Recensione: L’età dell’oro, un racconto epico e cavalleresco sulla libertà

Editore Bao Publishing
Autori Cyril Pedrosa e Roxanne Moreil
Prima pubblicazione Settembre 2018
Prima edizione italiana Settembre 2018
Formato 23 x 30 cm cartonato
Numero pagine 232

Prezzo 27,00 euro

Ho visto il sangue e le fiamme, Bertil. E le mie mani, diafane di luce…

La presa di coscienza avviene per mezzo di un’idea: come nel celebre film Inception, l’instillazione profonda di un’informazione ha ripercussioni ad ogni livello, sconvolgendo la stabilità di chi la vive e conducendo al caos. In L’età dell’oro di Cyril Pedrosa e Roxanne Mireil, volume edito in Italia da Bao Publishing, questa idea è la libertà. Qual è il suo prezzo? Quanto bisogna lottare, soffrire, amare per ottenerla? Ma soprattutto, che cos’è la libertà? Ogni concetto astratto, specie se moralmente alto ed elevato, possiede molte sfumature, molte declinazioni, come si potrebbe dire, ovvero modi di realizzazione differenti l’uno dall’altro che possono anche essere in aperto contrasto. I protagonisti di questa storia lo scoprono pagina dopo pagina, discussione dopo discussione, in un crescendo di scelte ramificate e divergenti che conducono gli eroi su cammini distanti.

INCIPIT

Siamo stati alla presentazione organizzata alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano e, nella discussione fra l’editore e gli autori sono emersi alcuni dettagli interessanti. Partiamo dall’inizio: siamo in un momento clou del mondo narrativo, il passaggio di potere da un sovrano ormai deceduto al suo erede, anzi, alla sua erede, Tilda, la figlia maggiore, una ragazza d’animo buono e in preda ai mille dubbi dell’imminente responsabilità. Secondo i più classici cliché, ecco un colpo di Stato che sconvolge la corte: Tilda è costretta a fuggire, accompagnata da due vassalli fedeli, il vecchio guerriero Tankred e il giovane paggio Bertil. In questa fuga senza meta, in cui ciò che conta è salvare la propria vita, si susseguiranno una serie di incontri che incideranno sui rapporti del trio di protagonisti.

LETTERATURA E ARTE VISIVA

L’età dell’oro riprende a piene mani la struttura del romanzo cavalleresco di matrice francese, ove la foresta gioca un ruolo fondamentale per gli eroi, una sorta di Castello dei destini incrociati di Calvino all’interno del quale si muovono varie figure eccentriche e non, spesso pericolose. Abbiamo chiesto agli autori se vi siano referenze letterarie precise, e la risposta conscia è che non ve ne siano: hanno creato un mondo pseudo-medievale, generico e fuori dal tempo. Tuttavia la scelta di design punta in direzione di un medioevo francese di pieno Quattrocento, come dimostrano gli abiti; accanto a questo, ben sapendo che Pedrosa e Moreil hanno pensato ad alcune citazioni machiavelliane specifiche, non abbiamo potuto fare a meno di notare altri richiami, forse involontari, alla letteratura: i testi utopici su società più giuste del XV secolo, la Cité des Dames di Christine de Pizanne per il vivere in comunità di alcune donne, il Perceval di Chrétien de Troyes per la dolce scena in camera da letto fra due protagonisti.

Ogni scelta narrativa viene calata in una cornice grafica di altissimo livello, dove le splash page si susseguono senza sosta, con ampi orizzonti sulla campagna e sulle città, scenari fissi in cui i personaggi si muovono senza bisogno della gabbia delle vignette, spesso assente. Come una scena teatrale, Pedrosa costruisce un palcoscenico mirabolante di inchiostri colorati su sfondo di china nera, dove la potenza visiva si unisce al dilemma morale e spinge il lettore a chiedersi dove porterà quest’avventura dal sapore antico.


PRO CONTRO
– Una storia avvincente, dal sapore cavalleresco.
– Un comparto grafico di altissimo livello, che crea dei quadri ad ogni tavola.
– La parte finale, a causa della divisione in due parti della storia, lascia un poco l'amaro in bocca.

C4 MATITE:

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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