Recensione: Gnomicide, l’evoluzione del lavoro di Spugna

Editore Hollow Press
Autori Spugna
Prima pubblicazione 2018
Prima edizione italiana 2018
Formato 17 x 24 cm brossurato, edizione Deluxe formato A4 (con una tavola originale)
Numero pagine 64 in bianco e nero

Prezzo 10,00 euro (edizione regular) e 60,00 euro (edizione Deluxe)

Si può provare a tracciare una linea orizzontale per ripercorrere la strada percorsa da Spugna, aka Tommaso di Spigna, nel corso della sua carriera editoriale degli ultimi lo ha portato a essere considerato come una delle voci più interessanti del mercato italiano. Partendo dal pluripremiato Una brutta storia pubblicato da GRRRZ Comic Art Books, fino ad arrivare all’ultimo Gnomicide, frutto della nuova collaborazione con Michele Nitri e le oscure schiere di Hollow Press (senza dimenticare The Rust Kingdom, del quale vi abbiamo già parlato qui, e di cui questa storia è figlia) è impossibile non accorgersi della sua lenta ma inarrestabile evoluzione, che lo ha portato con il tempo ad asciugare sempre di più lo stile e la pomposità che spesso accompagna i lavori di esordio dei giovani nel mondo del fumetto; e proprio in questo la sua ultima fatica risulta essere puro e semplice divertissment perfettamente riuscito, dove l’azione pura diventa in tutto e per tutto il punto focale dell’opera e quasi la storia in sé (i dialoghi, espressi in una lingua gnomica incomprensibile, contribuiscono proprio a sottolineare questa svolta di stile).

UNA BRUTTA, GNOMICA, STORIA

La storia è quella di un manipolo di gnomi che si ritrova recluso nel sottosuolo circondato da una schiera di terribili creature e del loro improbabile piano di fuga. Tra demoniache entità, asce che fendono colpi, sangue, budella e la caducità dei rapporti umani nelle situazioni di pericolo, la storia scorre in maniera piacevole e inaspettata, fino all’arrivo di un plot twist che sottolinea ancora una volta, se ancora fosse necessario, che in un mondo come quello del re delle dieci spade – figlio, come avevamo già detto della grande narrativa della Nona Arte (l’immancabile richiamo a Prison Pit e le sue grottesche trasformazioni) di genere e debitore a livello concettuale del successo commerciale di titoli videoludici come Bloodborne e Dark Souls, nel quale regna la stessa visione macabra del continuo pericolo dietro l’angolo, sempre più forte, sempre più grande e pronto a spazzarti via come un fuscello – non c’è spazio per concentrarsi sul potere delle storie, perché tutto scorre velocemente nella presa di un universo pronto a stritolarti lasciandoti travolto come carne da macello.

Come dicevamo l’intreccio narrativo è limitato per lasciare spazio all’immagine e alla sua pura e sincera esplosione al servizio dell’azione. Dopo una piccola introduzione, che serve a ricondurci e ricordarci in quale razza di inferno in terra siamo appena stati catapultati, si parte per una corsa adrenalinica che lascia senza fiato i protagonisti e di riflesso anche il lettore, che si troverà da subito coinvolto, trascinato e sconquassato dalla storia.

LE NUOVE TENDENZE DEL MERCATO ITALIANO

Spesso si prova a immaginare insiemi di giovani talenti provando a racchiudere e a limitare la loro unicità dietro l’immancabile parabola della new wave (nella quale a volte si ricade in maniera troppo facile) e spesso il nome di Spugna viene accostato a quello di giovani che per impostazione culturale e per possibilità e volontà di produzione artistica sono su pianeti completamente differenti. Il suo è un lavoro volutamente semplice e chi ha avuto la fortuna di affacciarsi anche solo per un momento nella sua testa, nel periodo di produzione di Gnomicide, sa che il progetto nasce come puro e spassionato divertimento, perfettamente riuscito.

Il sodalizio tra Michele Nitri e l’artista lombardo riesce ancora più di quanto fatto con Una brutta storia, a far esplodere la volontà di Spugna di realizzare qualcosa partendo da un concetto molto semplice (che lo stesso Tommaso ci ha raccontato in un’intervista che trovate a questo link) “voglio fare qualcosa che io per primo vorrei leggere”. Dietro una frase all’apparenza semplice si nasconde una volontà lineare ma allo stesso tempo vincente: non lasciarsi piegare dalle influenze del mercato, ma cercare (con successo) di piegare il mercato alle proprie volontà.  In questo ultimo lavoro è racchiusa tutta l’efficacia di questo concetto, espresso alla sua massima potenza.

L’OMICIDIO DEI NANI

In conclusione Gnomicide è la summa, nella sua assoluta chiarezza e semplicità, dello Spugna-pensiero. Perfetto collante in attesa della prossima storia – che sicuramente arriverà – il volume (realizzato come sempre in maniera impeccabile a livello cartotecnico da Hollow Press) apre le strade ad infinite possibilità: affondare ancora le mani nel coloratissimo universo di The Rust Kingdom, che proprio per il suo immenso potenziale potrebbe divenire un fenomeno editoriale oppure ripartire da zero, lasciarsi trascinare da nuove ispirazioni e nuove storie, sempre più convinti del proprio storytelling e della propria capacità di saper raccontare una storia con pochi ed essenziali elementi narrativi.

PRO CONTRO
– Azione pura ed esplosiva
– Anche se trascinati in una storia volutamente confusionaria tutto viene perfettamente centrato dallo storytelling
– Se non si hanno conoscenze sull'universo di The Rust Kingdom si rischiano di perdere citazioni interessanti

C4 MATITE:

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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