Matador

Cuando el sudor de nieve fue llegando
a las cinco de la tarde,
cuando la plaza se cubrió de yodo
a las cinco de la tarde,
la muerte puso huevos en la herida
a las cinco de la tarde.
A las cinco de la tarde.
A las cinco en punto de la tarde.
La Cogida y la Muerte – estratto – Federico García Lorca

GUERRA CIVILE E VESTITI DI LUCE

Matador (titolo originale A Las Cinco de la tarde), è un’opera unica sotto molti punti di vista. Intanto è la prima matador cover1e al momento unica storia ambientata nel mondo controverso della Corrida, quello spettacolo di sangue, polvere e coraggio che rappresentava, e in qualche modo ancora rappresenta, la parte più profonda dell’anima della Spagna. Matador è la storia di Lorenzo Pascual detto Belmonteño, un ragazzo che praticamente dal giorno della sua nascita ha avuto in mente solo una cosa: diventare un torero, indossare il “vestito di luce“, il costume da matador.
Un obiettivo che nella Spagna dell’epoca, segnata da quelle profonde disuguaglianze sociali che l’hanno portata prima ad una sanguinosa guerra civile e poi in una lunga ed altrettanto cruenta dittatura, era assai ambizioso. E la sua realizzazione lastricata di dolore.

QUISE SER TORERO

Lorenzo è giovane e vuole diventare torero. Lo vuole da quando nel cortile giocava con i suoi amici, da quando sfidava i vitelli nel recinto.LORENZO PASCUAL Con i suoi amici ha girato il paese alla ricerca di esperienza, alla ricerca di tori da sfidare, perché il toro è un animale nobile, un essere che nell’arena combatte all’ultimo sangue per la propria vita. E il matador non può essergli da meno. Quando nel ’36 la guerra civile smembra il Paese, consegnandolo di fatto al Generale Franco, tutto sembra perduto. Il giovane ha il sangue caldo e tenta di arruolarsi, nonostante la giovane età.
Ma la guerra non è mai come la dipingono i poeti. Grazie a un ufficiale comprensivo e con un po’ di fortuna, trova presto la via di casa, e torna a coltivare il suo sogno. Appena possibile ricomincia a vagare di città in città per fare esperienza, dalle fiere di paese alle irruzioni come Espontaneo nelle arene. Lorenzo capisce che il suo non è AUTORIpiù solo un sogno, e il pubblico comincia a notarlo. Quando però procuratori e organizzatori non sembrano riconoscere adeguatamente un talento ormai apprezzato anche dai Maestri, la vita di Belmonteño ha una svolta epocale: a dispetto delle limitazioni della dittatura franchista sui passaporti, riesce ad andare in Sudamerica dove finalmente il suo nome risuona nelle arene più importanti, urlato a gran voce da folle estatiche.
Sull’onda del successo tenta anche il rientro trionfale in Spagna, ma nessuno è profeta in patria. Anche dopo i successi oltreoceano, in Spagna il nome di Belmonteño non avrà dignità fino a quando il Maestro Guerrero non gli avrà dedicato un un paso doble. Come e se questo paso doble sia stato poi effettivamente composto, è nascosto tra le 88 pagine di Matador.

DI CHE PARLIAMO?

Matador, di Manolo López Poy e Miguel Fernández, edito da Diábolo Edizioni, è una storia strettamente legata alla cultura e alla storia di Spagna, ed è interessante proprio in questi termini. In questa opera vediamo come un giovane Lorenzo “Monteño” cerchi ad ogni costo un riscatto dalle proprie origini contadine, in una Spagna che agli inizi del ‘900 viveva una dicotomia sociale estremamente marcata e dove al di fuori delle grandimatador 2 città l’emancipazione dalle convenzioni imposte da una società rigida e classista era impossibile.
Lopez Poy riesce a trasmettere questa urgenza di riscatto pagina dopo pagina, racchiudendo in piccoli episodi di vita, tutta la difficoltà di anni crudeli, e non solo per via dei conflitti. La freddezza e la sufficienza con cui il giovane torero viene trattato, la superficialità che incontra e il completo disinteresse con cui Lorenzo si scontra ad un certo punto della sua carriera racchiudono una muta violenza che colpisce il lettore.
Per altro, se la scelta di una linea narrativa così frammentaria permette di tracciare un quadro preciso e complessivo della vita del protagonista, d’altra parte condanna tutti o quasi i personaggi più o meno secondari a caratterizzazioni rapide e sommarie, mai abbastanza a lungo sulla scena per essere approfonditi debitamente.

matador 1A

In tal senso vengono in aiuto del narratore le tavole di Fernández, fondamentali nello sviluppo di una storia tanto frammentata. Il suo tratto, perfetto esempio della scuola spagnola, realizza personaggi estremamente espressivi in grado di trasmettere fisicamente al lettore tutte quelle informazioni che invece l’autore volutamente omette o lascia semplicemente intendere.
Ancora una volta possiamo apprezzare l’uso matador 3delle ombre che nelle occasioni più drammatiche della storia fanno la loro comparsa e ammantano le tavole, che se pur ancora divise in vignette di varia misura, rappresentano vere e proprie tele d’artista, piegate di volta in volta all’estro del disegnatore.
Matador è un bel fumetto, uno spaccato di cultura spagnola estremamente interessante, accompagnato all’inizio di ogni capitolo da un paragrafo didascalico che permette al lettore una comprensione completa e circostanziata dell’opera. Certamente è necessario sapere che non è un fumetto per tutti, anche se tutti possono leggerlo: ci vuole tempo e la consapevolezza di essere davanti ad un’opera biografica realizzata con il contributo diretto del protgonista, quel  Lorenzo Pascual che alla veneranda età di 92 anni ha descritto personalmente a Manolo López Poy i fatti narrati. Qualunque sarà la vostra decisione, sappiate che i circa 15 euro richiesti saranno soldi ben spesi. Buona Lettura!

Cuando recordar no pueda,
¿dónde mi recuerdo irá?
Una cosa es el recuerdo
y otra recordar.
– (Antonio Machado – 1913) –

Ps – Delle poesie citate non si riportano traduzioni. Se troverete la voglia di investire un poco del vostro tempo, non ve ne pentirete.

matador 4


Matador
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Miao miao
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Tutte le ossessioni di Victor

Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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