Recensione: Horizon #1 – Rappresaglia

Editore SaldaPress
Autori Brandon Thomas e Juan Gedeon
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 2018
Formato 16,8 x 25,6 cm
Numero pagine 136 a colori

Prezzo 14,90 euro

Noi conviviamo con la fine del mondo. Solo che non ce ne accorgiamo, o non vogliamo pensarci.

LA TRAMA

Per i terrestri, irresponsabili e spietati artefici della propria condanna a morte, non c’è più speranza. Il pianeta terra è infatti sull’orlo della sua definitiva disfatta e ai suoi abitanti rimane solo la speranza di una fuga di massa. Preso atto di ciò, l’umanità si è lanciata alla disperata ricerca di un pianeta adatto ad ospitarla e la scelta è caduta sul pianeta Valius, un luogo che sembra avere le caratteristiche  giuste per la nostra specie. In questa soluzione estrema c’è, tuttavia , un problema: Valius è abitato e i valiani non sembrano essere così d’accordo ad accoglierci.

I valiani, infatti,  sono una razza pacifica, civile e tecnologicamente avanzata che, una volta scoperte le intenzioni degli umani, non esitano ad inviare un contingente di soldati specializzati capitanati dal comandante Zhia Malen sul pianeta terra, nell’ottica preventiva di bloccare sul nascere il tentativo di colonizzazione del proprio pianeta.

UNA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA

Horizon, nuova serie Skybound/Image creata da Brandon Thomas e Juan Gedeon ed edita in Italia da SaldaPress, si presenta come un’opera di fantascienza che sfrutta un artificio di partenza che, pur non essendo originalissimo, è sempre di forte impatto, ovvero ribaltare il classico rapporto tra umani e alieni che identifica i primi come vittime dei secondi. L’idea di ribaltare i ruoli, portando così  il lettore a empatizzare di più  con i valiani e le loro ragioni, non ha tanto lo scopo di produrre uno shock  emotivo come nel celebre raccontoLa sentinella di Frederick Brown, ma, piuttosto, quello di calare il lettore in un contesto complesso di temi sociali, etici e strategici. In primis, infatti,  l’argomento dell’attacco preventivo visto dai valiani come unica ed efficace forma di difesa del proprio popolo a discapito di una mediazione pacifica, idea certamente controversa, ma certamente presente nella nostra storia recente come possibile strategia da attuare per mettere fine ad una crisi politica internazionale o ad una presunta minaccia militare. ( basta pensare alle recenti tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord).  Dal punto di vista etico e sociale, gli umani sono certamente presentati negativamente, come un popolo senza scrupoli che non ha saputo salvare il proprio pianeta, sovrappopolandolo e sfruttandolo fino all’osso, e ora cerca la salvezza a sfavore di un altro popolo, ma, d’altra parte, se noi stessi ci trovassimo nella stessa situazione cosa faremmo? Ci fermeremmo di fronte alla libertà di un’altra razza se questo fosse il limite tra la nostra scomparsa definitiva e la nostra sopravvivenza? Allo stesso modo, anche la morale dei Valiani vacilla, infatti, pur sapendo il crudele destino a cui l’umanità va incontro essi fanno di tutto perché questo si possa compiere, allo scopo di non dover subire un’invasione violenta.

CHI SONO I BUONI?

Insomma, difficile non porsi questi interrogativi durante la lettura di Horizon che, pur presentando un ritmo elevato e una grande carica d’azione, mostra sicuramente un alto grado di profondità e stratificazione capace di far riflettere su vari aspetti della nostra situazione globale  e sulle sue prospettive future. Tutto questo è accentuato da un’ambientazione distopica e un linguaggio schietto ed essenziale, che dà costantemente l’idea di trovarsi ad un punto di svolta, sull’orlo di una catastrofe che mette in scena una  lotta spietata per la sopravvivenza. Valiani e Umani lottano, infatti, per la stessa cosa e lo fanno entrambi con il massimo spirito di sacrificio. Detto questo, se in un primo tempo sembra semplice parteggiare per gli alieni, alla fine del volume è difficile etichettare chi è buono e chi è cattivo. Nella guerra per l’autoconservazione ogni principio etico crolla e ciò che dovrebbe essere  una ragione egoistica e soggettiva, la PROPRIA sopravvivenza, assume un’universalità indomabile a danno di tutto ciò che la minaccia.

POCHE LINEE, TANTA AZIONE

Dal punto di vista visivo, Gedeon compie un ottimo lavoro caratterizzando in modo accattivante  gli alieni e la loro tecnologia, dando, tuttavia, il meglio di sé nelle scene d’azione. Il suo tratto essenziale e sintetico, infatti, conferisce grande dinamismo ai personaggi costruendo con poche linee e pochi particolari delle sequenze di combattimento rapidissime  e concitate, ma altrettanto precise, chirurgiche e espressive. Da segnalare anche il buon lavoro di Frank Martin ai colori che riesce a giocare in maniera efficace con il contrasto tra le tonalità fredde dei blu e degli azzurri associate agli alieni e quelle più calde del rosso, dell’ arancione e del rosa associate agli umani, creando, in questo modo, tavole dal forte impatto visivo e di funzionale congruenza connotativa, esaltando i disegni di Gedeon.

CONCLUSIONE

In conclusione, Horizon è un  fumetto che riesce a fornire al lettore una storia coinvolgente e dinamica, calata in un contesto fantascientifico ricco di azione, ma che non manca di suscitare riflessioni e interrogativi importanti. Un buon punto di partenza con più domande che risposte, ma che riesce sicuramente a suscitare la giusta curiosità in attesa del capitolo successivo.

PRO CONTRO
– Narrazione coinvolgente
– Ritmo elevato e tanta azione
– Disegni dinamici e essenziali
– Ricco di spunti di riflessione
– Il disegno essenziale e sintetico potrebbe non piacere a tutti
– Ancora tanti interrogativi e poche risposte

C4 MATITE:

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

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