Recensione: Orfani: Nuovo mondo #03 – Vertigine

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni e Giovanni Masi (testi), Luca Genovese (disegni) e Luca Saponti (colori)
Prima pubblicazione Dicembre 2015
Prima edizione italiana Dicembre 2015
Formato 16 x 21 cm brossurato
Numero pagine 98 a colori

Prezzo 4,50 euro

 Metti i componenti di una famiglia a rischio della vita, e avrai una famiglia unita. 

VERTIGINE

Orfani Nuovo Mondo 3_coverGruppo: Insieme di persone o cose distinte ma riunite in un unico complesso; insieme di persone tra loro collegate da interessi comuni.

Esordire con una definizione da vocabolario è un’operazione ormai abusata, eppure non c’è punto di partenza migliore per descrivere Vertigine, il terzo capitolo di Orfani:Nuovo Mondo, scritto a quattro mani da Roberto Recchioni e Giovanni Masi (al suo esordio sulla serie) e disegnato da Luca Genovese. Il gruppo è l’unica possibilità di sopravvivenza su di un pianeta inospitale e ipercontrollato dal governo della Juric, nemico numero uno della serie. Rosa ha traversato l’Italia da sud a nord con un gruppo, con suo padre Ringo e con i suoi due amici, fratelli, amanti (Seba e Nué). Ma cosa succede se, a differenza della definizione, il gruppo di cui fai parte non fosse un aggregazione volontaria di persone? L’unico interesse comune, nel nuovo mondo degli Orfani bonelliani, è la sopravvivenza. Se per Madri guerriere avevo usato come keyword Avventura, per quest’episodio aggiungo il termine Sopravvivenza. Un parametro basilare che elimina qualsiasi categorizzazione per antipatia e sentimenti. Certo, se uno dei componenti del gruppo proprio non ti piace gli sbatti in faccia la tua opinione e amen! Patti chiari e amicizia lunga sono la base per raggiungere la colonia del nuovo mondo.

Immaginate la vocina fuori campo che apre gli episodi di The Walking Dead e partiamo con Previously on SBE’s Orfani:Nuovo Mondo... Rosa è sopravvissuta allo sbarco della nave spaziale capitanata da Cesar; insieme a quest’ultimo e Host, un robotino volante con l’umorismo nei circuiti, si è mossa alla ricerca di altri superstiti, trovando il giovane e indifeso Paul e il panciuto Amir. Il gruppo è servito!

NEL NOME DEL GRUPPO

KkHS9WojDpt4p1goPn278hCYMLeYDjpZS5jG8wCEAIELa sensazione che si ha leggendo Vertigini è che gli autori stiano giocando con lo schema inverso rispetto alla struttura della seconda stagione Orfani:Ringo, dove – nell’ultima parte della storia – i personaggi sono stati decimati esattamente com’era successo nella prima stagione. Nuovo Mondo ha alla base il senso di gruppo, e esattamente come nelle grandi storie incentrate sull’avventura  (basti pensare al nipponico One Piece), il numero di persone aumenta sempre di più.
La prima tavola di Vertigine ci catapulta nel pieno dell’azione, e individuiamo da subito due facce che non erano state introdotte precedentemente: Vincenzo – un uomo magrolino il cui aspetto ricorda il fumettista Gipi – e sua moglie Lora, una donna di colore che sembra essere cresciuta tra le sparatorie del Bronx e le cene di famiglia del Professore Matto.

