Recensione: Linus e la rivoluzione soffice di Igort

Editore Baldini & Castoldi
Autori Autori vari
Prima pubblicazione Maggio 2018
Prima edizione italiana Maggio 2018
Formato
Numero pagine 110

Prezzo 6,00 euro

Per parlare di questo primo numero della nuova gestione di Linus c’era solamente una strada da percorrere: integrare il discorso portato avanti da Igort implementandolo alle precedenti direzioni e quindi alla differenza d’intento e alla ricerca del “ritorno all’incanto” come recitato in copertina. Complice l’appoggio di La nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi, che già lo sta accompagnando nell’avventura Oblomov Edizioni, l’autore ed editore sardo decide di ripartire da due colonne che hanno fatto la storia del mensile: le più classiche delle strip e il rinnovato amore verso il fumetto autoriale di narrativa.

La “rivoluzione soffice” parte anche dalla veste visiva: cambia il formato che abbandona lo spillato per abbracciare un più solido brossurato che richiama le riviste d’essay del genere come i classici L’Eternauta, Heavy Metal o anche lo stesso AlterLinus. Cambia anche la veste della grafica, che per questo rilancio presenta un particolare di una striscia realizzata da Art Spiegelman e contenuta nell’albo in “allegato” (con la formula flip-book) Resist!, uno spillato curato da Nadja Spiegelman Françoise Mouly subito dopo l’elezione di Donald Trump, che raccoglie interventi vari (tra cui spiccano sicuramente i nomi di Daniel Clowes Emil Ferris, sbarcata da poco nel nostro paese con La mia cosa preferita sono i mostri di Bao Publishing).

L’edizione originale dell’albo Resist!

RITORNO AL FUMETTO DI NARRATIVA

Negli ultimi anni ed in particolare con l’ultima gestione di Pietro Galeotti e Ivan “Hurricane” Manuppelli – rivoluzionaria nella sua concezione plenaria del giornale come un’occhio attraverso il mondo della Nona Arte alla più stretta attualità – si era puntato sull’inclusione di penne e matite “giovani” provenienti dal mondo del web, basti pensare agli articoli de Lo Sgargabonzi o all’inclusione degli Scarabocchi del già consolidato Maicol & Mirco con un occhio di guardo al mondo delle strisce a fumetti, una costante inevitabile della rivista sin dalla sua apertura nel 1966. Erano stati inclusi dunque i prodotti come i recenti Rufolo di Fabio Tonetto, il Papa Dictator del fumettista tedesco Michael Beyer e la serie dello stesso Hurricane, il caustico I Sopravvissuti.

Igort decide di partire facendo tabula rasa di rubriche e serie, avvicinandosi così ad un rilancio totale. Vengono abolite le recensioni di fumetto, che lasciano spazio ad approfondimenti che presentano le novità in sommario, vengono introdotte nuove rubriche a tema cinema e serie TV (tra cui un’interessante “doppia recensione”, in cui i due autori parlano in maniera contrastante di un prodotto, in questo caso Madmoiselle di Park-Chan Wook) e un ricco approfondimento a tema musicale. Viene coinvolta anche la promettente penna di Vanni Santoni, uno dei più apprezzati e giovani scrittori italiani, proprio con una rubrica dedicato al mondo della letteratura.

Lo sguardo della nuova gestione sembra rivolto decisamente ad un taglio più classico e capace di richiamare ed ampliare la volontà di Oreste del Buono: quella di una costante e spiazzante selezione capace di far conoscere al pubblico prodotti di terre lontane e vicine e di farli coesistere. Si incontrano così all’interno delle pagine i disegni del finalndese Tommi Musturi (presente con le storie spastiche del suo Samuel, pubblicato stranamente non dalla prima pagina),  Davide Toffolo e il suo viaggio nel Sud America, gli americani Sammy Harkham – di prossima pubblicazione Oblomov Edizioni – e l’indipendente Gabriel Bell ed il francese Fabio Viscogliosi con una storia dalle tinte surreali. Segna il suo esordio anche il fumetto orientale con la prima edizione per il nostro paese di uno di quelli ritenuti globalmente come veri e propri monoliti della letteratura con i baloon: Nejishiki di Tsuge Yoshiharu, per il quale sarà corretta nel secondo numero la dimenticanza del volume di Canicola, prima casa editrice a portare in Italia l’autore nipponico.

