Recensione: Ragazze cattive, Ancco e la cattiva ribellione

Editore Canicola Edizioni
Autori Ancco, traduzione di Roberta Barbato
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 2018
Formato 17 x 24 cm
Numero pagine 184

Prezzo 18,00 euro

Corea del Sud. Città non ben definita. Anno? Neanche. A un certo punto si fa riferimento alla crisi finanziaria vissuta da vari paesi del sud est asiatico compresa la Corea del Sud che durò dal 1997 al 2001. Presumibilmente quindi siamo alla fine degli anni ’90, vista anche la tecnologia presente.

Le prime sei pagine ci mostrano la protagonista: solitaria, adulta, intenta a osservare l’ambiente circostante con attenzione distratta.

Dopo due pagine nere, vediamo una ragazzina di almeno 12 anni ricoperta di lividi che perde molto sangue. La camicia pare strappata, il volto è coperto di segni e il sangue non accenna a fermarsi.

È il padre che l’ha ridotta così. Viene picchiata regolarmente dal genitore, benestante, proprietario di una piccola società di costruzioni, che picchia moglie e figlie per farsi ubbidire. Così come viene picchiata dal vicino di casa. Dalla professoressa a scuola. E dal fidanzato, più tardi.

PICCHIARE VUOL DIRE POTERE

Ching Ju viene menata ogni giorno, così come viene menata l’amica Jeong – Ae. Uso il termine “menare”, anche se più colloquiale e poco usato nella forma scritta, per sottolineare la violenza che trasuda da queste vignette. Le due amiche vengono menate, menate e menate. Non perché siano ragazze (anche se di sicuro la violenza presente nelle loro famiglie è intrisa di maschilismo, costola di una società patriarcale) ma perché sono elementi deboli. In questo fumetto si parla di potere scaturito da una probabile profonda frustrazione incancrenita da un sistema educativo ferreo e rigido che prevede botte che deve essere esercitato sull’elemento debole più prossimo. Picchiare l’altro per sentirsi più forti.

La violenza genera violenza, si sa, e le due protagoniste diventano bulle che picchiano le studentesse più giovani.

OSTINATAMENTE RAGAZZA CATTIVA

Pur tutte le botte prese però, la protagonista si ostina nel voler comportarsi male, nell’essere una ragazza cattiva. Fuma, arriva tardi a scuola, risponde male ai professori, causa risse e non accenna il minimo pentimento. È una ribellione, sconclusionata e piena di rabbia, verso un sistema circolare in cui le cattive ragazze continuano a sfidare e a provocare, provocare, provocare.

Provocazione massima è la fuga di casa con Jeong – Ae. Finiscono in uno squallido affittacamere, dove sognano di libertà lontano da famiglie violente, ma per sopravvivere si improvvisano prostitute. Rimandate a casa da una maitresse, vengono riaccolte a casa dai genitori. Vengono picchiate non nell’immediato ritorno in famiglia, ma solo qualche giorno più tardi, dopo averle prese dalla professoressa.

In poco tempo, Jeong – Ae non si fa più vedere a scuola ed esce dalla vita di Ching Ju.

Questa provocazione quindi è anche una richiesta di attenzione: la ribellione, il comportarsi male diventa l’unico sistema per emergere dall’uniformità regolare in cui l’adulto (a.k.a. la società) vuole incamerarti. Le botte, me le aspetto. So che arriveranno e le vivo come una ricompensa, come un prezzo da pagare e anche come un gesto d’amore. L’adulto mi nota quindi mi picchia.

IL PASSATO (NON) SUPERATO

La protagonista (l’autrice?), da adulta, quando parla della propria adolescenza ne parla come di un fatto del passato che ha superato. Lei è rientrata nei cardini, dopo la turbolenza giovanile, ora fa la fumettista. Vede regolarmente i genitori a pranzo, dove invita anche un’altra sua compagna di scuola, complice bulla verso le studentesse più giovani tanti anni prima.

Rivive la sua adolescenza come se fossero delle storie che non le appartengono.

Non mi vergogno delle esperienze che ho vissuto. Piuttosto mi piace parlarne… È come se non appartenessero più. Ormai non sono altro che storie. Alcune le ho cancellate dalla memoria. Mi sono divertita, e per ciò che ho vissuto, sono contenta di essere quello che sono oggi.

Ne parla al passato, ma nel momento in cui incontra Jeong – Ae su un autobus non riesce a parlarle. Quest’ultima prende ancora botte, ha un figlio e probabilmente è ancora sulla strada. Il senso di colpa della protagonista è troppo forte: lei si è uniformata, mente a sé stessa di aver superato le sue esperienze, mentre la sua amica è ancora ribelle, è ancora una ragazza cattiva.

Non si rivolge alla sua amica per non affrontare il suo senso di colpa: un po’ senso di colpa del sopravvissuto, senso di colpa di essere ritornata nei canoni della società sud coreana, senso di colpa per aver abbandonato la ribellione e aver dato ragione a loro, agli adulti, a chi le picchiava.

Affrontare la vita terribile dell’altra vorrebbe dire affrontare la propria vita terribile, l’attuale sopravvivere a fianco del padre che la picchiava, ed è indubbiamente una cosa troppo grande da poter affrontare da sola.

Ancco ci serve un graphic novel non facile da digerire: per la violenza, per le molteplici letture e per i dubbi che ci lascia alla fine. Il tutto presentato con uno stile punk da fumetto underground, con neri pieni e chiaroscuri importanti. Il segno è sottile, non modulato, e la stilizzazione a tratti può risultare un po’ ingenua, alla fumetto disegnato male.

Non consigliato per una lettura leggera.

Ancco (Seongnam, 1983)inizia a disegnare presto, pubblicando nel 2003 le pagine del suo diario online, poi raccolte in Francia con il titolo Jindol et Moi (Éditions Picquier) nel 2007. Nel 2009 esce Aujourd’hui n’existe pas una serie di racconti basati su episodi di vita vissuta. Dopo aver vinto nel 2012 il premio coreano “Fumetti di oggi”, Ragazze cattive è stato premiato al Festival Angoulême 2017 come migliore rivelazione internazionale. Vive a Seoul.

L’autrice sarà ospite del Far East Film Festival di Udine con una mostra al Museo di arte moderna e contemporanea dal 20 aprile al 13 maggio 2018 e inoltre incontrerà il pubblico anche a Bologna, Napoli e Roma.

C4 MATITE:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.