Giovanni Masi, co-sceneggiatore dell’albo, membro di Uno Studio in Rosso, visto già all’opera su Dylan Dog, Battaglia e i Maestri dell’orrore, reduce anche dall’esperienza web di Harpun in tandem con Federico Rossi Edrighi, mostra fin dalla prima tavola una grande dimestichezza con le narrazioni avventuriere. La storia adotta uno schema che è tipico di alcune serie tv, in cui l’attenzione del lettore/spettatore viene catturata sin dalla prima pagina, rendendolo consapevole che i protagonisti nel bel messo della storia si troveranno in una situazione di estremo pericolo. Questo trick narrativo (basti pensare all’apertura di tanti episodi del già citato The Walking Dead) crea una lunga sequenza di aspettative che esplodono già prima della sigla o, nel caso del fumetto, prima di riprendere la storia nel punto in cui era finita nel numero precedente. Non è casuale, poiché Masi ha avuto anche esperienza nel campo della cinematografia e dell’animazione, e in alcuni punti la storia sembra strutturata realmente come uno storyboard, con la suddivisione delle tavole anche su cinque strisce. Vertigine è un buon esempio di quel dogma del non è importante cosa racconti, ma come!. Il lettore si chiede, nell’arco delle tre pagine d’apertura, che cosa sia accaduto tra il numero precedente e quello che sta leggendo, creando un moto alla lettura non indifferente. La forma didascalica del diario di Rosa assume, in questo caso, un ruolo centrale, ricoprendo la figura del narratore onnisciente che parla direttamente al lettore. Più cinematografico di così, non si può!

PERSONAGGI & DIALOGHI

qd00jS0ofKGxauk-Z1bC8Xz0q7DckcImS09LC1ZvbmwParticolare anche la scelta di strutturare alcune tavole, iniziali e quasi di chiusura, con un senso di lettura orizzontale che va ad accentuare l’instabilità provata dai personaggi. Le lunghe sequenze mute che avevano caratterizzato Orfani:Ringo sono soppiantate da lunghi dialoghi e scambi di battute, che sono fondamentali per la definizione dei ruoli e dei personaggi. Alcune situazioni sono reiterate proprio per fidelizzare il lettore. La sequenza onirica delle visioni di Rosa in cui rivede un vecchio compagno di viaggio, le freddure cibernetiche di Host, il “Non mi chiamo ragazzo, mi chiamo Paul“, sono già tormentoni (o tecnicamente rime) che in soli pochi numeri sono diventati importanti. Da lettore mi aspetto che ci sia quello scambio di battute per sentirmi parte della storia e prevedere i pensieri e le azioni dei personaggi. Basandomi proprio su ciò che carpiamo dal passato dei personaggi attraverso i dialoghi, ha suonato un campanello d’allarme. Dopo la santificazione del concetto di gruppo, credo in verità che non sia tutto così semplice. Per dirla fuori dai denti: Amir ha qualcosa da nascondere, soprattutto alla luce del suo passato. E non sarebbe la prima volta che un personaggio ideato da Recchioni possa celare qualche sorpresa. Seba docet!

Ai disegni torna Luca Genovese, visto all’opera su Bambini contro, il settimo numero della seconda stagione, e ai colori Luca Saponti. Genovese riesce ad avere un grande impatto visivo, soprattutto nelle sequenze d’azione, imprimendo sui volti dei personaggi espressioni che sono proprie del loro carattere. Il suo tratto, con forme tondeggianti e ben definite, rende l’ultima parte dell’albo, in cui troviamo numerose totali che si alternano a primi piani, una gioia per gli occhi che possono sfrecciare da destra a sinistra, su e giù, per seguire gli spostamenti dei personaggi. La lettura, infine, diventa sonora, con una preponderanza di onomatopee che hanno quel buon sapore di vecchia scuola. SZOCK, BLAM, SWISSSH!

E chiudiamo con il Toto-figlio, come sempre! A questo giro: il figlio della Juric. Maschio o femmina? Tanto resterà il figlio di una gran buona donna!


Ringo. Orfani: 1
L’inizio. Orfani: 1
Bugie. Orfani: 2
Verità. Orfani: 3
Vincitori e vinti. Orfani: 4

C4 MATITE:

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni si diverte a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni sceglie Dylan Dog come costante della sua vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. Nel 2013 studia sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 2015 e 2016 tiene un ciclo di lezioni sulla scrittura al S.O.B. per il corso di perfezionamento "Editoria per l'infanzia e il pubblico giovanile". Attualmente, collabora con la NPE, come traduttore e autore, è al lavoro sul primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA, e scrive un fantasy su Wattpad dal titolo "Ray Owlers, oltre il buio."

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