Recensione: Sostiene Pereira

Editore Tunuè
Autori Antonio Tabucchi (autore del romanzo), Marino Magliani (sceneggiatore) e Marco d’Aponte (disegnatore)
Prima pubblicazione 2014
Prima edizione italiana 2014
Formato Cartonato – 17×24 cm
Numero pagine 144, a colori e in bianco e nero

Prezzo 18,90€

Ma come non hai saputo? Hanno massacrato un allentejano sulla sua carretta.
Ci sono scioperi qui in città e altrove… Ma in che mondo vivi,
tu che lavori in un giornale?
Padre Antonio a Pereira

Antonio Tabucchi (scomparso a Lisbona nel 2012) è stato uno scrittore italiano, tra i più grandi conoscitori del Portogallo, paese a cui era legato da un profondo amore. Tra i libri più famosi e di successo dell’autore c’è Sostiene Pereira: Tunuè ne pubblica l’adattamento a fumetti, sceneggiato da Marino Magliano per i disegni di Marco d’Aponte.

sostiene pereira

Ci sono due ipotesi: o lei è un incosciente o lei è un provocatore,
e il giornalismo che si fa oggigiorno in Portogallo non prevede
né incoscienti e né provocati..
Pereira a Monteiro Rossi

UNA FUGA DALLA REALTÀ

sostiene pereiraSiamo a Lisbona nel 1938: il Portogallo è governato dalla dittatura di Salazar, di chiaro stampo fascista. Il dottor Pereira è un giornalista che cura la pagina culturale del Lisboa, un quotidiano in voga nella capitale portoghese. Pereira non è minimamente interessato alla situazione politica che lo circonda, bensì conduce una vita dedita esclusivamente alla letteratura e al lavoro. Di grande importanza, per lui, è il passato: parla costantemente con il ritratto della moglie ormai scomparsa e non perde occasione per ricordare se stesso da giovane, quando poteva vantare una splendida forma fisica, definitivamente persa. L’incontro con un giovane autore, tale Monteiro Rossi, porta nuova linfa alla sua esistenza: il ragazzo è il figlio che Pereira non ha mai avuto ma sempre desiderato. Ormai perso nella propria solitudine, il rapporto con Rossi e con la sua affascinante compagna, Marta, lo riporta a contatto con la realtà, che si rivela più cruda di quanto si fosse immaginato: il giornalista inizia a capire come anche quel fortino in cui si è arroccato non sia esente da influenze esterne; così, dovrà stare attento agli articoli scritti dal suo nuovo collaboratore, troppo provocatori per poter essere accettati dal regime, e capire che anche la sua umile pagina è, seppur indirettamente, sottoposta a censura.

sostiene pereiraLa dittatura è una presenza reale nella vita della Nazione, ma sembra quasi che fino a questo momento Pereira non se ne sia reso conto: si ha l’impressione che il mondo circostante sia semplicemente scivolato addosso al protagonista e che, infine, una scintilla lo abbia destato dal suo sonno. Da questo momento, infatti, una serie di eventi lo porteranno ad avere sempre più consapevolezza della realtà, della sua atrocità.

– I letterati sono tutti in ferie, forse in vacanza, chi al mare e chi in campagna.
– Forse stanno semplicemente in casa loro, non devono avere molta voglia di andare in giro, con i tempi che corrono.
Pereira e Monteiro Rossi

PASSATO, PRESENTE E FUTURO

sostiene pereiraSeppur ancora inconsapevolmente, Pereira inizia a volgere lo sguardo in avanti, dapprima al presente e poi al futuro. Se l’incontro con Rossi gli ha fatto aprire gli occhi, il ricovero, la conoscenza e le conversazioni col dottor Cardoso sono gli elementi che gli forniscono definitivamente la spinta ad agire. Nel suo ruolo di intellettuale e di giornalista, infatti, avrebbe la possibilità di far sentire la propria voce: se inizialmente affermava che “il mondo è un problema, e non saremo certo noi a risolverlo”, col proseguire della storia la sua convinzione cambia profondamente. “Cerchi di frequentare il futuro”, gli suggerisce il medico. Pereira è un emblema, simbolo di tutti coloro che preferiscono rifugiarsi in un mondo fittizio pur di non affrontare una realtà scomoda; ma è anche emblema del coraggio di cambiare, di stringere i denti per lottare nel momento in cui si comprende con più chiarezza la propria situazione.

