Recensione: Jimmy’s Bastards #1, a proposito di Garth Ennis parte 1

Editore SaldaPress
Autori Garth Ennis e Russ Braun
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 2018
Formato 16,8 x 25,6 cm cartonato
Numero pagine 136 a colori

Prezzo 19,90 euro

Be’, perché dovrei difendere una Democrazia il cui cuore è il Parlamento, se non credessi all’idea di progresso sociale?

ENNIS LA MINACCIA

Su Garth Ennis ormai è già stato scritto o detto di tutto. Nordirlandese, giovanissimo irrompe con furore sulla scena del fumetto alla fine degli anni ottanta, sull’onda lunga della “british invasion” facendosi notare con memorabili cicli su Judge Dredd e Hellblazer e con miniserie come Goddess e True Faith; più avanti approderà come un pirata alle grandi case editrici americane (DC, Marvel e Image).

Lo scrittore dell’Ulster, appena ventenne, rivela nei suoi primi lavori quelle che saranno le sue ossessioni: amicizia, guerra, blasfemia, contraddizioni politiche di Gran Bretagna e Stati Uniti tra ipocrisia e abusi di potere; contamina horror, western, noir, commedia grottesca e slapstick, iper-violenza e turpiloquio, parlando di sesso e fratellanza, amore puro e disincanto assoluto.

Suggestioni da Elmore Leonard e Cormac MacCarthy, Leone e Peckinpah, John Landis e i Pogues, Eastwood e John Wayne, i Python e Stanlio Ollio (ma la lista potrebbe continuare…): Ennis è tutto questo e molto di più.

Al pari del collega e amico inglese Warren Ellis (altro ex-enfant terrible del fumetto mainstream) il suo stile diventa presto fortemente riconoscibile per tematiche e spirito iconoclasta: come lui (e più di lui) spesso fa tremare i polsi e le aspettative dei lettori tradizionalisti Marvel o Dc, ogni volta che si approccia all’icona supereroica (la carrellata di Eroi apparsi nella Gotham di Hitman, la miniserie Thor: Vikings…). Tendenza comune è ormai sostenere che Ennis sia stato un autore storico e rivoluzionario ma che ormai sia un po’ la maniera di se stesso, adagiato su una stile fattosi routine.

E invece.

LA CAPACITÀ DI SORPRENDERE ANCORA

Riconosciuto dialoghista formidabile, è però ancora sottovalutata la sua sopraffina capacità di narratore per pure immagini (la bellissima Dear Billy delle Battlefields Story, per esempio), nell’utilizzo del “silenzio su tavola”, nello sfruttamento atipico della splash-page e nel valorizzare al meglio i disegnatori che lo accompagnano (spesso ricorrenti compagni di viaggio oltre che amici, dal mitico e compianto Steve Dillon, a John MCrea, Carlos Ezquerra, Darick Robertson, Goran Parlov…).

Ennis ha sicuramente avuto momenti meno ispirati, spesso dettati da ritmi di produzione frenetici ma resta un autore gigantesco, capace di vette sorprendenti per profondità e umanità e senza dubbio, con voglia di sperimentare ancora: l’horror apocalittico del primo Crossed, il magnifico Rover Red Charlie, i vari Battlefields o le ultime collaborazioni con Alan Moore (per esempio all’interno dell’antologica Cinema Purgatorio) sono lì a dimostrarlo.

Insomma, il Nostro è uno scrittore maturo, completo e capace di attraversare generi e registri con grande disinvoltura e abilità. E soprattutto, ancora capacissimo di sorprendere. Altro che cool fine a se stesso.

RIDERE E IRRIDERE

Hitman e Preacher, il suo dittico imprescindibile degli anni ‘90, contenevano già embrionalmente tutto ciò che Ennis avrebbe affrontato nei decenni successivi. In queste due opere venivano miscelate con grande disinvoltura drammi umani e sparatorie da barzelletta, aberrazioni e dolcezza.

Tra Storia (ritornano i drammi bellici, l’Ira, i soldati della SAS, il Vietnam), e Leggenda (vampiri, demoni, alieni), era evidente l’interesse dello scrittore per l’essere umano, le dinamiche interpersonali e le mostruosità nascoste in ognuno di noi, oltre che un’ insofferenza cronica nel potere costituito e una forte avversione verso qualsiasi tipo di organizzazione politica e soprattutto religiosa. E una cosa è certa: tra lacrime e colpi di scena, spesso il pedale della narrazione premeva sull’assurdo e il ridicolo e spesso si rideva. Molto. Con e dei personaggi.

