Redneck #1 – In fondo al cuore

Non esiste lieto fine, quando vivi per sempre

LA TRAMA

I Bowman sono una famiglia di vampiri che vive da anni a Sulphur Springs nel Texas Orientale. La famiglia, composta da Jv, il capo famiglia, i suoi tre figli Slap, Greg, Seamus, la piccola Perry, lo zio Bartlett e il “nonno, si occupa di allevamento di bovini, un’attività redditizia e che permette al nucleo di avere sempre a disposizione sangue fresco di cui nutrirsi. I Bowman vivono in un fatiscente ranch fuori città, conducendo una vita appartata, nascondendo la loro vera natura e limitando i contatti con gli umani, con i quali hanno comunque instaurato un rapporto di pacifica convivenza dopo un passato alquanto sanguinoso e turbolento. Tuttavia, dopo una misteriosa serata passata in città dai figli di JV e Bartlett, il bestiame della famiglia viene misteriosamente massacrato e Slap viene trovato impiccato e carbonizzato. La morte  del giovane vampiro fa riaffiorare tra i Bowman un odio antico che sembra pronto a scatenarsi da un momento all’altro in tutta la sua ferale brutalità contro la città e i suoi abitanti. Cosa è successo quella sera? Chi è il colpevole della morte di Slap? Riusciranno i Bowman a tornare alla pace tanto a lungo agognata o saranno costretti a riaprire la guerra contro l’umanità durata per secoli? Queste sono solo alcune delle tante domande poste dal primo folgorante volume di Redneck, fumetto scritto da Donny Cates e disegnato da Lisandro Estherren, edito negli USA da Skybound, l’etichetta di Image Comics diretta da Robert Kirkman, e portato in Italia da Saldapress.

UNA FAMIGLIA DI VAMPIRI IN TEXAS

Distaccandosi parecchio dall’immaginario gotico-stokeriano, ma anche dalle derive urban-fantasy stile Blade, Underworld e Guardiani della notte e dalle interpretazioni teen drama alla Twilight, gli autori di Redneck portano i vampiri nel Sud degli Stati Uniti, in una terra di frontiera fatta di cowboy, portici di legno che sembrano fatti per bere birra al tramonto, fucili, bestiame, strade polverose e vecchi conti in sospeso.

I Bowman sono quanto di più lontano si possa immaginare rispetto agli aristocratici e languidi dandy a cui tradizionalmente tendiamo ad associare la figura del vampiro nella cultura popolare. Essi sono allevatori dai modi rozzi e impulsivi che vivono una vita ai margini della società, dominati dalla paura di rivelare la loro vera natura e intenti a mantenere l’equilibrio del loro piccolo mondo rurale. Tuttavia, da un lato, Jv e la sua famiglia appaiono proprio come dei comuniRedneck, ovvero degli zoticoni della provincia americana impegnati in un lavoro di bassa lega che gli garantisca la sopravvivenza, dall’altro è facile percepire la difficoltà per una creatura potente come un vampiro di condurre un’ esistenza di questo tipo.

I Bowman sono arrivati alla pace siglando un compromesso con la propria natura, sublimando la loro sete di sangue umano e controllando i propri istinti, ma per quanto questa strategia riesca a mantenere l’equilibrio è cosa incerta, soprattutto in una terra violenta e spietata come il Texas rappresentato da Cates e Estherren, che ricorda per certi versi quello dei romanzi Joe Lansdale e le atmosfere del sud sporco e cattivo di quel capolavoro che è Southern Bastards di Jason Aaron. Inoltre è ancora vivo nei Bowman il ricordo di un tempo “glorioso” dove i vampiri erano temuti per la loro forza e la loro crudeltà, ci sono dunque tradizioni obsolete da abbandonare e la ricerca costante di un nuovo modo di vivere e rapportarsi su questa terra, quasi come se in Redneck, al di là del pretesto dei vampiri, fossimo di fronte ad una vera e propria storia di formazione.

L’immortalità è rappresentata come una condanna ad un’eterna sofferenza, ad una lotta continua per trovare un posto nel mondo ad una natura, quella del vampiro, che sembra essere inaccettabile. Questa tensione essenziale ed esistenziale è affrontata in modo molto efficace dall’autore, che delinea all’interno della vicenda un vero e proprio spaccato famigliare fatto di ricordi, rimorsi, dolori antichi, scambi di vedute e decisioni da prendere, restituendoci i Bowman in tutta la loro genuina “umanità” in contrasto perenne con la loro essenza demoniaca. Nonostante questa attenzione per lo sviluppo dei rapporti tra i personaggi e alcune parti introspettive volte a dare loro profondità e a farci scoprire qualcosa del loro passato, in particolare rispetto allo zio Bartlett, vero protagonista di questo primo volume,  la narrazione è sempre scorrevole e il ritmo elevato. I dialoghi sono caratterizzati da un linguaggio schietto e asciutto e gli eventi narrati hanno delle improvvise  accelerazioni che esplodono in violente e drammatiche scene d’azione.

PER NOI, QUANDO SPUNTA IL SOLE DIVENTA ANCORA PIÙ BUIO

Dal punto di vista visivo, Redneck è caratterizzato da uno stile essenziale e fortemente espressivo. Il tratto di Estherren è sporco, grezzo e sintetico, a volte quasi abbozzato, ma sempre molto efficace nel comunicare le emozioni dei personaggi attraverso espressioni e gestualità. Gli ambienti sono delineati senza abbondare con i particolari, ma riescono a restituirci bene la decadenza rurale della provincia americana. Altro punto fondamentale del fumetto sono i colori di Dee Cunnife. Il colorista sceglie di giocare sulla dicotomia costante tra toni freddi di blu, viola e marrone, squarciati da luci rosate e arancioni, fino ad arrivare agli schizzi rossi del sangue e alle vampate distruttive e accese del fuoco, elemento fortemente presente nel corso del volume. I colori sono altamente connotativi a livello semantico, esprimendo bene la natura conflittuale dei vampiri: creature notturne e crepuscolari, ma legate, indissolubilmente, al rosso del sangue e al limite mortale della luce che si trasforma in fuoco sulla loro pelle.

CONCLUSIONI

In conclusione, questo prima volume di Redneck, portando il mito del vampiro nella dimensione rurale e provinciale di un Texas crepuscolare e violento, traccia le basi per una grande epopea famigliare che sembra spingere più sul lato realistico e umano, piuttosto che su quello fantasy e gotico tradizionalmente legato alla materia vampiresca. I legami tra i personaggi e le loro storie vengono indagate con profondità, la narrazione è scorrevole, i disegni efficaci e non mancano azione e colpi di scena ad intrattenere il lettore. Sono molto curioso di sapere come continuerà la storia dei Bowman e se gli autori riusciranno a mantenere il buon livello di questo volume.

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

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