La mia prima volta, uno sguardo sulla vita nell’epoca moderna

Pensavo che non potevo assolutamente diventare adulta.

Ad un certo punto, nella vita, è giusto fare il punto della situazione: bisogna guardarsi alle spalle, rivedere il percorso fatto e decidere la direzione da percorrere, ma anche comprendere quali siano i problemi che ci assillano e, con lucidità, analizzarne le cause. Solo così potremmo essere delle persone sicure, capaci di migliorare e vivere al meglio il nostro tempo, non solo in ambito lavorativo ma anche negli affetti. Questo è il messaggio di fondo di La mia prima volta di Kabi Nagata, edito in Italia per i tipi di J-POP.

STORIA DI UN DISAGIO QUOTIDIANO

Kabi ha 28 anni e non possiede aspirazioni particolari nella vita: dopo il liceo ha scelto di non andare all’università, ma di rimanere in famiglia e vivere di lavoretti saltuari, intervallati da lunghi periodi di disoccupazione. Ha creato quindi una sua dis-comfort zone, una zona di piccolo dolore domestico controllato di cui lamentarsi, ma da cui non vuole uscire per non ricevere traumi ancora più grandi. Tutto questo però, lentamente, cambia: Kabi perde il controllo della sua vita a causa dei numerosi problemi e tic che la affliggono (sanitari, alimentari…), che la fanno sprofondare in un disagio sempre maggiore e che la spingono ad un esame di coscienza in profondità.

UN TURBINIO DI SENTIMENTI

Il volume è strutturato in cinque capitoli: Inizio, Prima di quel giorno, La prenotazione, Quel giorno, Dopo quel giorno, a cui fa seguito un extra di poche pagine finali. Si tratta di un percorso necessario, in cui ogni elemento trova il suo posto in un quadro più ampio, facendoci entrare nei panni della protagonista. Qual è l’equilibrio possibile fra lavoro, famiglia e vita privata? Kabi esplora questo triangolo di relazioni, muovendosi fra le pressioni che provengono da ognuno di questi punti, comprendendo di aver dato troppo spazio ad alcuni e troppo poco ad altri. Non solo: è possibile scindere l’affetto e l’amore dal sesso? Il sesso mercenario è davvero così appagante come può sembrare nella propria fantasia? A questa domanda non esiste una risposta univoca, ma permette al lettore di scandagliare a fondo il proprio animo e quello dell’autrice. Certamente la storia presentata ha caratteristiche uniche e non così ordinarie: tuttavia alcuni aspetti della vita di Kabi possono essere molto prossimi ad alcuni dei nostri, e permetterci di riflettere su noi stessi al termine della lettura.

Il nostro consiglio finale è pertanto il seguente: non fermatevi al solo titolo, e non aspettatevi un manga basato sull’erotismo. Il sesso è il pretesto per raccontare un dramma umano più grande, una storia che toccherà il vostro animo.

 

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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