La strada della vita, una favola moderna

Mi nutro di umane debolezze, come potrei mai annoiarmi o arrendermi di fronte ai vostri fallimenti?

DALLA STORIA ALLA FINZIONE

Spesso e volentieri le favole traggono spunto dal folklore locale, e il folklore, a sua volta, spesso deriva da una rielaborazione di avvenimenti storici o di cronaca. Talvolta è lo stesso fatto accaduto realmente ad essere distorto, a furia di essere raccontato più e più volte: alla realtà si mescola così l’invenzione, finché l’immaginazione non prende il sopravvento, tappando quei buchi di trama a cui la propria conoscenza delle vicende non può sopperire, o infilandosi laddove c’è spazio per raccontare qualcosa di nuovo, e più interessante.

Similmente tramite il mito e la leggenda, l’uomo ha cercato in innumerevoli modi di spiegare la natura o il perché di certi eventi quando essi sfuggivano alla propria comprensione, ricorrendo al sotterfugio della finzione narrativa; gli eventi che accadono nella vita quotidiana s’intrecciano così con il sovrannaturale per rendere comprensibile l’ignoto. Così sono nate le incarnazioni viventi delle stagioni, infiniti Dei del Tuono e via discorrendo, per spiegare da dove vengono i fulmini.

Mescolare fantasia e realtà è un leitmotiv che è sempre stato presente nelle storie che gli uomini raccontano dall’alba dei tempi: perfino storie come Biancaneve, Raperonzolo e Barbablù hanno alla loro base eventi macabri che sono stati tramandati oralmente, e di cui si sono persi i dettagli originari, fino a diventare quello che noi conosciamo oggi, storie con elementi fantastici e incredibili con un pizzico remoto di verosimiglianza.

DALLA FINZIONE ALLA STORIA

Oggi questo principio si applica al contrario, coscientemente: storie che già conosciamo vengono esplicitamente raccontate di nuovo con elementi fantastici od edulcoranti, basti pensare al celebre 300 di Frank Miller, o al film d’animazione Anastasia di Don Bluth e Gary Goldman. Alla base di queste due opere vi sono avvenimenti a noi noti, incontrovertibili, che vengono intrisi di elementi straordinari, che danno all’opera una nuova dimensione surreale, dove Rasputin appare come un potente mago, e il Re di Persia diventa un titanico tiranno quasi divino.

La Strada della Vita, di Marco Nizzoli e Giovanna Furio, sfrutta questo topos del fantastico mescolato al reale per raccontare una favola moderna, che mescola sapientemente avvenimenti storici con aspetti che richiamano profondamente il folklore russo.

TRATTO DA UNA STORIA VERA

È il 14 Aprile 1941, a Leningrado, e la protagonista della nostra storia è una bambina, aspirante violinista, la piccola Olen’ka. Siamo nel pieno mezzo della Seconda Guerra Mondiale, e in seguito a un bombardamento, la giovane fanciulla finisce dispersa nel caos della guerra, senza più genitori né amici. Leningrado è assediata, il piano dei nazisti prevede di isolare la città per far sì che gli abitanti muoiano di fame. In questo terribile scenario, Olen’ka cerca di sopravvivere evitando di abbandonare ciò che ama e che le è rimasto, in contrasto con la civiltà attorno a lei, disposta a sacrificare di tutto per riuscire a vivere un altro giorno. Accompagnata esclusivamente dal proprio cane e munita solo del proprio violino, la giovane sarà un elemento chiave all’interno di questa storia, per la salvezza di Leningrado e i suoi abitanti.

UN PIZZICO DI FOLKLORE SLAVO

Parallelamente agli eventi della guerra, durante il racconto vengono anche narrati avvenimenti che mescolano elementi tipici del folklore della Russia alla terribile realtà. Durante gli eventi precedentemente descritti infatti Fiamma, la dea della vita, era giunta a Leningrado per congiungersi con il suo amante, Inverno, ma Assedio, dio della guerra, ha deciso di intervenire per impedire che ciò avvenga, rapendo Fiamma e lasciandola in custodia alle Rusalki, naiadi della mitologia slava. Ad Inverno viene detto che per salvare Fiamma dovrà trovare una bambina pura, dotata di una profonda passione per la musica.

La Strada della Vita racconta così la guerra utilizzando due distinti toni narrativi, uno surreale e metanarrativo, e uno estremamente crudo e reale. Grazie agli straordinari disegni di Marco Nizzoli, l’immaginario di Giovanna Furio prende vita, con illustrazioni brillanti e colori soavi che rappresentano egregiamente Leningrado e i suoi spiriti.

Pubblicato in Francia da Glènat ed edito in Italia da Oblomov, La Strada della Vita non mancherà di stupirvi con i suoi toni straordinari, che oscillano tra il cupo e il poetico, mentre raccontano l’atrocità della guerra.

Ridam Rahman

Celebre scrittore di fama locale, nonché modesto megalomane. Attingendo alle forze dell'occulto ha ottenuto il titolo di dottore in Informatica alla Sapienza. Nel tempo libero adora leggere libri e fumetti, guardare film e serie tv, e giocare ai videogiochi. Ogni tanto si cimenta nella scrittura di racconti; ancor più di rado prova a dedicarsi allo sviluppo di videogiochi. La sua passione segreta è scrivere di sé in terza persona.

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