Mars Horizon

E lo confermo: sono marziana, fino all’ultimo filamento di DNA!

Mars Horizon è il primo volume della collana francese Octopus, a cura del blogger fumettista Gilles Roussel, in arte Boulet, che ha all’attivo numerose opere pubblicate con la casa editrice Glénat e Marion Armiganian, che hanno dato vita al brillante progetto di narrare la scienza grazie ai fumetti.
La divulgatrice scientifica Florence Porcel e il disegnatore Erwann Sorcouf sono gli autori di questa opera che parla di una missione spaziale ambientata nel 2080 avente come protagonista indiscusso il pianeta d’arrivo della crew di astronauti: Marte.

UNA MISSIONE SPECIALE

I personaggi della storia sono sei e rivestono vari ruoli all’interno della spedizione, sufficientemente realistici: Jeanne Clervois, membro comunicante della missione, nonché voce narrante e filo conduttore che lega le varie sezioni della storia; Tsi-Ku, l’ingegnera; Sam, il medico; Nikash, il botanico; Josh, lo psicologo ed Elena, la pilota.

La storia parte dal presupposto che entro il 2030 lo Space X di Elon Musk riesca a inviare materiali su Marte per la costruzione della prima colonia sul pianeta; così, circa cinquant’anni dopo, verrà inviato un cargo contenente una serra e cianobatteri congelati, che dovrebbe atterrare alla base Elon-Musk, ma si è verificato un problema ed il razzo è giunto a grande distanza dal luogo prestabilito. Spetterà al gruppo di astronauti, quindi, riportare la situazione alla normalità e scoprire gli affascinanti misteri del Pianeta Rosso, occupandosi nello stesso tempo di analizzare l’oceano di Europa (satellite di Giove) per scoprire eventuale vita sottomarina.

EMOZIONI MARZIANE

Il punto di forza di questo fumetto è senz’altro la capacità di trasmettere le emozioni dei personaggi nel corso dei vari eventi che si ritrovano ad affrontare nel corso della loro avventura, soprattutto quando Jeanne racconta del proprio trasferimento da una nave ad un’altra in orbita attorno a Marte e si ritrova a contemplare lo spazio profondo lungo il tragitto.
Inaspettata è la reazione di Tsi-Ku e Nikash durante un’emergenza nell’operazione di recupero dei cianobatteri, in cui si ritroveranno a rischiare la vita per un guasto, ma non provano terrore o smarrimento nonostante la situazione appaia disperata.
Per quanto possano apparire stravaganti e lontane dal sentire di un comune “terrestre”, i sentimenti descritti appaiano sempre plausibili, considerata anche l’abilità con cui gli autori inseriscono dettagli dell’addestramento precedente alla missione senza mai appesantire la narrazione.

PROBLEMI TERRESTRI

L’aspetto psicologico della crew apre anche un’interessante discussione su temi che risultano attuali e pregnanti, come il rapporto dell’individuo con il proprio luogo d’origine; nel fumetto la questione è declinata sottoforma di rapporto tra umanità e la Terra, ma è impossibile leggere i discorsi di Jeanne in merito alla sua estraneità verso il pianeta natale e, di contro, il suo senso di appartenenza nei confronti di Marte, e non fare un parallelismo con l’odierna crisi di identità nazionale causata dalle grandi ondate migratorie e dai nuovi indipendentismi.
Anche i rapporti umani sono ben sviscerati, sia nell’accezione amicale che romantica, in relazione al nuovo ambiente e allo stress fisico per le condizioni completamente diverse presenti su Marte rispetto alla Terra.
Simpatici i riferimenti soprattutto alla cultura cinematografica fantascientifica, come il richiamo al film “La Guerra dei mondi” a pagina 35, e il robot O. Biwan, cui Jeanne deve fare rapporto giornalmente sulla missione e lo stato dell’equipaggio.
Sono piuttosto utili e ben congegnate le spiegazioni scientifiche riguardanti, ad esempio, la differenza della durata giornaliera sul pianeta rosso e la propagazione del suono, accurate e ben amalgamate rispetto al resto della narrazione.

PRO E CONTRO

Un punto dolente è la caratterizzazione dei personaggi, che, a parte Jeanne, ho trovato non sviluppati e un po’ appiattiti rispetto le necessità della narrazione.
Mars Horizon è senz’altro un fumetto interessante che apre a riflessioni pregnanti, sia scientifiche che psicologiche, anche se, a mio parere, manca un po’ di mordente e di quella vivacità espressiva che dovrebbe maggiormente caratterizzare un’opera fumettistica.

Vanessa Zavanella

Recensore in prova

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