Recensione: Le storie #64 – Il dono di Atena

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Giuseppe De Nardo (testi), Andrea Riccadonna (disegni) e Aldo Di Gennaro (copertina)
Prima pubblicazione 12 gennaio 2018
Prima edizione italiana 12 gennaio 2018
Formato 19 x 26 cm
Numero pagine 114 pagine

Prezzo 4,00 euro

Sapeva che non sarebbe tornato. Che nessuno di noi sarebbe tornato.

Prologo doveroso: chi scrive ha studiato (e si augura prima o poi di insegnare) lettere classiche per cui appena sono circolate in rete le immagini e la sinossi de Il dono di Atena ha cominciato a fare il conto alla rovescia. Detto ciò, come si potrà intuire, le righe che seguono potrebbero essere un po’ di parte.

TESTI

Perché, occorre dirlo fin da subito, siamo di fronte ad un albo magnifico. Coraggiosissimo e magnifico. Lo sceneggiatore Giuseppe De Nardo, che già aveva fatto un’incursione nella storia antica con lo splendido Atto d’accusa (uscito sempre per Le Storie nel febbraio 2016), ha optato infatti per un’ambientazione (la guerra del Peloponneso, il lungo e complesso conflitto che dilaniò il mondo greco dal 431 al 404 a.C.) davvero difficile da ricostruire. Soprattutto difficile da semplificare senza che la trama e i contenuti risultassero banali. E, invece, complice un’ottima conoscenza del testo dello storico Tucidide, fonte seminale per conoscere cause e sviluppo del conflitto, Il dono di Atena non cede troppo il passo allo spettacolare (comunque essenziale per rendere appetibile il racconto ad un lettore di fumetti) e colpisce nel segno. Dimenticatevi quindi Hollywood e Troy e 300, in queste pagine si cerca di fare molto di più: trasporre a fumetti, nel modo più fedele possibile, una fetta di antico. E come diavolo si è riusciti a farlo? Lavorando di fino su ogni dettaglio.

Prima di tutto, i personaggi. Mai macchiettistici. Che siano infatti di invenzione come il protagonista Agatarco o storici, come il polemarco Nicia e il generale Demostene, in tutte le personalità della vicenda si percepisce chiaramente lo sforzo profuso dallo sceneggiatore nel cercare di evocare la mentalità (e l’etica) del periodo. A ciò contribuiscono i dialoghi, mai inverosimili e sempre equilibratissimi, e le didascalie. Sfogliando l’albo noterete infatti la fortissima presenza della parola e che pochissime vignette sono mute. Si rischia la noia? Assolutamente no, il testo non è mai verboso o accessorio, anzi contribuisce in modo fondamentale allo sviluppo narrativo (le didascalie che affiancano il racconto della presa dell’Olimpeio, ad esempio, sono un gioiello). Di più: questa centralità dello script pare, in filigrana, una vera e propria celebrazione del lògos greco così come le frequenti schermaglie verbali (un esempio lo si trova alle pag. 67-69) ispirate ai celebri discorsi che Tucidide spesso inserisce nel narrato. Insomma, si respira aria di grecità. Spettacolare.

DISEGNI

Veniamo alla parte grafica. Certo, Andrea Riccadonna (che ha affilato lance e xiphoi sulla collana Mytico!) non può non omaggiare Frank Miller nelle scene di marcia e di lotta ma lo fa con una forte identità autoriale. Volete averne la conferma? Ecco qui sotto quattro dettagli che, secondo noi, ben sintetizzano lo splendido lavoro del disegnatore:

  • le vignette centrali di pagine 54 e 55: muscoli che si tendono, giavellotti che sibilano: l’incontro tra la statuaria greca e la nona arte;
  • pagina 41: una mappa, una ricostruzione a volo d’aquila del porto e dei dintorni di Siracusa per seguire e comprendere le dinamiche dello scontro;
  • pagina 102: vera e propria resa a fumetti della celebre pagina tucididea che descrive le tragiche condizioni degli Ateniesi gettati nelle latomie. Da incorniciare la prima vignetta di pag. 104;
  • la scena dell’eclissi. E non posso dire di più.

Ah, quasi dimenticavo: la cover di Aldo di Gennaro (scudo ed elmo sembrano uscire dalla carta) e l’introduzione di Gianmaria Contro (a nostro parere attualmente il miglior redattore di Casa Bonelli) valgono da sole il prezzo.

C4 MATITE:

Filippo Marazzini

Studia per mangiare, scrive per digerire.

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Nessuna Risposta

  1. 29 gennaio 2018

    […] Riccadonna (alla sua prima prova in casa Bonelli). Ebbene, mentre leggevamo l’albo (qui trovate la nostra recensione) siamo rimasti incantati dal tratto del maestro Riccadonna e ci è […]

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