Recensione: Ramarro – Guerre fredde, chi è il primo supereroe masochista

Editore Comicon Edizioni
Autori Giuseppe Palumbo
Prima pubblicazione 1986
Prima edizione italiana 2017
Formato 19 x 26 cm brossurato
Numero pagine 240 a colori

Prezzo 24,00 euro

Quando cominciai a scrivere recensioni mi feci una promessa: non avrei mai parlato di fumetti, o autori, troppo importanti. Chi sono io, estremamente piccolo davanti all’immensità di certi nomi, per esprimere anche solo la mia misera opinione? Ovviamente la regola è stata strappata diverse volte, ma sempre per un ottimo motivo. Quei nomi sono così importanti da necessitare quanto meno un’adeguata divulgazione. Esatto, perché molte persone non conoscono autori come Pazienza o Liberatore, addirittura Moore o Miller. Questa gentaglia merita di essere educata a dovere, a suon di botte e sangue, a suon di Ramarro.

FRIGIDAIRE E IL FUMETTO ITALIANO

Ma soprattutto, come fate a non conoscere Frigidaire? I nomi più importanti del fumetto d’avanguardia sono passati per quella zozza redazione, autori che tutt’oggi leggete senza accorgervi di quanto fossero già rivoluzionari oltre trent’anni fa. Uno di questi è Giuseppe Palumbo, un nome che è ben più di una garanzia, è un’ipoteca nel mondo del fumetto. Nel 1986 crea il suo personaggio più importante e famoso: Ramarro, il primo supereroe masochista.
In un mondo di supereroi stretti in tutine, il nostro Ramarro si sveste – in tutti i sensi – della figura da salvatore del mondo per fare ciò che gli riesce meglio: farsi del male e fare casino. Fino a oggi le sue avventure si svolgono tra complotti politici su scala mondiale, intricati grattacapi mistici tra dei e discepoli di dubbia moralità o rese dei conti condite di superpoteri vari, con l’unico obbiettivo quello di farsi il più male possibile. Un’avvincente discesa negli inferi che da oltre trent’anni scava con le unghie il fondo dell’abisso umano.

UN’EPOPEA MASOCHISTA

Mettetevelo in testa, che vi piacciano gli eroi classici di Kirby e Lee o che preferiate le complicazioni alla Vertigo a Palumbo non interessa, sarete in tutti i modi torturati dalla figura di Ramarro. Questo perché il personaggio va oltre il fumetto e, parallelamente al proprio arco discendente, decostruisce il fumetto stesso in ogni sua caratteristica. Dal totale annientamento degli archetipi narrativi, fino alla ricostruzione del linguaggio fumettistico stesso. Un lavoro che tutt’oggi non trova un avversario degno di competere in termini di complessità strutturale. Ma non finisce qui.
Le storie di Ramarro, contenute nell’omnibus edito con la consueta qualità Comicon, sono alcuni dei migliori esempi di come il fumetto underground significhi avanguardia ma, soprattutto, rottura degli schemi. Preparatevi ad abbandonare il politically correct, a una massiccia dose di violenza e scurrilità varie, condite dalla profondità della narrazione di Palumbo che prosegue episodio dopo episodio.

Infine, Ramarro – Guerre fredde è un volume imprescindibile non solo perché riporta sul mercato un fumetto – altrimenti introvabile – che ha fatto la storia della nona arte in Italia, ma anche perché ne avete bisogno. E, fidatevi, non leggerete niente di simile per molti anni. Se non vi ho convinto fino in fondo andate a leggere la fine del volume, corredato da un impianto editoriale ricco di testi di carattere saggistico e storico che vi immergeranno ancor di più nel malato mondo del primo supereroe masochista.

C4 MATITE:

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Ho frequentato la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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