Fiori rossi, l’amore per la natura di Yoshiaru Tsuge

– Questo è un dispetto tipico di Masaji. Hei! esci fuori, tanto ti ho visto!
– Eh Eh… Ultimamente ti sono cresciuti dei peli!

È difficile riuscire a capire un opera se non si conosce l’autore che la ha scritta.
Ancor più difficile e riuscirla a comprenderla ed apprezzarla  se c’è una differenza geografica e culturale tra il paese e il tempo dell’autore con i suoi lettori.
I romanzi raccolti in Fiori rossi, devono necessariamente essere contestualizzati: negli anni ’60 il boom economico coinvolse il Giappone, in cui si svolsero tra l’altro, anche le olimipiadi nel 1964.
I racconti contenuti nell’opera risalgono alla fine degli anni ’60, ed evidenziano la disparità di sviluppo tra paesi rurali e città e la volontà dell’autore di evadere dalla frenesia che ha investito il paese del Sol Levante.

LA BELLEZZA DELLA NATURA

In questa antologia Yoshiaru Tsuge  non si concentra a criticare i problemi della società giapponese dell’epoca, ma esalta la vita bucolica dei piccoli villaggi nipponici immersi nella natura, facendo intraprendere un viaggio al personaggio principale che evade  dalla frenesia e dalle scadenze lavorative che (tutt’oggi) contraddistinguevano quel periodo nipponico.
Cambiamento che, l’autore a più riprese ha condannato.
Non è un caso infatti che Fiori rossi ( il racconto che da il nome alla raccolta di storie di Oblomov) sia tracotante di simbolismo che rende evidente lo “smarrimento” e la voglia di evadere di Tsuge da quel mondo che gli sta troppo stretto.
La storia, che ci presenta due ragazzini come protagonisti della vicenda, è un tripudio di rimandi visivi ad epoche ormai perdute, che lasciano spazio alla decadenza e il cambiamento verso la frenesia lavorativa giapponese, dall’inizio fino alla fine.
Il cappello del ragazzino evoca le memorie della seconda guerra mondiale, e la ragazzina che cresce espellendo dei petali cremisi da “sotto” è una metafora del Giappone che cambia, al punto che la ragazzina viene ritenuta anche sufficientemente grande per aprire e chiudere il negozio da cui la storia ha avuto origine, simbolo della frenesia che stava travolgendo il Giappone per la prima volta in quegli anni.
Le storie presenti in Fiori rossi, confermano questo punto di vista dell’autore, che si focalizza principalmente a descrivere con forza e perizia di particolari gli eventi di una vita pacata e bucolica all’interno del conglomerato di isole giapponesi, esaltando il rapporto che gli abitanti hanno con la natura circostante.
Ma non sono solamente le tematiche dei racconti che trasmettono nostalgia al lettore: sono anche i disegni, realizzati con perizia e precisione, degli ambienti rupestri ed ittici del paese del Sol Levante.

FIORI ROSSI NELL’ ERA HEISEI

Leggere i racconti di questa raccolta edita da Oblomov Edizioni in questo periodo, non ha fatto altro che farmi riflettere sulla condizione attuale del Giappone.
Come riportato anche da molti quotidiani italiani, negli anni che vanno dal ’60 ad oggi, la popolazione si è rapidamente spostata dai villaggi ittici e rurali alle grandi città, in cerca di un lavoro più remunerato e di nuove opportunità.
Ne consegue che, i piccoli villaggi descritti nei racconti di Yoshiaru Tsuge  possano essere tra quelli ormai deserti.
La generazione attuale dei lavoratori giapponesi, si rifiuta di tornare nelle case di campagna, anche se ne hanno a disposizione una ereditata dalla morte dei parenti: questo perché sarebbe un alloggio scomodo, assolutamente troppo lontano dalla loro sede di lavoro.
Le agenzie immobiliari nipponiche, in accordo con il proprietario della casa e il governo giapponese, sta cercando di regalare quelle proprietà in modo tale da cercare di ripopolare questi ambienti: ma tutto ciò non basta, in quanto è anche necessario un rimodernamento dell’immobile.
Come se ciò non bastasse, Shinzo Abe, il primo ministro giapponese, sta cercando di ammorbidire le politiche riguardanti l’immigrazione per favorire l’occupazione di questi territori e per conquistare una fetta consistenti di lavoratori in grado di occuparsi di terreni agricoli, braccianti e in generale, tutti quei lavori che i giapponesi si rifiutano di fare, come l’assistenza per gli anziani.
Insomma: siamo proprio sicuri che il boom economico giapponese non si ritorcerà contro il sistema sul lungo termine?
Fiori Rossi mi ha fatto riflettere molto sull’importanza dei villaggi rurali nell’economia del Giappone.
Probabilmente, l’autore, anche non sapendolo, ci aveva visto lungo: il non sfruttamento della rigogliosa natura nipponica potrebbe causare problemi nel medio/lungo termine.

CONCLUSIONE

Fiori rossi è un antologia di racconti romanticamente legate al giappone: è il grido di un autore che non sopporta e tollera la frenesia che stava investendo, negli anni del boom economico, gran parte del Giappone.
Un manga assolutamente consigliato a chi ama il paese del Sol Levante e la descrizione di una vita bucolica che ormai sta scomparendo.
Una raccolta che, nel 2019, può farvi riflettere su problematiche che tutt’oggi attanagliano l’economia giapponese.

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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