LA GRANDE LETTERATURA E LE STRIPS

Michel Houellebecq apre il discorso sulla presenza delle grandi firme della scrittura. Accompagnate dalle illustrazioni dal gusto squisitamente retrò di Lorenzo Mò e da uno splendido ritratto di Giorgio Caprinteri; lo scrittore e saggista francese descrive in maniera critica, e forse fin troppo ridondante la realtà che lo circonda attraverso lo stratagemma narrativa dell’alfabeto e dei pensieri collegati ad ogni lettera. Ad arricchire inoltre uno sguardo sul passato, sul presente e sopratutto sul futuro della grande fantascienza, condotto da Sergio Brancato, dove tutti i media confluiscono per un discorso che va ad abbracciare anche l’influenza della fiction sulla società nel corso del tempo. Già annunciata sul prossimo numero la presenza di un testo dell’immortale Giorgio Scerbanenco, recuperato per l’occasione.

Ritornano forti anche le strisce: ripartono dall’inizio i Peanuts di Charles M. Schultz e dopo molto tempo Calvin & Hobbes di Bill Watterson. Si aggiungono le caustiche storie di Vaughan Bodé, qui presentato da Adriano Ercolani con un paragone con Jim Morrison (forse per il suo atteggiamento da rockstar, forse per il suo aspetto quasi da “santone” del fumetto), con il black humor di Wizard Cheech (di cui personalmente mi auguro una ristampa completa, ndr) e le atmosfere sognanti primonovecentesche di Kin-der-Kids, un antesiniano di tutto quello che sarbbe venuto dopo insieme a Gasoline Alley, Little Nemo.

Il Simply Samuel di Tommi Musturi, presentato nel volume di Linus

UNA RIVISTA PER TUTTI?

Igor Tuveri è una figura che nel mondo del fumetto italiano, ma non solo, non ha bisogno di presentazioni. L’ingresso dell’ex membro del gruppo Valvoline nel mondo dell’editoria con la casa editrice Coconino Press ha lasciato inevitabilmente un solco con il passato che tutt’ora ispira e costituisce fonte inesauribile di idee per i nuovi entrati nel mondo della grande distribuzione. Una profonda ricercatezza nella proposta dei titoli dalla spiccata identità culturale, oltre che da una profonda ricerca a livello estetico, sono tutt’ora il marchio di fabbrica di un autore che attraverso il suo Linus e la sua nuova casa editrice ha ricercato, riuscendo, di riportare in auge quell’idea.

Questo nuovo mensile è un passo fatto proprio per segnare una linea di demarcazione con le precedenti gestioni, come a voler sottolinearere al vecchio ed al nuovo pubblico la strada che si vuole intraprendere. Sembra inevitabile una sorta di legame a doppio filo con la stessa Oblomov, data la costante presenza di titoli già pubblicati da presentare al pubblico o di anteprime succose per invogliare gli indecisi. Si tratta di una rivista trascendetale, capace di colpire tutti alla stessa maniera? No, ma sicuramente ci troviamo difronte ad una forte dichiarazione d’intenti e una lettura più identitaria delle riviste contenitrici, una formula che purtroppo nel nostro paese si sta lentamente sbriciolando (se non si considerano gli spillati supereroistici).

PRO CONTRO
– Forte impronta di Igort sul nuovo corso della rivista
– Scelta globale valida e variegata
– Qualche articolo un pochino ridondante
– Il rischio è quello dell'ombra imponente di Oblomov sulla pubblicazione e sulle scelte editoriali

C4 MATITE:

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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