Machine Man, un manifesto cyberpunk

Il fatto che tu sia nato umano non ti rende superiore a me!

LA STORIA

È il futuro! Il mondo è governato da multinazionali senza scrupoli e né etica morale. Le macchine hanno sostituito l’uomo come forza lavoro e la disparità tra la classe ricca e quella povera è aumentata catastroficamente.

La scena si apre su un magazzino, un robot sta sistematicamente controllando e scartando la merce obsoleta. Tra i tanti rifiuti che verranno gettati in una discarica c’è il nostro protagonista: Machine Man, rimasto inspiegabilmente disattivato per molti anni.
È proprio nella discarica che uno sparuto gruppo di fuorilegge che traffica in robot non autorizzati dal monopolio vigente, lo trova e lo riattiva.

Machine Man è a dir poco disorientato, il mondo è cambiato, la tecnologia ha fatto degli enormi passi in avanti e lui è a dir poco obsoleto…
Ma non ha tempo per capire cosa sta succedendo che sono attaccati dalle guardie, il commercio di robot è un reato grave e le guardie attaccano per uccidere.

L’androide scopre che la corporazione più potente è la Baintronics Incorporated, guidata dalla sua acerrima nemica Madame Menace, al secolo Sunset Bain.
È invecchiata ma non ha perso il suo spirito combattivo, dopo aver tirato su un impero economico grazie alla tecnologia di Machine Man, ha esteso il suo potere imponendo il monopolio sulla produzione dei robot.
Così si riaccende lo scontro tra i due vecchi avversari, che porterà il protagonista ad affrontare anche Arno Stark, ovvero l’Iron Man del futuro!

2001: ODISSEA NELLO SPAZIO

Machine Man è uno dei personaggi meno conosciuti dell’Universo Marvel, ma non di meno ci sono molti lettori che lo amano. Ha avuto una storia editoriale alquanto bizzarra, nasce, infatti, sulle pagine di “2001: a Space Odyssey” serie ispirata al capolavoro cinematografico di Kubrick, ma che poi si discosta decisamente dalla pellicola.
Il fumetto era stato affidato al grande Jack “The King” Kirby che dopo pochi numeri dà vita a Mister Machine l’androide dai sentimenti umani e dall’etica incorruttibile. Il personaggio aveva del potenziale così è stato ribattezzato “Machine Man” in modo da prendere le distanze dalla serie precedente ed è stato poi “traghettato” nell’universo Marvel regolare dove ha potuto interagire con tutti gli altri super eroi e villain.

MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE?

Questa miniserie in quattro parti realizzati nei primi anni ’80 è un vero e proprio manifesto della cultura cyberpunk. Proprio nello stesso anno in cui il primo numero del fumetto arrivava sugli scaffali delle fumetterie, nelle librerie compariva il “Neuromante” ormai classica epopea cyberpunk, dalla quale molti autori hanno attinto un’infinità di idee per film, romanzi e fumetti.

Sfogliando le pagine del volume ritroviamo tutti i temi cari al genere, come: la visione pessimistica del futuro divenuto un mondo distopico governato dalle mega corporazioni, la tecnologia da fantascienza con macchine volanti (qui ci sono le motociclette volanti!), le “droghe software” con persone collegate a degli schermi completamente assuefatte e dipendenti da essi, i robot, i cyborg e tanto altro ancora e non mancano ovviamente i nuovi termini creati ad hoc usati nel linguaggio comune, come “scansionare” al posto di guardare o “videota” invece di idiota.

Se vi è piaciuto “Blade Runner” e avete amato l’ormai defunta linea “Marvel 2099”, troverete in “Machine Man” pane per i vostri denti.

GLI ARTISTI

Senza nulla togliere alla frizzante e sempre eccellente sceneggiatura di Tom De Falco, il vero punto di forza di questo volume sono i disegni del pluripremiato artista britannico Barry Windsor-Smith, divenuto famoso inizialmente per le sue matite su “Conan il Barbaro” e in seguito soprattutto per “Arma X”, fumetto che svela l’origine dello scheletro d’adamantio di Wolverine, per il quale ha realizzato la storia, i disegni e i colori.

Lo stile preraffaellita di BWS (è così che firma le sue tavole) è elegante, raffinato, realistico e mai avaro di dettagli.
C’è una tavola in cui Machine Man sorvola la città sulla sua motocicletta volante (quanto piacerebbe anche a me averne una!) in cui l’artista disegna ogni singolo dettaglio della metropoli: le finestre delle case, le automobili, gli alberi, i giardini, i cornicioni…
Ancora più affascinante trovo il suo modo di realizzare la tecnologia: cavi, circuiti, plastiche, metallo… non si capisce dove finisce l’uomo e inizia la macchina (Anche se in questo caso è doveroso sottolineare che Machine Man, come suggerisce il nome, è tutto macchina e uomo “solo” nel sentire).

Purtroppo è possibile ammirare la totalità dello stile di Windsor-Smith solo nel quarto e ultimo capitolo della mini serie, perché i primi tre hanno gli schizzi di Herb Trimpe, artista dallo stile classico, passato alla storia per aver disegnato la prima apparizione di Wolverine sull'”Incredibile Hulk“, le finiture e i colori sono stati poi aggiunti da BWS.
Il risultato finale è comunque buono, ma l’impostazione della tavola, il ritmo della narrazione sono comunque di Trimpe che paragonati a quelli di Windsor-Smith è un po’ come guidare una Ferrari con il limitatore di potenza nel motore… Quando questo viene tolto, nel quarto capitolo, la velocità e la dinamicità della storia accelerano sensibilmente.

IL VOLUME

Con il formato XXL e deluxe deI grandi tesori Marvel Panini Comics celebra e dà il giusto valore a un fumetto che per molti anni era divenuto quasi introvabile e che soprattutto non era stato stampato in un formato adeguato vista la bellezza di alcune tavole che contiene.
La sovraccoperta ha una duplice funzione, ovviamente quella di avvolgere il volume ma aprendola diventa anche un poster.
All’interno del volume vi sono poi i redazionali che raccontano e spigano l’evoluzione editoriale di Machine Man e le biografie degli autori che hanno lavorato sul fumetto, articoli che valorizzano e potenziano l’esperienza di lettura.

Promosso a pieni voti, “Machine Man” è un classico del fumetto americano senza età che può essere apprezzato dagli amanti del cyberpunk d’annata, dagli estimatori dell’eccelso Barry Windsor-Smith e in ultimo, ma non per importanza, per i lettori affezionati al robotico protagonista.

Marcello Davide De Negri

L'autore è Marcello Davide De Negri, figlio degli anni '80, cresciuto a pane e fumetti. La sua grande passione sono i supereroi e ci sono ben poche cose che sfuggono alla sua conoscenza quasi maniacale dell'argomento.

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