Recensione: Il giovane Yoshio, l’altra faccia del Giappone

Editore Canicola Edizioni
Autori Yoshiaru Tsuge
Prima pubblicazione 2018
Prima edizione italiana 2018
Formato 15 x 21 cm brossurato
Numero pagine 226 in bianco e nero

Prezzo 19,00 euro

Fin che il “man” resterà incollato al “ga”, il manga non verrà mai considerata vera arte.

IL GIAPPONE E LE SUE CONTRADDIZIONI

Il Giappone è il paese delle contraddizioni: basta fare un giro per Tokyo per notare che tradizione e modernità convivono in un unico posto, dando l’impressione che il passato sia ben saldo nelle fondamenta moderne del paese. Da una parte troviamo un bellissimo tempio, dall’altra ci giriamo e vediamo i grattacieli: un contrasto stupendo che ci fa affascinare in maniera prepotente alle terre del Sol Levante.

Analizzando la società giapponese, si noteranno altri contrasti, non tanto nel macrocosmo sociale, quanto nel microcosmo: piccoli drammi sociali che coinvolgono famiglie che si sfasciano e persone che si deteriorano pian piano per via del logorante lavoro. Il popolo nipponico tende a considerare il luogo di lavoro come una seconda casa e, visti i turni stressanti a cui si è sottoposti,  si trascura la propria famiglia. Un dramma sociale riportato in alcune opere del nostro tempo con molta limpidità. Ma cosa c’entra tutto questo con Il giovane Yoshio di Yoshiaru Tsuge?

LE ESPERIENZE LAVORATIVE DI TSUGE SONO LE LENTI PER DECIFRARE IL DOPOGUERRA GIAPPONESE.

Il fumetto, opera autobiografica di Tsuge, ci trasporta in alcuni racconti dal sapore amaro, che ci sbattono in faccia un Giappone apparentemente molto diverso da quello dei giorni nostri, ma in realtà non è altro che l’origine di quel modo di pensare stacanovista e per certi versi autolesionista. Il Giovane Yoshio, attraverso i suoi racconti, rende palese come un tempo il lavoro era necessario per il sostentamento: nel primo capitolo, ad esempio, è evidente come fosse essenziale accettare dei secondi impieghi per poter sopravvivere, anche a costo di far rischiare la vita ad un ragazzino. Nell’opera edita da Canicola è lapalissiano che, nella cultura giapponese, il tenersi impegnato con una professione non solo porta giovamento economico ma anche una migliore salute alla persona stessa.

Insomma, il Giappone era ed è una società il cui valore portante è il lavoro, dove lasciare un mestiere sicuro per inseguire i tuoi sogni ti segna la vita. È quello che Yoshi, nei suoi racconti ha fatto: non ricavando soddisfazioni dall’impiego in fabbrica, cerca di farsi strada come mangaka, affrontando una strada irta di difficoltà. Tuttavia, la nuova strada intrapresa dal protagonista dei racconti non è vista come una redenzione ed un percorso che lo porterà alla soddisfazione personale, tutt’altro: si ha l’impressione che la strada tortuosa che Yoshi ha davanti non si concluda mai, raccontando solamente uno spaccato della sua vita dove non c’è stato mai un riscatto, limitandoci a descrivere con un distacco neo-realista, le vicende focali della sua vita familiare e lavorativa.

Uno spaccato di vita interessante ed appassionante che ci evidenzia come il popolo nipponico, nel dopoguerra, ha faticato a rialzarsi, proponendoci uno scorcio sia della vita quotidiana delle persone dell’epoca, sia per quanto riguarda il funzionamento di alcuni meccanismi dell’editoria post-bellica nipponica. Il Giovane Yoshio è un fumetto eccellente anche dal punto di vista tecnico: la narrazione scorre fluida e Tsuge elimina i sentimentalismi alla radice, rappresentando con freddezza e un distacco quasi cinico delle realtà lavorative comuni a molti ragazzi dell’epoca. Il disegno dell’autore giapponese è ottimo come sempre: linee semplici e precise regalano al lettore scene sempre leggibili e piene di dettagli.

CONCLUSIONE

Il Giovane Yoshio è una delle opere più profonde e mature che il maestro Yoshiharu Tsuge ha scritto: lo scorcio di vita lavorativa della popolazione nipponica e la rappresentazione storica dell’epoca è riprodotta in maniera eccellente, regalando dettagli e vicende lontane dai riflettori dei manga moderni. Un Titolo da possedere e custodire con affetto, specialmente se siete appassionati della storia del Giappone.

PRO CONTRO
– Racconti interessanti che evidenziano la vita lavorativa del popolo giapponese nel secondo dopoguerra.
– Non lascia spazio a sentimentalismi
– Dettagli e rimandi storici all'epoca in cui sono ambientati i racconti
– Non è adatto a tutti, non è una storia introspettiva ed è narrata con grande distacco: non aspettatevi sentimentalismi. (il che per alcuni potrebbe anche essere un bene)

C4 MATITE:

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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