Recensione: Fire Punch #1

Editore Edizioni Star Comics
Autori Tatsuki Fujimoto
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 2017
Formato 11,5 x 17,5 cm
Numero pagine 208

Prezzo 4,50 euro

Si parla sempre del fuoco dell’inferno, ma nessuno l’ha visto. L’inferno è il freddo.

LA TRAMA

La “Strega di ghiaccio” ha trasformato il mondo in una landa desolata ricoperta di neve. Per l’umanità, ormai falcidiata dalla fame, dal freddo e dalla violenza, sembrano esserci davvero poche speranze di sopravvivere. Agni e Luna sono due orfani “benedetti”, ovvero dotati dalla nascita di un potere speciale: la capacità di rigenerarsi. I due orfani, a causa del loro potere, vengono sfruttati atrocemente da altre persone che ne mutilano i corpi per procurarsi carne da mangiare e combustibile da ardere. Agni e Luna riescono a   sfuggire ai loro carcerieri e vengono salvati da un reverendo di un piccolo villaggio. Per ringraziare la popolazione del paese che li ha accolti, i due bambini decidono di offrire volontariamente la loro carne a chiunque accetti, di fatto, di diventare un cannibale. Un giorno arrivano ala villaggio alcuni soldati dell’esercito di Behemdorg, un regno deciso a formare un esercito per abbattere la strega di ghiaccio e riportare “il verde” nel mondo. Dopo aver ispezionato le case, i soldati si accorgono che in molte di esse sono conservate pezzi di carne umana e decidono di distruggere completamente il villaggio. Ogni traccia di vita viene cancellata dal fuoco inestinguibile di Doma, un benedetto a capo della spedizione. Muoiono tutti, Luna compresa, tranne Agni che, dato il suo velocissimo potere rigenerante, viene avvolto dalle fiamme eterne senza possibilità di esalare l’ultimo respiro. Tra atroci sofferenze e la straziante richiesta della sorella di vivere per le prima di morire arsa dalle fiamme, Agni, dopo alcuni anni, riesce a padroneggiare le fiamme e diventa una sorta di “torcia umana” che vaga in un mondo gelido. Comincia così il viaggio del nostro protagonista guidato da un unico obiettivo: uccidere Doma per vendicare la morte di Luna.

IL FUOCO CHE CAMMINA

“Fire Punch” di Tatsuki Fujimoto, edito in Italia da Edizioni Star Comics, si presenta come un manga di ambientazione post- apocalittica, dove l’umanità, ormai disperata e all’estremo delle forze, fa emergere tutta la sua componente più bestiale, violenta e perversa. Quello di Fujimoto è un mondo folle e cruento e l’autore non ci risparmia di certo situazioni disgustose, grottesche o particolarmente macabre, presentandole, tuttavia, con un’aria di apparentemente normalità, accentuando così la reazione di emotiva del lettore che non può non rimanere spiazzato da tali scelte. Oltre alla violenza, altro elemento straniante del manga è il modo di narrare di Fujimoto, che tende a dare ben poche spiegazioni e a passare da una situazione all’altra modo repentino, a discapito di una costruzione narrativa articolata e di una caratterizzazione dei personaggi più complessa. Proprio da questo punto di vista, si può dire che il protagonista, Agni, sia più una sorta di presenza fisica dirompente che un vero e proprio personaggio che compie delle azioni e delle scelte. Agni, infatti, è prima di tutto l’immagine potente di un uomo in fiamme che attraversa un mondo ghiacciato, assumendo di per sé, nella sola caratterizzazione esteticamente ossimorica, un’aura divina che sa di redenzione, ma anche di dolore e vendetta. Dal punto di vista della narrazione risulta certamente interessante l’inserimento, nel finale del volume, del personaggio di Togata, una giovane regista intenzionata a girare un film su Agni, che aggiunge un elemento meta-narrativo all’opera, anche se in questo primo volume è difficile prevedere come l’autore riuscirà a gestire questo personaggio e piani di narrazione che ne conseguiranno.

Dal punto di vista del disegno, Fujimoto si caratterizza per un tratto graffiante, ma realistico che ben si adatta con l’atmosfera post-apocalittica dell’opera. Le scene d’azione sono dinamiche, violente e crude anche se a volte possono risultare un po’ confuse nella resa del loro svolgimento.

CONCLUSIONE

In conclusione, Fire Punch è un manga che punta a sconvolgere il lettore con la sua violenza e la follia. Un’opera senzaltro potente dal punto di vista visivo, meno riuscita invece sul piano narrativo, dove gli eventi si susseguono fin troppo repentinamente e alcuni di essi sembrano avvenire senza una vera e propria logica. Se questo, da un lato, accentua il lato brutale del mondo trasformato dalla Strega di Ghiaccio, a volte si ha la sensazione che l’autore voglia toccare a tutti i costi il lato più emotivo del lettore immergendolo in situazioni sempre più estreme.

PRO CONTRO
– Idea di partenza interessante
– Disegni funzionali alla storia narrata
– Narrazione confusa
– L'autore punta a sconvolgere il lettore a tutti i costi con situazioni spesso estreme

C4 MATITE:

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.