Recensione: Madre

Editore Umberto Soletti Editore
Autori Andrea Cavaletto e Simona Simone
Prima pubblicazione 2018
Prima edizione italiana 2018
Formato
Numero pagine 48

Prezzo non precisato

Scrivere opere Horror, sicuramente, non è facile.
Per creare la paura in chi usufruisce si deve conoscere bene il proprio pubblico e la mente umana, in modo tale da cercare di scavare il più a fondo possibile nelle figure arcaiche che ci incutono timore: la psicologia e la conoscenza del genere aiutano molto a comporre una storia che riesca a tenere alto il ritmo e a tenere in tensione il lettore.
Madre di Andrea Cavaletto e Simona Simone sarà riuscito ad incutere terrore in chi legge?

LA MILANO FASCISTA

Il fumetto è ambientato a Milano nel 1936, l’anno successivo all’invasione italiana dell’Etiopia, poco prima che Mussolini bussò alle porte della Germania nazista, poco prima che le persecuzioni razziali iniziassero.
Il setting è decisamente interessante, in quanto l’oppressione e l’atmosfera dell’epoca sembrano ben riprodotte, peccato che nel corso del volume viene dedicato ben poco tempo al setting storico, tralasciando quello che, a conti fatti, sarebbe potuto essere uno dei punti più forti del fumetto.
Si poteva caratterizzare in maniera migliore il background temporale dell’opera in quanto l’Italia versava in una fase molto delicata che, da un momento all’altro, poteva esplodere: trasmettere questa sensazione di “quiete prima della tempesta” avrebbe decisamente aiutato il lettore a percepire la tensione dell’epoca.
Cavaletto e Simone, nelle 43 pagine che compongono il fumetto, hanno preferito lasciare più spazio alle vicende centrali dell’orrore, senza concentrarsi troppo sul setting del fumetto.

LA SPIRALE DI UN ORRORE CHE DOVREBBE RISULTARE GROTTESCO

Una donna incinta torna in un bizzarro condominio.
Nel corso del fumetto non ci è dato saperne il motivo per cui sia (presumibilmente) fuggita da lì, né tantomeno il motivo per cui si appresti a ripresentarsi nello stabile.
Torna e basta.
Gli abitanti del condominio sembrano tutti abbastanza strambi, come giusto che sia, ma i problemi dell’opera, man mano che le pagine scorrono, diventano sempre più evidenti: capiremo infatti che la protagonista è stata stuprata da quello che pare essere un demone.
Questo, teoricamente, avrebbe dovuto suscitare un certo timore, ma la caratterizzazione che Cavaletto ha deciso di dare alla donna fa sembrare la scena degna di un film porno di serie B.
La signora infatti pare infatti aver particolarmente gradito la performance sessuale del demonio, che rassicura la signora dicendogli che gli ha dato un figlio di cui sicuramente andrà fiera.
Andando avanti, la situazione non migliora: c’è qualche scena che prova ad intimorire il lettore con un pizzico di body horror, ma nulla che riesca ad inquietare veramente il lettore.
L’approfondimento psicologico della protagonista attualmente è minimo: si capisce che il bambino abbia ben più di qualche influenza sulla madre, e questo denota comportamenti deleteri e nocivi sia per il pargolo stesso che per la donna, ma la questione finisce qui.
Il colpo di scena che chiude l’opera, anziché inquietare ed affascinare il lettore, potrebbe provocare ben più di qualche risata.
Nell’insieme la sceneggiatura del fumetto è debole, ma non escludo che nei prossimi numeri possa migliorare.

I DISEGNI INVECE…

Il disegno di Simona Simone, per quanto riguarda i personaggi umani, è ottimo: i disegni sono sempre ben proporzionati e i dettagli dei volti e dei corpi convincono.
Tuttavia, non ho trovato particolarmente convincenti le scene d’azione sul finale, con pose (specie quando si evitano i colpi) abbastanza discutibili: è quasi come se la protagonista danzasse anziché combattere.
Il design dei mostri dell’albo è blando e poco originale: sicuramente si sarebbe potuto osare di più per quanto riguarda la loro forma.
Il realismo del disegno, seppur tecnicamente ineccepibile, stona con il genere a cui vorrebbe appartenere l’opera: si ha la sensazione che la disegnatrice non abbia azzardato con soluzioni più fantasiose proprio per rispettare il realismo che permea l’opera.
I fondali, anch’essi disegnati in maniera impeccabile peccano sempre di una certa staticità e di mancanza di elementi fantastici e conturbanti: l’appartamento della protagonista sembra una casa qualsiasi, poco caratterizzata.

CONCLUSIONE

Il periodo storico e il luogo in cui avvengono le vicende è indubbiamente interessante: torno a ribadire che sia veramente un grosso peccato non si sia dedicato più tempo per far calare il lettore nell’epoca  in cui è ambientato.
La vicenda della protagonista è sicuramente bizzarra, ma il fumetto non fa nulla per creare tensione al lettore.
Il finale aperto ci fa presupporre che questo sia il primo di una serie di fumetti, di conseguenza questo non è un giudizio definitivo sull’opera.
Se lo sceneggiatore sarà in grado di spingere il pedale sulla particolare atmosfera dell’epoca e riuscirà a caratterizzare in maniera più approfondita la Madre ed il bimbo che porta in grembo l’opera potrebbe sicuramente risollevarsi, specie se Simona Simone accompagnerà lo sceneggiatore con un pizzico di surrealismo in più che negli horror di certo non guasta mai.

PRO CONTRO
– Il setting ha del potenziale…
– Disegni ottimi
– …Che si rivela momentaneamente inespresso
– Psicologia dei personaggi da approfondire
– Mancanza di scene particolarmente disturbanti
– Colpo di scena deboluccio che non desta particolare interesse nel lettore

C4 MATITE:

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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