Recensione: Horizon #2 – Ricordo

Editore SaldaPress
Autori Brandon Thomas e Juan Gedeon
Prima pubblicazione 2018
Prima edizione italiana 2018
Formato 16,8 x 25,6 cm
Numero pagine 136 a colori

Prezzo 14,90 euro

LA TRAMA

Per il pianeta Terra e per i suoi abitanti i giorni sono contati. L’unica possibilità per l’umanità di scongiurare la propria estinzione è quella di trovare un altro pianeta dove insediarsi. La scelta è caduta su Valius, un luogo che sembra avere le caratteristiche giuste per la vita della nostra specie. Tuttavia i pianeta non è affatto disabitato e i Valiani non hanno nessuna intenzione di farsi colonizzare. Al fine di proteggere il proprio popolo, infatti, Valius decide di inviare un contingente di soldati specializzati capitanati dal comandante Zhia Malen sulla Terra, con il compito di bloccare sul nascere il tentativo di invasione terrestre. Se il primo volume era particolarmente incentrato sulla missione di rappresaglia, mettendo in luce le difficoltà di adattamento dei Valiani al pianeta terra, le loro strategie militari e le loro capacità di combattimento, in questo secondo volume la trama si fa  decisamente più complessa. La narrazione, infatti, si muove su due piani temporali: uno presente e uno passato..  Il primo, getta il lettore nel pieno del confronto tra le forze Valiane e quelle Terrestri nel bel mezzo di una  tempesta di neve che si abbatte su Chicago. In questo scenario catastrofico, Zhia e il suo team si trovano ad affrontare quello che sembra essere il vero nemico, ovvero un’organizzazione occulta chiamata Keplero che, al fine di colmare il gap tecnologico tra Terrestri e Valiani, ha creato degli ibridi genetici super potenziati, delle vere e proprie armi viventi. Il secondo piano narrativo, invece, svela alcuni eventi del passato di Zhia Malen che ci aiutano a capire il doloroso percorso che l’ha portata ad accettare di partecipare ad una missione così pericolosa mettendo in gioco tutta se stessa.

ACCETTARE LE CONSEGUENZE DELLE PROPRIE SCELTE ( O DI QUELLE DI ALTRI)

Il secondo volume di Horizon, serie fantascientifica Skybound/Image creata da Brandon Thomas e Juan Gedeon ed edita in Italia da SaldaPress, continua e amplia le buone premesse tracciate nel primo numero, con una narrazione  e un’analisi dei personaggi che si fanno via via sempre più complesse, pur mantenendo un ritmo davvero adrenalinico e coinvolgente. Uno dei punti di forza di Horizon (e della buona fantascienza in generale), è proprio la capacità di suscitare nel lettore interrogativi e riflessioni importanti, senza appesantire troppo lo svolgimento degli eventi. Se nel primo volume aveva un ruolo centrale il dilemma etico a proposito dell’attacco preventivo a scopo difensivo, ben esemplificato dalla decisione di rappresaglia da parte dei Valiani e dall’altra parte, la possibile legittimazione, almeno a livello di pancia, di un’aggressione violenta al fine di salvarsi dall’estinzione da parte degli umani, mettendo da subito in crisi le dicotomie buono/cattivo e giusto/ingiusto, in questo volume si sommano altri temi di notevole importanza. Tra questi, credo sia di particolare interesse il tema dell’accettazione delle conseguenze delle proprie azioni, soprattutto quando queste conseguenze sono definitive. Per Zhia i terrestri meritano di estinguersi, non gli deve essere concessa un’altra opportunità: «La terrà è già condannata. Voglio semplicemente che lo riconoscano… Voglio aiutarli ad accettare che non c’è speranza. Voglio che affrontino l’estinzione con dignità». Sembra essere proprio questo il vero fine della missione sua missione, risvegliare la coscienza terrestre, rompere l’idea quasi innata che qualunque cosa accada alla fine l’umanità andrà avanti. Il tema della responsabilità, tuttavia, non riguarda solamente il prendere atto con dignità della propria estinzione, ma anche scegliere come reagire davanti al proprio destino. L’umanità in questo secondo volume viene rappresentata come una massa di irresponsabili, che delegano ogni processo decisionale a qualcuno che sta sopra di loro, che si fanno manovrare da un potere che non comprendono. È questa la natura di Keplero, un’organizzazione occulta che sta decidendo il futuro dell’intera umanità senza che essa se ne renda conto. A fare da contraltare a tutto questo c’è invece il peso della scelta individuale, quello che grava sulla coscienza di Zhia, che in un passato non troppo lontano si è presa la responsabilità di azioni che hanno coinvolto tante altre vite, scelte forse sbagliate e con cui deve inevitabilmente convivere. In questo volume il dilemma sta nel demarcare il limite della responsabilità personale e collettiva, comprendere cosa si può decidere da soli e cosa si può delegare, tracciare una linea tra quello che si può decidere per gli altri e ciò che invece sono gli altri a dover decidere.

NEL MEZZO DELLA BATTAGLIA

Dal punto di vista visivo Gedeon continua l’ottimo lavoro che abbiamo già potuto apprezzare nel primo volume. Con il suo tratto sintetico e spigoloso conferisce ai disegni grande dinamismo, dando il meglio di sé nelle spettacolari scene d’azione, concitatissime e violentissime, ma mai confuse. Da segnalare anche il buon lavoro di  Mike Spicer ai colori che riesce a giocare, come nel primo volume, tra forti e repentini contrasti di tonalità calde e fredde, rendendo ancora più esplosive le scene d’azione  e rimarcando la dicotomia tra Valiani e Terrestri.

CONCLUSIONI

In conclusione, con questo secondo volume, Horizon si conferma un valido fumetto di fantascienza, capace di intrattenere il lettore con una narrazione complessa e ricca di azione e in grado di suscitare riflessioni e interrogativi importanti. Il finale aperto di questo secondo albo porta senz’altro ad aspettare con trepidazione il successivo, sperando che gli autori non anneghino nella complessità della trama e nella tanta carne al fuoco, riuscendo a tenere efficacemente le fila della narrazione.

PRO CONTRO
– Trama complessa e coinvolgente
– Personaggi ben caratterizzati
– Disegni dinamici e accattivanti
– Tanta azione
– La trama si svolge su più livelli, necessita di una lettura molto attenta

C4 MATITE:

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

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