Recensione: Mickey et l’Océan Perdu, perché deve uscire prima di subito? Una stramba recensione

Editore Glénat
Autori Denis-Pierre Filippi (sceneggiatura), Silvio Camboni (disegni)
Prima pubblicazione 3 Gennaio 2018
Prima edizione italiana Non ancora annunciata
Formato 24x32cm cartonato
Numero pagine 64 pagine a colori

Prezzo 15 euro

Meno di un anno fa usciva la mia ultima recensione del Topolino Weekly. Mi piace pensare che qualche affezionato si accingesse a bere ogni settimana il sudore colato tra le pagine del topo nella mia rubrica fatta male e di fretta. Purtroppo è finita: il tempo mancava, il settimanale aveva smesso di appassionarmi e la forza di continuare è volata via con quei tre sospiri bollenti che erano il vento dell’estate scorsa. Avevo sogni e progetti, mettere su famiglia, trovare un lavoro serio e continuare a leggere Topolino. Ma niente, nessuno dei tre futuri mi attirava più.
Poi sono andato ad Angoulême, viaggio di lavoro, e mi sono trovato davanti un Camboni al massimo su Mickey et l’Océan Perdu. L’ho preso, l’ho gustato e la voglia è tornata.

STEAMPUNK A VOLONTÀ

Topolino steampunk l’abbiamo già visto, in decine di salse, dall’incredibile Darkenblot al perfetto Metopolis – ma anche il passato riserva grandi storie come “Topolino e l’isola nefausta” – attraverso la mano di molteplici artisti. Sì, l’abbiamo sentita mille volte ma, sì: questa volta è diverso. Non voglio togliervi il piacere di scoprire l’intreccio, quindi vi pizzico lievemente con l’incipit: sono passati diciassette anni dalla guerra che ha sconvolto il mondo e la popolazione si è salvata solo grazie alle scoperte del dottor Enigmus, capaci di utilizzare il corallo sul suolo marino come carburante. Topolino, Minnie e Pippo sono una squadra che si occupa di missioni di recupero tramite innovative tecnologie e pare che la loro ultima scoperta abbia stuzzicato la mente del famoso dottor Enigmus. Steampunk, ecopunk e avventura si mischiano in una storia ambientata in un mondo senza precedenti dove le leggi della fisica sono più strambe dei protagonisti.

DALLA FRANCIA CON CORAGGIO

Permettetemi un brevissimo preambolo. Perché ho chiuso la rubrica Topolino Weekly per davvero? Il settimanale non calava di qualità, anzi, l’ultimo anno ha dimostrato come la Panini, in particolare la direttrice Valentina de Poli, stia gestendo il topo al meglio. Eppure tutto ha un prezzo e quello che abbiamo pagato è stato la perdita di audacia. L’equilibrio tra trame originali, ritmi avvincenti e personaggi emozionanti si è leggermente sbilanciato in favore delle storie, lasciando i lettori davanti a sceneggiature ben calibrate ma con protagonisti talvolta vittime dei loro stessi archetipi. Ecco che arriva dritto sugli stinchi il lavoro di Filippi e Camboni che cambia le carte in tavola. Gli archetipi rimangono, i caratteri rimangono, ma la perfetta fusione di sceneggiatura e disegni riesce in quello che da tempo non leggevamo: farci riscoprire i personaggi. Questa la forza del volume Glénat che riesce a immergere il lettore in una storia innovativa e all’avanguardia sotto ogni punto di vista. I disegni di Camboni sono troppo, mi ci gioco il cilindro che per almeno dieci anni non vedremo niente di così forte; non mi soffermo nemmeno sugli elogi, gustatevi le tavole in anteprima e mettetevi a piangere sui vostri disegnini dell’asilo. Filippi ha un leggero cedimento nel quarto capitolo con uno spiegone che, per quanto ben mascherato, smorza leggermente il ritmo narrativo, ma non disperatevi perché da lì in poi è tutto in salita e guai a chi smette di leggere.

Infine debbo fare una confessione: questa non è una recensione (e se fa rima sapete come funziona, è automaticamente legge). Nossignore, questi altri non è che un appello disperato all’editore affinché faccia arrivare il prima possibile questo capolavoro in Italia. Nel frattempo compratelo pure da Amazon, quindici euro non sono nulla per quest’edizione in formato magnifico e il francese è davvero elementare. Non avete scuse, chi non lo legge si merita il lecca-lecca di Manetta.

C4 MATITE:

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Ho frequentato la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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