Lukas Reborn #02 – Le cacciatrici

E invece alcuni lo fanno ancora. Assalgono gli esseri umani per bere il loro sangue. E sai perché? Perché siamo predatori, dicono. L’istinto non si può ignorare.

LE CACCIATRICI

zF6TNdZ+eivk7v09CdeMx3PJ0o=--Lukas Reborn, il ridestato di Via Buonarroti, nel passaggio dalla prima alla seconda stagione, da una vecchia ad una nuova vita, non ha avuto un secondo di pausa per prendere un profondo respiro. Dopo il debutto della seconda stagione con Nell’arena (qui la recensione), Lukas, ignaro che questo fosse il suo nome, si ritrova catapultato in una nuova avventura instradato da una vecchia conoscenza.  Zio Ming, il vampiro in carrozzella della prima stagione, rompe il patto tacito tra razze mostruose e coinvolge Lukas in una ricerca personale: ritrovare sua nipote Yan Yu. La giovane vampira ha lasciato il suo gruppo d’appartenenza per dedicarsi alla spietata caccia di prede umane, trasformandosi, appunto, in una cacciatrice. Le cacciatrici, questo il titolo dell’albo, sono però due. Chi è la seconda donzella mostruosa in combutta con Yan Yu? Avvolta dal mistero, si lascia dietro sé una lunga scia di delitti, poco umani, che incuriosiscono Myra e Amos, agenti dediti alla ricerca di una sottospecie di X-files dell’unità federale Phoenix.

L’idea di strutturare la seconda stagione in macrotrame di quattro episodi è la carta vincente della serie ideata da Medda/Benevento. Durante la prima stagione, nonostante la continuity fosse sempre presente all’interno degli albi, spesso – se non mensilmente – aveva come focus un argomento specifico e come sotto-trame tanti piccoli risvolti che facevano procedere la storia di Lukas. Nella seconda stagione è tutto diverso;  se nella prima stagione abbiamo parlato di una fruizione da serial televisivo, nella seconda si ha più l’idea di un macro-film in cui tutte le trame procedono come treni.

IL RITMO DELLA SECONDA STAGIONE

jQj78xwQc7uWM=--Probabilmente condensare un ciclo narrativo in quattro albi ha serrato i tempi, rendendo tutto più veloce e meno diluito in più numeri. Ne Le cacciatrici, in poco meno di cento pagine, succede davvero di tutto. L’azione è sempre al centro, scandita – come sempre – dalle didascalie che narrano in terza persona le azioni di Lukas. Al termine della lettura si ha la sensazione che Michele Medda, autore dei testi dell’intera serie, abbia spinto il piede sull’acceleratore, riuscendo però a catturare tutti i particolari che sarebbero potuti perdersi durante la corsa.

Lukas Reborn, in soli due numeri, si dimostra una serie ben strutturata, bilanciata e totalmente fruibile senza aver conosciuto la seconda vita di Jordan Black. Ecco, non conoscete questo nome? Diventa del tutto irrilevante, la prerogativa del ridestato non è conoscere chi fosse da vivo, bensì tutto ciò che aveva vissuto durante il ritorno dalla morte e prima di risvegliarsi senza alcun ricordo.

I NUOVI PROTAGONISTI

m3ifNhyRuo43EsY=--Una caccia spietata, da un lato Lukas affamato – non solo di carne – di ricordi e informazioni sul suo passato, dall’altro Myra e Amos che senza scrupoli ed esitazioni procedono nelle loro indagini. i due nuovi detective della serie, a differenza dell’Ispettore Fintz che ignorava le forze oscure, hanno una marcia in più, proprio perché partono con la consapevolezza di mostri e affini. Medda ha evitato di caratterizzare personaggi già visti all’interno della prima stagione. La dimostrazione è anche Barbara, la scrittrice ridestata, che Lukas incontra sulla sua strada. Finora di ridestati buoni, che vivono la loro vita senza necessariamente essere implicati in dinamiche sporche, non si erano visti nella serie. Barbara, invece, risulta un personaggio ironico, simpatico e nonostante il cuore e la mente fredda è una sognatrice come dimostra la sua professione.

E Lukas? Entra in azione senza porsi troppe domande. Lo sguardo di Mr. Reborn, è uno specchio del suo stato di inconsapevolezza, ed è reso con grande maestria da Luca Casalanguida, vecchia e sempre piacevole conoscenza delle storie del ridestato. Il suo tratto e i suoi giochi d’ombre e di background totalmente neri, sono un marchio distintivo del suo lavoro su Lukas. La coerenza con la prima stagione e con l’identità del personaggio e delle location è tutto merito dei disegnatori che si avvicendano sulle pagine di Lukas, in questo caso Casalanguida riesce a bilanciare i dettagli degli interni con il minimo indispensabile che si percepisce nelle esterne notturne.

La caccia continua, e Lukas, oltre ad incontrare vampiri e affini, si ritrova a confrontarsi con un’altra identità di sua vecchia conoscenza. La crepuscolare copertina di Michele Benevento fornisce un grandissimo indizio. Hanno quattro zampe, denti affilati e un fiuto incredibile. Lupi. Spietati e motociclisti proprio come si erano già presentati tra le pagine di Lukas. Vivere le nuove avventure di Lukas è estremamente piacevole, perché il lettore – che già conosce il mondo in cui si muove il ridestato – è consapevole del setting di mostri  e ambientazioni, e ha una fruizione diretta dell’albo, mentre per i nuovi lettori Medda costruisce brevissimi scambi di battute che esplicano tutto senza risultare didascalico.


FUMETTO LUKAS
L’inizio. Orfani: 1
Bugie. Orfani: 2
Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni si diverte a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni sceglie Dylan Dog come costante della sua vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. Nel 2013 studia sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 2015 e 2016 tiene un ciclo di lezioni sulla scrittura al S.O.B. per il corso di perfezionamento "Editoria per l'infanzia e il pubblico giovanile". Attualmente, collabora con la NPE, come traduttore e autore, è al lavoro sul primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA, e scrive un fantasy su Wattpad dal titolo "Ray Owlers, oltre il buio."

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