Recensione: Kurosagi consegna cadaveri

Editore Kadokawa Shoten
Autori Housui Yamazaki (disegni) , Eiji Otsuka (storia)
Prima pubblicazione 2000
Prima edizione italiana 2002 Panini Comics
Formato 13 x 18 cm
Numero pagine 206

Prezzo 7,00 euro

Mi chiamo Kuro Karatsu per me un cadavere non è un semplice ammasso di carne muto. A me i morti parlano e sono pure loquaci. Vista la mia abilità alcuni amici che ho conosciuto all’università hanno pensato di farne un business… Sono quello che si chiama uno sciamano… La strana ragazza che ha studiato in America per ottenere l’abilitazione all’attività d’imbalsamazione si chiama Keiko Makino. Quello che comunica con gli alieni tramite un pupazzo (ma non ho ancora capito se è vero) si chiama Yuji Yata. Poi c’è Makoto Numata, il genio della rabdomanzia. Non trova né filoni d’oro né corsi d’acqua, ma se cercate cadaveri ve li scova cento volte su cento.

PIÙ CHE HORROR DIREI SOPRANNATURALE

phpThumb_generated_thumbnailjpgIl titolo non lascia scampo all’immaginazione. “Kurosagi consegna cadaveri” suggerisce immediatamente quale sia il tema centrale di tutta la lunga serie tutt’ora in corso. Un gruppo di ragazzi appena laureati presso un’università Buddista si trovano senza soldi, senza un lavoro e senza un tempio presso il quale esercitare le loro specifiche mansioni, così quasi per caso formano una squadra “particolare“, che riunifica i loro poteri speciali. L’idea, sostenuta più che dal desiderio filantropico da una mera necessità pratica di trovare denaro, è quella di mettere al servizio della comunità le competenze extrasensoriali del gruppo al fine di rinvenire cadaveri nascosti o semplicemente desiderosi di una più giusta sepoltura o magari deceduti col desiderio di comunicare ai congiunti un ultimo estremo desiderio.

Kurosagi si promette si essere un fumetto trasversale, un racconto che si colloca tra più generi senza esserne inglobato con assoluta certezza, infatti i suoi ambiti sono diversi come l’horror, lo psicologico, il mistero. IlKurosagi03 macabro è la musica di fondo che fa ballare tutti i protagonisti, la morte è la nota di riferimento di tutta la trama, eppure non c’è accanimento ne eccessiva distanza dal mondo reale, con scivolate verso mondi sconosciuti e paralleli, cosa che sarebbe potuta accadere tenuto conto che i ragazzi del gruppo hanno a loro modo sviluppato poteri eccezionali al limite della magia. L’ambito è sempre e comunque quello della megalopoli moderna, fitta di nascondigli, rifugi e luoghi insospettabili, dove la meschinità troppo spesso ripone i propri frutti. Il fumetto cala sul tavolo il tema eterno della morte e del rapporto che i vivi hanno con essa, i contatti sono molteplici così come i mezzi per ottenerla, l’omicidio, il suicidio e la guerra ad esempio, eppure per quanto possa sembrare banale ogni episodio trova uno spunto per raccontare una prospettiva diversa. La struttura narrativa quando diventa eccessivamente impegnativa si divincola smorzando l’atmosfera introducendo personaggi o gags umoristiche o almeno atte a smorzare un tono eccessivamente serio che decisamente non vuole imboccare.

UNA SQUADRA INSOLITA

Kurosagi13I cinque ragazzi che formano una non ufficiale agenzia di consegna cadaveri possiedono doni eccezionali, c’è chi ad esempio parla con il corpo dei morti con l’imposizione delle mani, chi con l’aiuto di un pendolino è in grado di ritrovare un corpo o parti di esso in qualsiasi luogo, c’è chi comunica con gli alieni (almeno così pare) o chi è un maestro nella conservazione dei corpi. Al di là della caratterizzazione c’è l’intuizione della trama attraverso la storia di Eiji Otsuka e i disegni di Housui Yamasaki che aiutano a calarsi al meglio nel flusso narrativo. Ma non sono proprio tutte note positive. Analizzando l’opera nella sua completezza, tenendo conto che comunque è ancora in corso, vengono a galla alcune lacune proprie di serie di questo tipo. La storia, per quanto originale, risente di una mancanza di evoluzione vera e propria, nella quale la maturazione non avviene mai del tutto, dove l’attesa del lettore viene esaudita nel compimento dello stesso cliché quasi sempre simile fin dall’inizio. Anche la qualità dei disegni, mediamente sopra il livello  medio non sono sempre convincenti o personalizzati come accade con altri autori forse più decisi a trovare una vena creativa e espressiva.


Kurosagi 2 [ Consegna Cadaveri ]
Kurosagi 3 [ Consegna Cadaveri ]
Kurosagi 4 [ Consegna Cadaveri ]
Kurosagi 5 [ Consegna Cadaveri ]
Kurosagi 6 [ Consegna Cadaveri ]

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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