Il re delle fate, quando il piccolo popolo diventa italiano

Ma come? Esci con Rita la ritardata?

Non andate mai a Pistoia e dintorni: o quantomeno state molto attenti quando vi recate in quei luoghi, perché potreste incappare in un popolo molto piccolo, vivace e inusuale. Questa potrebbe essere la morale de Il re delle fate, titolo proposto da Edizioni BD e creato da Andrea Meucci e Elena Triolo.

UN EROE CAZZONE

Obi è un ragazzo dai capelli rossi, figlio di genitori divorziati e svogliato, parecchio svogliato. Si impegna poco nello studio e per questo è già stato bocciato due volte, e ora rischia per la terza volta. Per dimenticare i suoi problemi decide di andare all’aperto con il suo nuovo elicottero radiocomandato, accompagnato dalla sua amica Rita, vittima preferita dei bulli: mentre si libra in aria, ecco che il modellino impatta con un piccolo esserino con le ali, ovvero il fu Re delle Fate Caibbe. Obi si ritrova così a doverne prendere il posto, con tutti gli oneri che tutto ciò comporta, ma anche con tutti gli affascinanti vantaggi. Questo avvio di trama fa parte di un classico topos narrativo, ovvero di uno stereotipo comune per non spaventare il lettore: l’averlo inserito in uno scenario italiano è una bella scommessa che secondo me in parte ripaga, in parte no. Infatti il fumetto riprende l’idea dell’assassino come successore di re ma da essa non riesce più a staccarsi, portando ad un finale che manca di coraggio, nonostante una possibilità finale non colta.

PECULIARI SCELTE ARTISTICHE

Dal punto di vista artistico si rivela interessante la scelta di tenere molto pulite le tavole, con tratti sottili , minimali, senza sfumature nella scala di grigi. Il colore viene applicato solo ad alcuni elementi o oggetti, come i capelli del protagonista o i buffi cappelli di Rita, per poi esplodere in alcune scene centrali, ma sempre con la tecnica del pastello, come se il cromatismo venisse applicato direttamente sul foglio. Il volume è cartonato e la copertina possiede l’effetto setoso che risulta estremamente gradevole al tatto.

IL BILANCIO FINALE

In conclusione, Il re delle fate è una storia che parla del cambiamento, del prendersi le proprie responsabilità oppure rifiutarle, immergendo il tutto in un contesto fantastico che pecca di eccessivi clichés.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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