Recensione: Jugband Blues, l’arte, la musica e la psichedelia di Syd Barrett

Editore Nicola Pesce Editore
Autori Matteo Regattin e Simone Perazzone
Prima pubblicazione Maggio 2018
Prima edizione italiana Maggio 2018
Formato 23 x 15 cm cartonato
Numero pagine 194 in bianco e nero

Prezzo 19,90 euro

Dicono che se ne stia tutto il giorno nel suo appartamento di Earls Court, sdraiato sul letto. Che l’LSD gli abbia bruciato il cervello. Che non faccia nulla, perché fare qualcosa di specifico significherebbe rinunciare a tutte le altre infinite possibilità. Dicono che la sua sorgente si sia consumata.

JUGBAND BLUES

Un suono. Lontano, staccato dal tempo e dallo spazio. Un suono magico, che sembra perdersi in una piega indefinita del novecento. Una voce, melodica, ultraterrena, inimitabile. Una chitarra che si espande e scopre territori inesplorati. Un gruppo di persone che si riunisce in nome della musica e cambia la rotta di chi era abituato ad ascoltare pigra musica standard in quattro quarti.

Un gruppo di persone, un’unica identità. Come un pifferaio magico che con il suo flauto incanta chi lo segue, una delle band più iconiche della storia radunava seguaci rapiti dai loro testi bizzarri, dalle strutture anomale delle canzoni, dalle chitarre che raccontavano tutto ciò che non era stato mai raccontato prima nel mondo della musica mainstream.

Siamo al tramonto degli anni ’60. Loro, i Pink Floyd. Lui, Syd Barrett, figura emblematica dei primi anni di vita della band.

Il parallelismo con il pifferaio magico non è casuale, ma fa riferimento al titolo del primo disco della band The Piper at the Gates of Dawn, e, per chi ha ascoltato le 11 tracce che scorrono una dopo l’altra, sa che tutto ha un senso. I Pink Floyd sono narratori onirici, che riescono a catturare l’attenzione di chi ascolta senza che esso se ne accorga.

IL SOGNO, LA RAGIONE, LA FOLLIA

L’aspetto onirico e la metafora del viaggio come racconto e scoperta di vita, sono anche gli elementi alla base del graphic novel Jugband Blues (titolo anche dell’ultima canzone scritta da Barrett con i Floyd), di Matteo Regattin e Simone Perazzone, edito da Nicola Pesce Editore.

La storia, sin dalle prime pagine, trasporta il lettore in un viaggio buio e psicologico alla scoperta della tormentata anima del fondatore dei Pink Floyd. Le tavole totalmente nere, illuminate solo da una piccola fiamma che rappresenta il barlume della ragione, mette in chiaro da subito uno degli elementi centrali dell’intero racconto: per scoprire un genio, bisogna soffrire insieme a lui e precipitare nei suoi incubi. Solo allora sarà possibile capire, almeno in parte, quanto Syd Barrett sia stato molto di più che un musicista.

Gli autori propongono una storia dove la linea chiara non è concessa. Non c’è luce. Buio, e nient’altro. Anche nei momenti di lucidità raccontati nelle oltre 180 pagine della storia, c’è sempre un senso di oppressione che pervade i disegni e i personaggi.

Il legame con l’arte è un altro aspetto centrale di Jugband Blues, che trasforma la vita di Barrett in una serie di quadri dove la realtà, il contatto con il mondo terreno e la razionalità è totalmente negata. Alcune tavole di Regattin si presentano come vere e proprie illustrazioni, tipiche dei libri di fiabe in cui si raccontano mondi fantastici, costellati di animali e mostriciattoli dalle forme e dimensioni più disparate.

Il volume, dal formato orizzontale, si muove su due linee narrative. Da un lato abbiamo il racconto in prima persona di Syd Barrett che si perde nelle sue visioni e interagisce con i personaggi creati e proiettati dalla sua mente, dall’altro lato abbiamo la riscoperta della vita del musicista ripercorrendo i luoghi della sua esistenza.

Per tutti gli appassionati di musica, le visite nei posti dove hanno vissuto le rockstar, rappresentano da sempre un momento catartico, di connessione con l’arte stessa. Regattin e Perazzone si recano a Cambridge per vedere con i loro occhi la casa in cui è cresciuto Barrett, i luoghi in cui la band ha mosso i primi passi, e dove Barrett è caduto definitivamente in preda alla droga e alla follia.

L’ULTIMA PENNELLATA DI TALENTO

Jugband Blues è un’anomalia nel dilagante panorama delle biografie a fumetti. Può essere definita tale, e può essere tutt’altro. Gli autori non hanno narrato passivamente gli eventi principali della vita del musicista, hanno reinterpretato ogni passaggio, connettendo musica, arte, psichedelia e droga. Proprio per questo motivo, è un volume raffinato e allo stesso tempo complesso nella sua composizione. Visivamente è un piacere unico, con dettagli e forme che si delineano in un mare di nero, e il chiaroscuro risulta l’unica strada possibile da seguire per la resa di una storia di questa portata emotiva. I dialoghi ridotti all’osso dimostrano quanto le parole siano superflue: le immagini, i pensieri e gli sguardi sono il centro della narrazione. 

Ultimo, ma non meno importante, il continuo rimando del talento che si consuma, che si inaridisce, che viene sprecato. La materialità del talento è rappresentata da un tubetto di vernice con cui Barrett dipingeva, con cui ha colorato la sua musica e la sua stessa vita. Ma cosa accade quando il tubetto resta vuoto e il talento sembra esaurirsi?

Gli occhi diventano vitrei, come accadde a Barrett poco prima del live dei Pink Floyd all’UFO Club per promuovere il loro primo LP, e Boyd notò che mentre gli altri membri del gruppo erano amichevoli, Barrett «mi guardava negli occhi […] e nel suo sguardo non c’era un singolo battito di ciglia o un accenno di vitalità: come se non ci fosse nessuno in casa».

Syd era già partito per un viaggio ultraterreno, lasciando il suo corpo ancorato alla realtà. Poi, il silenzio musicale, personale, artistico. Soltanto un Fade out in nero.

C4 MATITE:

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni si diverte a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni sceglie Dylan Dog come costante della sua vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. Nel 2013 studia sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 2015 e 2016 tiene un ciclo di lezioni sulla scrittura al S.O.B. per il corso di perfezionamento "Editoria per l'infanzia e il pubblico giovanile". Attualmente, collabora con la NPE, come traduttore e autore, è al lavoro sul primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA, e scrive un fantasy su Wattpad dal titolo "Ray Owlers, oltre il buio."

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