Recensione: L’Inverno del Disegnatore

Editore Tunué
Autori Paco Roca
Prima pubblicazione 24 novembre 2010 – Astiberri Ediciones
Prima edizione italiana 14 aprile 2011 – collana Prospero’s Book – edizione recensita ottobre 2014 collana Prospero’s Book
Formato 17 × 24 full color – copertina rigida
Numero pagine 152

Prezzo 19,90 euro

Libertà!
perché mai la tua alta luce si spenga,
io m’offro tutta intera. In alto i cuori!
F.G. Lorca

FUMETTISTI: ARTISTI O OPERAI? 

Quando oggi vediamo i nostri fumetti diamo molte cose per scontate. Per esempio diamo per scontato che l’artista sia stato pagato PACO ROCAadeguatamente per il suo lavoro, e che sia il proprietario delle sue idee. Se inventi un personaggio dei fumetti, la proprietà intellettuale di quel personaggio ti appartiene e se viene riprodotto, ti spettano dei diritti di sfruttamento. Se di lavoro fai l’artista, con quei diritti ci campi, paghi l’affitto, il mutuo e le bollette a fine mese.

Oggi riuscire far valere i propri diritti, nell’era dei Torrent e di tutti gli altri sistemi di condivisione più o meno legittimi, è complicato. Riuscire a farlo nella Spagna franchista degli anni ’50 era un’impresa. L’Inverno del Disegnatore, di Paco Roca , edito in Italia da Tunué , è molte cose: è la storia di cinque artisti che cercano libertà, è la storia di cinque lavoratori che difendono i propri diritti, è la storia di un paese e dei suoi intrighi, e di come un editore appoggiato dalla dittatura non abbia limiti di alcun genere nella propria gestione.

Gli argomenti che Roca tratta in questo fumetto sono molteplici e delicati, fatto questo che indirizza l’opera ad un pubblico di appassionati. Quello che è invece aperto veramente a tutti gli amanti del fumetto sono le solite meravigliose pagine di poesia disegnata che l’autore nel 2010 ha regalato al suo pubblico, a solo un paio d’anni di distanza dal suo capolavoro Rughe, e che se possibile rappresenta un’altro passo avanti nella sua poetica.

TÍO VIVO

Barcellona, inverno 1958. Carlos Conti, Guillermo CifréJosep Escobar e José Peñarroya stanno entrando di nuovo nelle stanze della Editorial Bruguera, la casa editrice per cui avevano lavorato, e che avevano lasciato solo un anno prima. Dei fuoriusciti manca solo Eugenio Giner, ma tornerà presto ancheINVERNO 4 lui. Ci avevano provato. Avevano creato la Dibujantes y Editores Reunidos (Fumettisti ed Editori Riuniti) , e avevano provato a entrare sul mercato, padroni di loro stessi e delle loro opere pubblicate nella rivista Tio Vivo. Ma essere indipendenti in Spagna nel 1957 è affare spinoso. Il Generalissimo Francisco Franco controlla l’editoria e l’informazione, e i fumetti rappresentano nel paese un bacino di lettori enorme. Bruguera, con le sue testate, raggiunge una tiratura di un milione di copie. Ogni settimana. In redazione ogni foglio, ogni vignetta viene vagliata, considerata, censurata preventivamente e poi pubblicata, ma solo dopo un attento ed ulteriore vaglio della censura statale. Un artista non accetta mai di buon grado di vedere storpiate le proprie opere, ma c’è di più: in Spagna non esistono artisti del fumetto, esistono solo impiegati della casa editrice.

L’Inverno del Disegnatore è uno spaccato molto ristretto della storia del fumetto spagnolo, ma nello stesso momento è uno spaccato della vita e delle vicissitudini di cinque artisti fra i più importanti del panorama iberico, sullo sfondo del franchismo. La nascita di Tio Vivo, una rivista indipendente creata, stampata e venduta dagli stessi artisti, ha rappresentato una novità assoluta nel campo dei fumetti. Per la prima volta gli autori hanno avuto la possibilità di emanciparsi dalla loro condizione di “forzati del tavolo da disegno”, ma purtroppo le storie dove i buoni vincono sempre sono relegate alle pagine dei fumetti di serie B. Come e perché Tio Vivo ha terminato le sue pubblicazioni è scritto nelle pagine del volume e se vi verrà voglia di scoprirlo, certamente non ne rimarrete delusi.

ALTRE FORME DI POESIA

Paco Roca è un artista eclettico. In questa sua prova si trovano molte delle sue peculiarità sia grafiche che narrative, pur se asservite alla cronaca più o meno esatta di quello che è stato un lampo di libertà nella Spagna del Caudillo. I toni del blu, velano tutte le pagine relative all’inverno del 1958, quando INVERNO 2l’avventura di Tio Vivo era già finita, mentre tutto quello che è legato alla nascita della rivista indipendente è legata ai toni caldi dell’arancio.

Dal punto di vista cronologico l’autore decide di destrutturare l’intera vicenda, partendo dalla fine per poi sviluppare tutti gli eventi in tre flashback distinti, eppure questo artificio non rende più difficile la lettura o la comprensione delle vicende. La decisione di mostrare le conseguenze prima degli eventi che le hanno generate, aiuta semmai il lettore digiuno di storia a capire meglio cosa stiano a significare le parole “censura” e “editoria di Stato”, che sono argomenti di primo piano in quest’opera.

Dal punto di vista grafico Roca conferma quello che è il suo grande talento. A dispetto di uno stile che non utilizza dettagli anatomici di altissimo livello, comunque riesce a trasmettere con pochi tratti del pennino la enorme gamma di emozioni che attraversano i visi dei suoi protagonisti. E poi c’è la Barcellona degli anni ’50, che al pari dei protagonisti, fa bella mostra di se nelle pagine di questo piccolo capolavoro: pigra e indifferente alle vicende del popolo che la occupa, troppo impegnato a sopravvivere a quella dittatura che però non riesce ad alterare fascino e bellezza della città. Le tavole sono suddivise in vignette, ma queste non riescono ad imprigionare le immagini più grandi, che le occupano nella quantità necessaria al loro sviluppo, ulteriore e sottile dichiarazione di indipendenza servita sottilmente dall’autore ai suoi lettori. Numerosissime le citazioni ai personaggi del fumetto dell’epoca, chiare probabilmente per i lettori di origine iberica, un po’ meno per tutti gli altri. Ma di certo questo non basta per rappresentare un difetto in quest’opera.

L’Inverno del Disegnatore di Paco Roca, edito in Italia da Tunué, è un bel fumetto, un oggetto che l’autore ha voluto fortemente, eINVERNO 5 che reca in sé una serie di sue proprie considerazioni. Non si tratta certamente di un’opera mainstream, anzi proprio per via della natura degli argomenti si avvicina a un pubblico adulto e interessato all’argomento. Si tratta comunque di un oggetto che fa bene agli occhi per la bellezza delle tavole e la cura con cui la Tunué ha realizzato il volume. Fumetto d’autore sotto tutti i punti di vista che merita l’investimento dei venti euro richiesti. Certo dovete essere consapevoli di una cosa: per comprendere a pieno le dinamiche degli eventi, sarà indispensabile leggere con attenzione anche la splendida prefazione di Carlo Chendi e le belle pagine storiche di approfondimento che troverete in calce al volume. Tempo comunque ben investito. Buona Lettura

INVERNO COPERTINA

C4 MATITE:

Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.