Figlio unico, il neogiapponismo calabrese di Vincenzo Filosa

U scienziatu, u bonaffortunatu, u rincu nchiniautu i papà

Viaggio a Tokyo, volume pubblicato nel 2015 da Canicola Edizioni, è un importante testimonianza storica di una piccola rivoluzione che aveva cominciato a muovere i suoi passi in Italia. Si tratta, a tutti gli effetti, di uno dei primi esempi (dopo alcuni esperimenti più o meno felici) neogiapponesimo, come viene definito magistralmente da Berliac e del gaijin gekika. La corrente, che ha oramai raggiunto un suo piccolo parco autori emergenti ed affermati, ha una propria rigida identità che fa del tratto e di atmosfere di chiara ispirazione nipponica il proprio punto di partenza. Vincenzo Filosa, uno dei suoi autori di punta, ha da sempre cercato di mescolare questa sua ispirazione con le sue origini meridionali. Il risultato che ne esce fuori è qualcosa di unico ed originale, un vero e proprio fumetto d’atmosfera che mescola il folklore popolare con la grande tradizione autoriale giapponese.

OSAMU TEZUKA OGGI

Figlio unico, il suo secondo graphic novel, è una storia sul riscoprirsi unici e diversi. Le vicende narrate sono quelle di un giovane, che nelle sembianze e nelle origini sembra richiamare a pieno Tetsuwan Atomu (Astroboy) del Dio dei manga Osamu Tezuka. I riferimenti a questo personaggio, creato dal mangaka durante la metà del 1900 e figlio più di altri delle influenze delle sue letture nel mondo dei comics mescolate con la crescente passione del manga verso i robottoni“, sono molteplici e quasi riuscire a trovarle diventa un gioco.

Cosa resta oggi di quella serie conosciuta in tutto il mondo? Filosa racconta una storia su un ragazzo che cerca di guardarsi intorno con gli occhi dell’innocenza, non consapevole della propria natura. La spensieratezza e la sprezzante “infantilità” di quel tipo di racconto qui viene completamente abbandonanta, lasciandone il lato più profondo e realista che Naoki Urasawa aveva provato a “scalfire” con Pluto.

Immerso nella grigia e crudele provincia calabrese il nostro protagonista è straniato dalla vita “comune“, complice anche la singolare condizione familiare e l’apprensione che i suoi genitori mettono nel nascondere al mondo il ragazzo e i suoi prodigi. Venuto a contatto con i propri coetanei il ragazzo si troverà difronte alle meraviglie che fin’ora gli erano state negate, come il contatto con i videogiochi (raccontate in esplosive pagine cariche di dettagli) e con la crudeltà del giudizio adolescienziale fino ad esplodere. Proprio questi saranno gli elementi portanti di una storia che serve solo come pretesto per raccontarci una storia: quella di un “alieno” trapiantato in una condizione quasi neorealista pronto ad imparare sulla propria pelle l’importanza di sentirsi unico e diverso.

UN NEO-MANGAKA TUTTO ITALIANO

Per parlare del lavoro di Vincenzo e di conseguenza di tutto i prodotti del gaijin manga non si può precludere l’importanza fondamentale che hanno i disegni nella piena riuscita di un’opera di questa corrente artistica. Dietro queste premesse il lavoro dell’artista calabrese risulta essere ancora più importante: non si tratta di una semplice “rimasticazione” del lavoro dei grandi del passato, ma una piena assimilazione delle proprie possibilità ed il fine ultimo di questo attento studio. Dentro a queste pagine è raccolto il sudore versato sulla pagine di Maestri del calibro di Tatsumi, i fratelli TsugeMizuki Shigeru (del quale viene celebrato con un simpatico omaggio Gegege no Kitarō, anche conosciuto come Kitaro dei Cimiteri).

Nel complesso la cosa che più di tutte risalta dalla lettura di queste pagine è la profonda attenzione preposta alla vera e propria creazione di un fumetto d’atmosfera, che quasi più incentrato sulla creazione di un coerente universo narrativo capace di immergere appieno il lettore nell’esperienza che sul semplice sviluppo narrativo, lascia storditi e frastornati per la sua potenza esplosiva su carta.

Per farsi un’idea generale sul movimento si potrebbe recuperare questo piccolo ma interessante compendio stampato da Kush Komiks, dove gli artisti provenienti da tutto il mondo, guidati dallo stesso Berliac, hanno dato libero sfogo alla propria creatività in storie brevi.

FILOSA, FIGLIO UNICO

Vincenzo Filosa è un vero e proprio figlio unico, l’unico sopravvissuto di una grande scuola dalla quale è nato a migliaia di km di distanza. Il suo importante lavoro di ricerca e diffusione nel mondo del manga e del gekika (anche grazie al lavoro di traduzione svolto per Coconino Press e la stessa Canicola Edizioni).

La sua unicità si sviluppa e cresce pagina dopo pagina, lavoro dopo lavoro. Cosa ci riserva il suo futuro? Per certo conosciamo la progettualità dedicata ad una serie molto più scanzonata sviluppata in collaborazione con Nicola Zurlo, dove vedremo un’aspra battaglia giappo-calabra con uno scontro tra polipi e lupiminari. La grande capacità dei maestri è quella di reinventarsi e questa sembra un’ottima occasione. In C4 Comic non possiamo che attendere con trepidazione per saperci dove ci porterà.

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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