Recensione: Oblivion Song #1, com’è il nuovo fumetto di Robert Kirkman?

Editore SaldaPress
Autori Robert Kirkman (testi), Lorenzo De Felici (disegni) e Annalisa Leoni (colori)
Prima pubblicazione 7 marzo 2018
Prima edizione italiana 9 marzo 2018
Formato 16,8 x 25,6 cm
Numero pagine 144 a colori (brossurato) e 152 a colori (cartonato)

Prezzo 14,90 euro (brossurato) e 19,90 euro (cartonato)

I suoni… Quando non succedeva niente. Nei pochi momenti in cui non c’era un mostro a darti la caccia. In quegli istanti di calma… La brezza,le creature in lontananza, gli insetti… Tutto questo si fondeva insieme. Un suono che non avevo mai sentito prima… Era una specie di musica. io lo chiamo… Il canto di Oblivion.

Philadelphia. D’improvviso una demoniaca dimensione chiamata Oblivion, si “sovrappone” alla nostra portando con sé 300.000 persone e infestando la terra con creature infernali. Questo è quello che è avvenuto durante gli eventi della Transizione, ormai celebri in tutto il globo. Dopo attimi di sconforto la popolazione umana riesce a riprendere il controllo, dapprima respingendo il nemico fuori dalle mura e poi, attraverso lo sviluppo della ricerca scientifica, di compiere salti dimensionali per cercare di riportare indietro i sopravvissuti. Questa è la missione della squadra di Nathan Cole: l’eroe al centro di Oblivion Song. La nostra storia parte 10 anni dopo questo prologo: le operazioni di salvataggio portate a compimento si contano oramai sulla punta delle dita, il governo sembra aver accantonato il progetto riducendo al minimo i fondi ed il nostro protagonista è sempre più disilluso e sconfortato.

IL CANTO DI OBLIVION

Robert Kirkman è lo scrittore che forse al meglio incarna la scrittura di fumetti nel XXI secolo. Prima e meglio di tutti è riuscito a creare brand milionari che continuano ad essere contesi da case di produzione cinematografiche, videoludiche e televisive. Basta soltanto guardarsi intorno e capire quanta importanza ha avuto in questi anni quel The Walking Dead partito in sordina dietro le luci di Image Comics e la strada difficilmente battibile del creator owned. Rick Grimes e il suo universo popolato da zombie oggi possono sfidare a viso aperto le cosiddette Big Two (Marvel Comics e DC Comics) e quelli che sembravano i loro inarrivabili supereroi. Lo stesso discorso, anche se in forma minore, vale anche per Outcast e Invicible.

Ora che ci troviamo difronte a quella che si tratta molto probabilmente di un’ennesimo best seller della Nona Arte si potrebbe cercare di scavare più a fondo per ricavare una “formula del successo” dello scrittore di Richmond. La sua ultima fatica riprende i temi classici del suo lavoro: lo studio dell’uomo comune in situazioni fuori dal comune e la forte fascinazione del post-umano. In questo caso il nostro protagonista, proiettandosi in un mondo che sembra molto più vicino all’età della pietra che alla modernità, trova persone che nel disastro e nella tragedia riescono lo stesso a ritrovare una strada da percorrere dalla quale sembravano essersi allontanati (in questo il personaggio di Ed è enigmatico).

Di cosa cerca di parlarci quindi Oblivion Song? Nella prima parte l’opera è quasi una grande metafora del conflitto bellico moderno, quello che lascia dietro di sé soltanto la polvere e pochi briciole d’umanità. Nella seconda invece si ritrova il tema della sopravvivenza e della paura scatenata dal dramma. L’opera quindi risulta una riflessione, che attraverso lo spunto di un’enorme pretesto narrativo, ci vuole raccontare il mondo d’oggi e la costante paura del conflitto. La popolazione di Philadelphia vive una vita assolutamente normale, racchiusa in mura che raccolgono scheletri di demoni e con la costante paura di vivere di nuovo una Transizione, un’evento del quale si conosce poco o nulla e per il quale rimarranno sempre impreparati.

UN ENORME UNIVERSO

Che sia un’apocalisse di romeriana memoria, un enorme pantheon popolato da caricature del mondo supereroistico o una dimensione parallela e carica di pericoli dietro ogni angolo siamo sempre stati abituati alla creazione di un kirkmanverso, coerente e sempre ricco di elementi nuovi freschi e spiazzanti. Anche qui il lavoro portato avanti con Lorenzo De Felici è assolutamente incredibile. Come rivelato spesso nei primi momenti gli scambi prevedevano semplicemente una distorsione delle razze animali, con il tempo si è arrivata alla creazione di un vero e proprio bestiario, dove decine di creature erano catalogate.

Visivamente ci troviamo difronte ad un disegno fresco e dinamico, il tratto regala allo spettatore l’incanto e la paura dell’ignoto. Dietro un tratto a volte caricaturale per le espressioni facciali, esasperate e traumatizzate, si nasconde un mix delle esperienze accumulate. Si sentono forti le influenze della scuola bonelliana, che spesso vengono meno per lasciare spazio al fumetto tipico di casa Image Comics con richiami ad artisti del calibro di James Harren o Andrei Bressan.

Cosa dire infine dei colori? Annalisa Leoni arricchisce ulteriormente la prova artistica, andando ad arricchire con una paletta vivida e accesa tutto quello che questo fumetto può offrire e fornendo ulteriore pathos e dramma ai momenti narrativamente più intensi.

THE NEXT BIG THING

L’opera, come da tradizione, si chiude con un enorme cliffhanger (posate i forconi e le torce, no spoiler nelle prossime righe), che promette sviluppi interessanti e quantomeno imprevedibili. SaldaPress continua la sua collaborazione con Skybound e con quello che è il suo papà, non che una vera e propria miniera d’oro per chi sceglie di proporre il suo lavoro al grande pubblico.

La grande capacità recitativa e la gestione sapiente delle pagine a propria disposizione rendono Oblivion Song una corsa senza respiro che lascia soddisfati e curiosi per gli sviluppi futuri. Il peso e la responsabilità delle proprie azioni sono il motore inossidabile di questo racconto. La prossima grande scommessa di Kirkman (che ha deciso di proporre negli USA il volume brossurato che raccoglie i primi 6 numeri, simile a questo apparso in Italia, così da permettere al suo pubblico di ordinare gli spillati dopo aver letto le storie) è un salto nel vuoto, anche se le premesse sembrano ottime.

PRO CONTRO
– Costruzione della struttura narrativa solidissima
– Due mondi immensi da esplorare
– I disegni di Lorenzo de Felici
– I colori di Annalisa Leoni
– Per qualcuno c'è il rischio di ricadere nel "già visto"

C4 MATITE:

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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