere vissuta.
Certo è che disegni di Luz non potevano essere ingabbiati tra le linee di una vignetta, così si sfogano in un flusso ininterrotto che ci porterà dentro all’autore, straordinariamente capace di rispecchiare i propri stati d’animo con una linea sintetica e scarna, a volte dolce e altre frenetica, ogni tanto pigra e a tratti impazzita. Un bianco e nero che si staglia sulla pagina in modo quasi asettico eppure capace di suscitare emozioni forti, condito da quel rosso che di tanto in tanto, inevitabilmente, ritorna a tingere i momenti della vita dell’autore.

PAROLEcatarsi cover bao

La sensazione, mentre scrivo, è quella che ogni parola spesa su Catarsi sia quasi uno sgarbo alla capacità di Luz di riuscire a comunicare il proprio mondo interiore con poche linee più efficaci di qualsiasi descrizione.
Bao, invece, compie l’ennesima operazione di eleganza presentando il libro senza alcuna descrizione dell’autore, spoglio e diretto come il suo contenuto, stampando tutte le informazioni sull’edizione a fine volume e non – come tradizionalmente avviene – sul verso del frontespizio. Una piccola chicca che aiuta il lettore a iniziare un viaggio all’interno di Luz dal quale uscirà stremato, ma immensamente più ricco.


Catarsi
Born to be a larva. Appunti di vita: 1
L’elenco telefonico degli accolli
Il divino
Lo scultore

C4 MATITE:

Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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Nessuna Risposta

  1. 13 dicembre 2015

    […] articolo non vuole essere una recensione (ci ha già pensato egregiamente il collega Nicholas Venè QUI), vuole essere un invito alla lettura di un libro che educa al non aver paura. Ne abbiamo tutti […]

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