Strangers in Paradise Vol. #4

– Quando qualcuno ha intervistato il disegnatore Paul Pope sulla sua perdita dell’innocenza,
lui ha risposto: “Credo di averla pagata troppo”.


Mi sento proprio così, signor Pope.

Mi sento proprio così.
(Francine)

Ci siamo. Le trame si stringono ulteriormente e non potrebbe essere altrimenti. Con questo quarto capitolo di Strangers in Paradise abbiamo passato la boa di metà serie e siamo giunti alla trilogia finale dei sei tomi editi da BAO Publishing.

Per il sottoscritto ritrovarsi in mezzo ai protagonisti di SiP è un po’ come tornare a casa: calore, volti familiari e mura amiche… Ma se invece è la prima volta che approcciate alla serie, il consiglio è ovviamente di partire dal primo volume. Se siete incuriositi ma non ancora convinti, le recensioni (spoiler free) dei primi tre capitoli di SiP le trovate qui, qui e qui.

LA PERDITA DELL’INNOCENZA

Sip 4 - CoverIn questo quarto volume il buon Terry sorprende di nuovo e spiazza il lettore. Già perché anche se non manca la solita dose di intrighi (i piani di Tambi, le ragazze di Parker e il destino di David sono solo alcuni dei punti salienti del volume), sotto-trame e azione, il “cuore” di questo libro è altrove. È nella consapevolezza di aver perso per sempre la propria innocenza, nell’analisi che questo “strappo” porta con sé e nel ritrovarsi adulti. Nell’introspezione.

Francine e Katchoo dovranno fare i conti con loro stesse, con chi sono veramente e dovranno capire dove sono arrivate e dove vogliono andare. Francine dovrà fare una scelta: sposare Brad e realizzare le fantasie e gli ideali sognati (imposti?) da ragazzina, oppure correre tra le braccia di Katchoo, l’amore della sua vita.

WHAT…IF?

Francine-and-Katchoo-snuggle-strangers-in-paradise-5778669-600-928La scrittura di Moore guida il lettore attraverso un’attenta e approfondita autoanalisi, nella quale è difficile non immedesimarsi. Che sia il “what if..?” di marvelliana memoria oppure la sindrome da “Sliding Doors”, il risultato è che chi legge si trova a porsi delle domande, a interrogarsi. Esattamente come succede a Francine e Katchoo. Attraverso il pensiero delle protagoniste ci si riscopre a fare il punto della situazione: dove saremmo ora se non avessimo commesso i nostri sbagli? Cosa sarebbe cambiato se avessimo intrapreso un’altra strada? Saremmo più felici se avessimo fatto scelte diverse? Una risposta vera e propria non c’è per nessuno. Quello che è certo è che anche questa volta il viaggio delle due protagoniste è il viaggio di ciascuno di noi. Perché un pezzo della nostra vita, fosse anche solo un frammento minuscolo, esiste e vive nelle pagine di Strangers in Paradise.

IN CONCLUSIONE

SiP 4Terry Moore continua a giocare con la narrazione e con i piani temporali. Il racconto si muove ora nel presente, ora nel futuro. L’autore si diverte a costruire e a modellare le tavole, inserisce pagine e pagine di meta-romanzo (intitolato ovviamente “Strangers in Paradise”), di testi di canzoni e poesie. Moore maneggia sapientemente tanto la scrittura quanto il segno e arricchisce il tutto con un tratto che, rispetto ai primi volumi, si fa via via sempre più maturo e delineato; in questo quarto capitolo c’è spazio anche per volti espressivi, per un disegno più chiaro e nitido. Il ritmo della narrazione è il vero motore della serie, Moore lavora con le emozioni e coinvolge: una pagina si piange e quella dopo si scoppia (letteralmente) a ridere.

Se avete amato i primi tre volumi della serie… Be’, bentornati a Casa. Se invece state approcciando per la prima volta a Strangers in Paradise sappiate che vi aspetta un mondo bellissimo, dovete solo varcare la soglia e lasciarvi andare.

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Si prepara la strada ai due volumi conclusivi, il gran finale di Strangers in Paradise si delinea all’orizzonte, le ragazze di Terry sono tornate.


Strangers in Paradise: Vol. 4
Strangers in Paradise: Vol. 3
Strangers in Paradise: Vol. 1
Strangers in Paradise: Vol. 2
Strangers in Paradise – Omnibus Edition

Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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