La Canicola

Non posso fidarmi di nessuno… O vogliono
la grana, o vogliono la mia pelle.
(Jimmy Cobb)

Oggi parliamo de “La Canicola”, graphic novel di Baru, tratto dal romanzo di Jean VautrinCanicule” e pubblicato in Italia da Coconino Press. Uno dei miei acquisti lucchesi, che finalmente riesco a recensire. Pronti per una sana dose di follia e violenza?

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LA STORIA

lacanicola - coverÈ un pomeriggio assolato nella campagna francese. Fa caldo, un caldo fottuto, di quelli che non danno tregua. L’umidità appiccica gli abiti al corpo e Jimmy Cobb ha appena seppellito il malloppo. La rapina non è andata come doveva andare e ora Jimmy si trova alle calcagna sia la polizia, sia Snake e i suoi. Dio mio, che caldo… In lontananza si scorge una fattoria, forse c’è il modo di nascondersi e riordinare un po’ le idee…

Ah, caro Jimmy, come ti sbagli!

Inizia così, con un sole e un campo di grano talmente gialli e accecanti da rendere quasi necessario indossare un paio di occhiali da sole per leggere, una cavalcata di violenza, vite spezzate e situazioni limite che tiene letteralmente incollati fino all’ultima pagina.

LA MAGIA DEL MULINO?

Aprendo “La Canicola” si viene prepotentemente proiettati nel mezzo della storia e subito entriamo in contatto con il gruppo di personaggi che abitano la fattoria. E vale davvero la pena spendere due parole a riguardo.

lacanicola 04Avete presente le pubblicità del mulino bianco che andavano in onda negli anni 90? Ebbene, prima che Banderas in preda alla demenza senile iniziasse a parlare alle galline, eravamo bombardati da famiglie felici, bimbi biondissimi e una sfilza di cliché da far accapponare la pelle. Ecco, ne “La Canicola” abbiamo i campi di grano dorati e una fattoria in piena regola. Ma la similitudine, per nostra fortuna, si ferma qui. Perché il pezzo forte di questo fumetto è proprio la famiglia che vive in quella fattoria: un insieme di personaggi fuori dalle righe, sboccati, ignoranti, sporchi, infelici, disperati e soprattutto violenti. Dal capofamiglia Horace, un violento pervertito guardone, alla moglie Jessica, muta e rancorosa; dal fratello di Horace, un alcolizzato senza speranze, a Ségolene, figlia di Jessica e Horace, sboccata ninfomane. Tutti meravigliosamente orribili. Anche (e soprattutto) il piccolo Chim. Tutti con un ruolo in questa recita grottesca da cui Jimmy cerca disperatamente una via di fuga.

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Baru adatta magnificamente il romanzo di Vautrin, restituendo con gran vivacità i colori di un pomeriggio afoso in cui Cobb è la fiamma che da il via a una sequenza esplosiva di eventi che condurranno il lettore fino all’inevitabile, drammatico, epilogo. Il disegno di Baru è perfetto per tratteggiare la cattiveria e la depravazione dei personaggi; i dialoghi sono ruvidi, duri e in sintonia con la parte grafica. Se siete alla ricerca di qualcosa che dia un calcio nelle palle ai buoni sentimenti, allora smettete pure di cercare e fatevi contagiare dall’atmosfera afosa e folle di questo volume. Un graphic novel pulp e sanguigno all’inverosimile.

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Un meraviglioso mix di Tarantino, Frontiers e Non Aprite Quella Porta: follia, sangue, sesso, depravazione e soldi, in una storia “psycho-gangster” che non da tregua fino all’ultima pagina.

Foto: Coconino Press


La canicola
Poco raccomandabile
Fun
L’intervista
Unastoria

Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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