Recensione: Macerie prime – Sei mesi dopo, la maturazione definitiva del Calcareverse

Editore Bao Publishing
Autori Zerocalcare
Prima pubblicazione 07 maggio 2018
Prima edizione italiana 07 maggio 2018
Formato 16 x 24 cm cartonato
Numero pagine 192 in bianco e nero

Prezzo 17,00 euro

Non si lasciano case isolate!

Bao l’aveva detto: “Non rileggete Macerie prime, così anche voi potrete immergevi nella situazione dei protagonisti“. Detto fatto: pur avendolo a portata di mano, mi sono imposto di non riaprire il volume acquistato durante la presentazione notturna alla Feltrinelli di piazza Piemonte (Milano) e stamane mi sono fiondato sul seguito, divorandolo tutto d’un fiato, scoprendo cosa rimane di queste Macerie prime – Sei mesi dopo.

PAINT IT BLACK!

L’avevo già detto nella recensione della prima parte: Zerocalcare aggiorna il suo universo narrativo, ma soprattutto lo rende decisamente più maturo. Autore ed editore (Bao Publishing) virano su tinte più fosche, su tematiche adulte che qui trovano chiusura e compimento, direi in modo quasi naturale. Senza svelare quali siano gli avvenimenti più importanti del volume, posso dire che Calcare non costruisce nessuna favoletta moraleggiante o zuccherosa sulla vita “da grandi”, ma cerca di offrire, a modo suo, uno spaccato realistico. Perché, se è vero che lo stile autoriale è inconfondibile, con armadilli, panda e la sacra mitologia degli anni ’80, in Sei mesi dopo si ride molto poco, ancor meno che in Macerie prime volume 1. I siparietti comici, paradossali e assurdi che riempiono ogni centimetro delle tavole calcarose (neologismo!), le deformazioni dei personaggi, il secondo piano narrativo con il vecchio saggio e il ragazzino apprendista sono allegoria di un dolore di fondo che non passa mai, di una tensione recitativa che viene estremizzata per nasconderne il lato oscuro.

COSA RIMANE DOPO QUESTI SEI MESI?

Ho chiuso questa seconda parte con il cuore in gola, con paure che tutti i post-universitari sperimentano, sapendo che dopo l’accademia non c’è più il porto sicuro; allo stesso modo, chi da subito si è gettato nel feroce mercato del lavoro ben conosce le difficoltà qui raccontate, i desideri negati, il futuro castrato. Cocci, solo cocci fra le nostre mani, pezzi di noi che non stanno mai al loro posto e che ci vengono rubati in ogni momento da pulsioni distruttive o menefreghiste, da vocine che paiono sincere ma che in realtà ci fanno chiudere a riccio su noi stessi, facendoci dimenticare di tutto, degli altri, privandoci di ciò che ci rende magnificamente umani. Più che mai Zerocalcare si dimostra un abile narratore della sua generazione, perdendo quel poco di apertura ad un pubblico diverso che i precedenti volumi possedevano. Ogni pagina è un cazzotto in faccia, preparatevi.

PRO CONTRO
– Racconti filtrati dall'autore ma reali, capaci di riprodurre il quotidiano.
– Il piano metaforico (il vecchio e il ragazzino) funziona decentemente.
– Uno spaccato generazionale amarissimo.
– Poche risate e molta serietà generale, che si discostano dal filone tradizionale dell'autore.

C4 MATITE:

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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