In seguito Ennis (diciamo con l’inizio del nuovo millennio) avrebbe affrontato storie con un pessimismo glaciale (anche se uno sguardo beffardo era sempre in agguato) e un mood mortalmente serio e efficacissimo (tutti i Racconti di guerra, ma anche le incursioni Marvel su Ghost Rider e la seconda gestione del suo Punisher Max).

Tuttavia dividere attualmente la produzione di Garth Ennis in due semplici tronconi come “seria” e “cazzara” è abbastanza riduttivo e superficiale. Leggere Garth Ennis è come ritrovare un amico al pub che, davanti a una pinta (dieci pinte) di Guinnes, è pronto a raccontarti meravigliose storie di guerra, di persone, di mostri, di vicende atroci e commoventi, di amicizie e amori più forti della vita stessa.

Con il passare delle ore le storie e gli umori si intrecceranno, i racconti si faranno riflessivi e ironici, spaventosi e grotteschi, personali e fuori dagli schemi. Ma una volta salito il grado alcolico, prima della sbronza triste, per il nostro compagno di bevute la voglia di sbeffeggiare qualcosa si farà fortissima e dopo aver scelto un genere forte di grandi tradizioni lo demistificherà senza alcuna vergogna per il suo e nostro divertimento.

Insomma, il volume di voce si farà alto, la serietà verrà definitivamente meno e lo spasso esploderà senza pudore. E’ sicuramente questo il caso di Jimmy’s Bastards.

Cin Cin.

CAZZO, SEI SERIO?” “CERTO CHE NO. A VOI.

Nella lunga lista dei generi destrutturati e parodiati da Ennis mancava uno dei miti britannici per eccellenza, la spy story; meglio ancora se veicolata dal suo personaggio simbolo James Bond. Jimmy Regent, un mix tra il giovane Sean Connery e Rock Hudson al top della sua prestanza fisica, è il miglior agente al servizio segreto di sua Maestà. Spavaldo, arrogante, donnaiolo, alcolizzato e infallibile in missione, affiancato dalla nuova (e tosta) collega Nancy McEwan dovrà vedersela con una misteriosa organizzazione terroristica che ha scelto proprio lui come bersaglio… (non spoiler: nel titolo c’è già tutta la chiave della vicenda)

La storia si apre in perfetto stile bondiano, benché imbevuto dalla follia dello scrittore: una sequenza d’azione pirotecnica e paradossale che, in appena 8 tavole, smitizza tutti i cliché del genere spystory in salsa fanta-thriller (occhio ai due villain…). Dopodiché, ritmo, battute e irriverenza accompagnano il lettore fino alla fine del volume e si rimane con una gran voglia di conoscerne la conclusione.

LA SOLUZIONE GENDER ESISTE DAVVERO

Ennis affronta la sua personale parodia di 007 con la stessa sfrontata irriverenza con cui ha trattato il mito del supereroe. Semplicemente: non ci sono limiti né situazioni implausibili o assai imbarazzanti dove far muovere i personaggi con risultati inaspettati e esilaranti. La soluzione Gender in questo senso sarà uno dei picchi dissacranti con il quale Ennis si diverte un sacco a giocare (qualcuno ha detto il Russo nella prima serie del Punisher?)

L’intera storia per situazioni, trovate e sviluppo ricorda l’autore agli esordi, quando si divertiva a colpire più duro; ma grazie alla maturità acquisita, il tutto ormai è scritto con una scioltezza che ha del prodigioso. E supportato da un artista in forma smagliante.

IL RUSS DEL QUARTIERE

Per questa sua nuova fatica Ennis si ritrova a fianco dell’ottimo Russ Braun (già con lui su alcuni numeri di The Boys, Battlefields e Where monsters dwell per le Secret Wars) mai così ispirato: il suo stile assai personale qui sembra un abbraccio amorevole fra il Darick Robertson più scatenato e la grande plasticità espressiva di un Kevin Maguire. Il lavoro minuzioso sulla comunicatività dei volti di tutti i personaggi è semplicemente esilarante.

IL VOLUME

Il primo volume edito da saldaPress, è offerto in un elegante cartonato (con una bellissima copertina vintage a opera di Joe Jusko) e raccoglie i primi 5 numeri della serie prodotta da AfterShock Comics. Per un’occhiata più ravvicinata al volume vi rimandiamo al nostro ultimo C4 Comic News dove Jimmy’s Bastards compare nella lista dei migliori 5 fumetti del mese.

CONCLUSIONI

Aspettiamo impazienti il secondo volume per vedere dove si spingeranno Ennis e Braun, ma ovunque sarà, saremo pronti a tutto, anche a precipitare sul parlamento inglese a bordo di un dirigibile in fiamme con un clown-scimmia dal cervello umano che impreca al mondo.

C4 MATITE:

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