Lezioni spirituali per giovani fumettari

Quando decisi che nella vita avrei voluto raccontare storie ero decisamente troppo giovane per sapermi orientare nel vasto mondo della narrativa. Prosa? Musica? Cinema? Di settori dell’intrattenimento ne esistono a decine e una scelta per essere definita ponderata necessitava, quantomeno, un infarinatura generale di ogni arte. Alla fine mi decisi, il fumetto era la mia strada e il sentiero era ormai scritto: avrei fatto lo sceneggiatore. Era quindi il momento di cominciare a studiare ma… dove sono i libri di testo? Recuperai il possibile nel campo della saggistica, Barbieri ed Eisner tra i tanti, poi nella manualistica, Castelli e Sisti ad esempio. Eppure mancava qualcosa, mancava quello che era il discorso di settore, qualcosa che potesse spiegarmi come orientarmi nel mondo del fumetto inteso come luogo economico. Lo studio fu difficoltoso, trovare informazioni andò di pari passo con lo scoprire il settore, è stata dura e, soprattutto, ci è voluto molto tempo. Ecco, se il libro di cui andremo a parlare non fosse stato fuori catalogo, forse, avrei velocizzato il tutto…

LEZIONI NON DISPENSE

Entriamo subito nel merito dell’opera. Lezioni spirituali per giovani fumettari è un lungo discorso con il lettore portato da quel mostro di bravura nostrano che porta il nome di Emiliano Mammucari. Fatevi un regalo e andate a cercare la sua biografia, che ovviamente trovate in terza di copertina nel libro, per scoprire un artista che, come pochi attualmente, può vantarsi del titolo di Autore. Tanto basta per giustificare l’acquisto del volume che si propone come una vera e propria lezione, divisa per argomenti, fatta al lettore per spiegargli nel dettaglio il settore fumettistico a livello nazionale quanto estero. Badate che non siamo davanti a una dispensa, non si tratta di una lista di informazioni o un testo didascalico, ma di una piacevole chiacchierata da esperto a novello fumettista. Che vogliate sceneggiare, prestare i vostri disegni alla trama o fare tutto da soli, avrete pane per i vostri denti.

Il volume propone cinque macro-argomenti divisi in sotto-sezioni che seguono un ideale programma didattico da scuola di fumetto. L’autore alterna a consigli le sue esperienze sul campo, portando al lettore decine di spunti di riflessione ed esempi in favore della totale immersione negli argomenti. Evidenziata la qualità del testo in sé, la domanda principale da farsi è:

MA A COSA SERVE?

È essenziale, quando ci si trova davanti a un testo saggistico, domandarsi l’effettiva utilità del prodotto e, di conseguenza, a chi è destinato. Volumi come quelli citati all’inizio (Linguaggi del Fumetto di Barbieri e Arte Sequenziale di Eisner) sono indirizzati a chi vuole esplorare il fumetto in quanto metodo di narrazione/comunicazione, a chi vuole approfondire i motivi per cui dei segni su un foglio riescono a emozionare e suggestionare. Il libro di Mammucari trova la sua massima utilità tra le mani di chi ancora non ha deciso se entrare nel mondo del fumetto o meno, di chi non ha mai approfondito il discorso settoriale che circonda il mondo della nona arte. In definitiva si pone come un ottimo punto di partenza per cominciare a ragionare il fumetto in quanto materiale economico-lavorativo. Forse manca un’impronta saggistica per quanto riguarda il testo inteso come tale e la mancanza di un’appendice contenente una lista consigliata di volumi da leggere, sarebbe sicuramente utile al novello fumettista per orientarsi nel percorso didattico.

Edizioni Star Comics riporta in fumetteria un volume fuori catalogo da tempo, rivisto e aggiornato per i giorni nostri. Non manca infatti un capitolo sul web. Insomma, vuoi fare fumetti? Da ora in poi tutta la brutta gente come te dovrà passare da qui, da questo nuovo classico.

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Ho frequentato la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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