Nanairo Inko, Osamu Tezuka e il palcoscenico del mondo

Io sono un ladro appassionato di teatro. Interpretare ruoli che mi piacciono è la mia unica ricompensa.

Che si manifesti in una semplice citazione o nel modo di mettere in scena le sue storie, il teatro è sempre stato presente nelle opere del Dio dei Manga a testimonianza di una passione che lo ha accompagnato per tutta la vita. Impossibile quindi, vista l’enormità della sua produzione, non imbattersi prima o poi in un’opera come Nanairo Inko – Ara dai sette colori, arrivata recentemente in Italia grazie ad Hikari Edizioni, che dell’amore per questa forma d’arte si fa manifesto.

ATTORE DILETTANTE E LADRO GENTILUOMO

Apparso a puntate tra il 1981 e il 1982, Nanairo Inko racconta le avventure di Ara dai Sette Colori, attore dilettante e ladro gentiluomo che sfrutta gli spettacoli teatrali a cui prende parte per derubare le persone più facoltose presenti in platea. Formidabile nei travestimenti e nelle imitazioni, Ara è una figura leggendaria di cui tutti ignorano la vera identità (indossa perennemente una maschera) e che viene contattato dalle compagnie teatrali che hanno il disperato bisogno di un sostituto in grado di imparare la parte in pochissimo tempo. Attorno alla sua figura ruota un modesto numero di comprimari tra cui spiccano la grintosa Mariko Senri, detective assegnata alle indagini su Ara, e il simpaticissimo Tamasaburo, cagnolino dalle incredibili capacità attoriali specializzato nella pantomima e assistente di Ara.

A PLAY WITHIN THE MANGA

A Play within the Play” è il nome di una tecnica narrativa utilizzata a teatro che prevede la rappresentazione di un secondo spettacolo teatrale all’interno del principale a cui prendono spesso parte alcuni dei personaggi dell’opera. Questa tecnica è stata utilizzata per la prima volta nel 1587 da Thomas Kyd per la sua The Spanish Tragedy, ma viene ricordata soprattutto per essere stata usata da William Shakespeare nel suo Amleto. Bisognoso di verificare i propri sospetti sulla possibilità che suo zio, nuovo re di Danimarca, possa aver assassinato suo padre; Amleto mette in scena a corte una versione da lui modificata del testo teatrale “The Murder of Gonzago” in cui il Re possa rivedersi e rimanerne turbato. Non è quindi un caso che Nanairo Inko si apra con un capitolo che omaggia l’Amleto, visto che il meccanismo del “A Play within the Play” permea tutto il manga e verrà riproposto in quasi tutte le storie dell’opera. In ogni capitolo Tezuka ci introduce, infatti, ad un diverso testo teatrale, che dà anche il nome al capitolo stesso, di cui riassume la trama e mette in scena, tramite i personaggi del manga, alcune delle scene più iconiche. Tezuka si diverte a far dialogare le sue storie originali e le opere teatrali che cita, creando paralleli e divergenze negli sviluppi e nelle tematiche e celebrando la natura catartica del teatro. Numerosissime le opere citate, orientali e occidentali in egual misura, con l’evidente intenzione di trasmettere la sua passione per il teatro alle nuove generazione e, perché no, di far scoprire nuove opere alle vecchie.

Vista la mole di opere, spesso completamente differenti tra loro, citate, il Dio dei Manga si districa tra registri diversi mescolando alto e basso, commedia e tragedia, action, mistery e dramma. Prevale comunque lo stile tipico dei suoi manga diretti ad un target di ragazzi: forme tondeggianti, una recitazione spesso caricaturale e comica e numerose gag visive tra cui molteplici apparizioni di Hyoutan-tsugi e Spider (creature comiche che appaiono in moltissime opere di Tezuka). Ci troviamo dinanzi all’opera di un autore maturo, conscio dei propri strumenti e di come usarli al meglio per raccontare le proprie storie.

CONCLUSIONI

Nanairo Inko si inserisce nel solco tracciato da Black Jack, opera precedente e ben più famosa, con cui condivide la rivista su cui è stata pubblicata e il modello narrativo (storie autoconclusive, protagonista adulto e fuorilegge, un aiutante “minuto” ecc..). Il focus è ovviamente spostato dalla medicina, altra passione di Tezuka, al teatro, che diviene strumento d’interpretazione del mondo e per cui traspare un amore genuino. Una lettura sempre in grado di intrattenere, di comunicare messaggi semplici ma mai scontati e in cui è possibile ammirare il genio del Dio dei Manga all’opera su un lavoro per tutte le età.

Matteo Caronna

Studente di Lingue e Letterature Moderne a Roma. Inizia a leggere fumetti per caso e sempre per caso continua a farlo. Poi un giorno loro gli fanno scoprire la magia e stringono un patto con lui affinché inizi a scrivere recensioni e non li abbandoni mai.

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