Recensione: Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano

Editore Eris Edizioni
Autori Eleonora Antonioni e Francesca Ruggiero
Prima pubblicazione Maggio 2018
Prima edizione italiana Maggio 2018
Formato 17 x 24 cm brossurato
Numero pagine 168

Prezzo 17,50 euro

LE GRIDA DELLA GIOVENTÙ

Vi è mai capitato di avere qualcosa da dire, qualcosa che vi sale dal profondo dello stomaco e vi scoppia nella gola facendola bruciare, qualcosa che volete gridare ma che nessuno riesce ad ascoltare. O non vuole.

La gioventù. Spensieratezza, scoperta, vigore. Ma anche paura, spaesamento, solitudine.

La rimpiangiamo quando è passata, stiamo male mentre la viviamo.

Non è mai stato facile raccontare le turbolenze della giovinezza, del passaggio dal mondo idilliaco, sicuro, della nostra cameretta a quello del mondo esterno meno protettivo, più superficiale ed egoista. SI è pervasi da quel senso di galleggiamento tra l’idea di come vorremmo andassero le cose e di come invece vanno, ancora indifesi e impreparati ad affrontarle. Quelle esperienze che ci servono per cambiare o quelle che non ci servivano affatto, come un paio di genitori assenti o egocentrici.

Per raccontare tutto questo, Eleonora Antonioni e Francesca Ruggiero si sono serviti di tre ragazze che simboleggiano gli aspetti della crescita, le speranze, le delusioni delle bambine che vogliono urlare la loro vitalità, a cui non viene dato retta. Far sentire la loro voce spetta a loro stesse.

Questo il tema del fumetto pubblicato per Eris edizioni, caratterizzato fin da subito da una polarità cromatica fin da subito riconoscibile: quella della  penna multicolore, che negli anni 90 era un po’ ovunque soprattutto sui banchi di scuola e utilizzata per riempire pagine e pagine di diari segreti, il confidente cartaceo di quando ancora non c’erano le app di messaggistica.

VOGLIO TORNARE NEGLI ANNI 90

Proprio in quel periodo si ambienta la nostra storia e i riferimenti culturali dell’ultimo decennio del Novecento tappezzano le pagine: dai brani musicali (Prodigy, Fat Boy Slim, Beastie Boys per dirne alcuni), marche, programmi televisivi, tutto ciò crea atmosfera e colpisce al cuore di diversi lettori in maniera sì di servizio, come spesso si dice delle citazioni, ma, in questo caso, risulta equilibrato e mai stucchevole.

Se si vuole caratterizzare uno scenario, la cultura del periodo è un buon mezzo di narrazione.

La trama, in generale, utilizza l’espediente del racconto breve intrecciato. Si balza da una storia all’altra con un raccordo molto fluido. Si parte con Giulia, timida e impacciata, che tenta di entrare nella cerchia elitaria di Federica, ricca e viziata ma popolare, proseguendo con Anna, che porta con sè il racconto delle prime volte in cui ci accade qualcosa. Tra le tre la storia più intensa. Infine Clarice, rinchiusa in un silenzio assordante che solo la musica ad alto volume può sfogare.

Il tratto è semplice, nessuna sfumatura, se non quella dei quattro colori della penna. Le vignette sono dinamiche, i quadretti del diario sono pieni di scritte, onomatopee, testi, i dialoghi sono asciutti. La resa grafica è accattivante e cattura l’occhio, la rilegatura vale il prezzo a cui viene venduta.

Si tratta di un fumetto che narra di sensazioni, non ha una trama avvincente o ricca di colpi di scena, non mira a raccontare vite fuori dal comune, solo le emozioni più profonde. Un’opera che cerca di essere immedesimativa, lascia qualcosa ma solo se vi sentirete realmente nelle corde dei personaggi e siete cresciuti nella generazione dei novanta.

PRO CONTRO
– Storia basata su temi ben connotati
– Uno sguardo al mondo femminile
– Tante citazioni dei 90'
– Trama povera e poco avvincente
– Solo per un certo tipo di pubblico

C4 MATITE:

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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