Ragazzino va all’inferno, un viaggio mefistofelico underground

Il segreto affinché il rito funzioni è uno. Alle cose devi crederci se vuoi che accadano, scimunito!

 

IL PATTO COL DIAVOLO

Nel corso dei secoli il topos del patto faustiano è stato ripresentato in infinite salse: dalla celebre opera di Goethe ad oggi, sono innumerevoli le storie che parlano di patti con il diavolo, o con entità sovrannaturali che offrono grandi benefici, solitamente con un inghippo dietro.

Lo sviluppo di questi racconti, ormai classico, tende in genere verso un finale tragico, dove il protagonista è costretto a pagare il prezzo dei grandi vantaggi che vengono a lui offerti: questo prezzo talvolta consiste nella stessa vita del protagonista, l’anima, o le persone care. Esempi odierni di racconti che ricorrono a questo mezzo narrativo sono ad esempio il film Parnassus di Terry Gilliam, o fumetti come Death Note di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata.

NON PROPRIO QUELLO PER CUI AVEVO FIRMATO

Una volta che si è acquisita una discreta esperienza con questo tipo di racconti, può capitare di essere prevenuti a fronte dell’idea di conoscere già, a grandi linee, lo sviluppo di queste storie, quando esse sono il fulcro del racconto.

Ma capita, talvolta, che il topos del patto faustiano venga utilizzato consapevolmente con lo scopo di essere sovvertito, per raccontare qualcosa che trascenda i canoni del genere, come accade con Eric di Terry Pratchett. Similmente, un raro esempio di questa casistica è rappresentato dal fumetto “Ragazzino va all’inferno”, di Enrico Macchiavello.

Pur essendo il primo graphic novel pubblicato dall’autore, l’occhio più attento potrebbe riconoscere il character design dei personaggi. Macchiavello infatti ha anche partecipato alla realizzazione di alcuni corti animati per la Ceres, e ripropone qui una storia con una veste grafica che richiama particolarmente i canoni estetici underground già visti nei corti sopracitati: l’aspetto dei personaggi è apparentemente semplice, caricaturale, talvolta grottesco, presentando tuttavia una marcata caratterizzazione che definisce in maniera nitida i personaggi.

UN’ATIPICA STORIA DI VENDETTA

Ma di cosa parla? In questo fumetto abbiamo a che fare con un personaggio bislacco e totalmente antieroico, un giovane scolaro chiamato Ragazzino. Il personaggio in questione è… Brutto, senza mezzi termini, uno sfigato, preso di mira dai bulli, e vittima delle loro angherie. A prendere le sue parti, a scuola, vi è solo una ragazza chiamata Irma, per cui Ragazzino prova attrazione, lo sfogo della quale si prova decisamente controproducente. Sorpreso a masturbarsi nei bagni e filmato dai bulli, Ragazzino si ritrova coinvolto in un nuovo tormento. Deriso ed incapace di trovare conforto nel padre ubriacone, nella madre impasticcata ed apatica, o nel fratello prepotente, Ragazzino trova consiglio nella notte, quando lo spirito della nonna lo viene a trovare, consigliandogli di leggere la Bibbia, e inducendolo a richiedere aiuto a Satana.

Ragazzino da via così a una serie di eventi assurdi, incredibili e folli, ritrovandosi con poteri straordinari. Nel pieno della “tradizioneunderground, Enrico Macchiavello ci racconta una storia totalmente fuori dai canoni.

Ridam Rahman

Celebre scrittore di fama locale, nonché modesto megalomane. Attingendo alle forze dell'occulto ha ottenuto il titolo di dottore in Informatica alla Sapienza. Nel tempo libero adora leggere libri e fumetti, guardare film e serie tv, e giocare ai videogiochi. Ogni tanto si cimenta nella scrittura di racconti; ancor più di rado prova a dedicarsi allo sviluppo di videogiochi. La sua passione segreta è scrivere di sé in terza persona.

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