– Noi abbiamo sempre avuto bisogno di un capo, ancora oggi abbiamo bisogno di un capo.
– Però io faccio il giornalista.
– E allora?
– Allora devo essere libero.
Pereira e il suo amico Silva

SOSTIENE, PEREIRA…

sostiene pereiraCome già il romanzo, anche questa trasposizione a fumetti si apre con il sintagma “Sostiene Pereira”, ripetuto poi più volte nel corso della storia. L’autore vuole portarci quasi ad avere una conversazione con il protagonista, o quanto meno vuole farci credere che una conversazione ci sia stata e che noi ne stiamo leggendo un resoconto. Questo stratagemma rende l’intera vicenda molto più vicina al lettore: la figura di Pereira diventa ancora più umana di quanto non potrebbe essere per le sue titubanze, le sue indecisioni, i suoi timori e le sue passioni.

Questa frase ricorrente, poi, permette all’autore di andare a scavare più profondamente nei sentimenti del protagonista, di aprire una finestra nel cuore di Pereira a cui il lettore può affacciarsi per scrutarne l’interno: vediamo come lo scorrere del tempo influenzi profondamente il giornalista, vediamo ogni suo passo avanti e ogni suo arretramento nel percorso che lo porta al riconoscimento del mondo.

– Anch’io forse non sono contento per quello che succede in Portogallo.
– E allora faccia qualcosa.
– Qualcosa come?
– Be’, lei è un intellettuale… Dica quello che sta succedendo in Europa, esprima il suo libero pensiero
Pereira e la Signora Delgado

L’INESORABILE SCORRERE DEL TEMPO

sostiene pereiraSostiene Pereira è sicuramente un’opera di denuncia sociale: in più occasioni si pone l’accento su vicende di discriminazione razziale, di violenza o di crudeltà in generale (su tutte, quella che conclude la storia). Guardando da un’altra angolazione, però, si può anche notare come un punto centrale sia il tempo e, ancor di più, il suo scorrere. Pereira ricorda con amarezza i tempi andati, quando era circondato da belle donne tra cui scelse la moglie, quando riusciva a nuotare con disinvoltura. Il tempo lo ha cambiato, lo ha trasformato in un grassoccio e cardiopatico uomo di mezza età, con poco coraggio e poca voglia di vivere, ma tutto è destinato a cambiare ancora.

Questa è una di quelle storie che restano dentro, che non si può non sentire proprie: ognuno di noi potrebbe essere Pereira. Potremmo vivere una vita fatta di illusioni, senza renderci conto della realtà che ci circonda, soggetti all’inesorabile scorrere del tempo.

I disegni di Marco d’Aponte riescono a emozionare a ogni tavola. Ogni vignetta potrebbe tranquillamente essere un quadro a sé stante: i colori, il tratto della matita e le pennellate costituiscono delle vere opere d’arte e vanno sempre a creare la giusta atmosfera. Davvero sublimi, infine, le tavole in cui si dipana la vicenda finale della storia: la scena diventa in bianco e nero, tutti i colori scompaiono a eccezione del rosso. Il rosso del sangue, conseguenza della repressione dittatoriale, che squarcia le tavole come i pugni squarciano la carne.

– Forse c’è stato un evento, un avvenimento che ha sconvolto o che ha turbato il suo equilibrio.
– Ho conosciuto una persona, anzi due, un giovanotto e una ragazza. 
Il Dr. Cardoso e Pereira


Sostiene Pereira
L’isola senza sorriso
Il giro del mondo in 80 giorni
Oliver Twist: 1
Rughe

C4 MATITE:

Nicola Manocchio

Da sempre grande appassionato della carta stampata, libri o fumetti che siano. Da piccolo consumava più Topolino e romanzi fantasy che pane, da grande allarga gli orizzonti alle più svariate tipologie. Tra una lettura e l'altra occupa il tempo giocando alla cara "Play" e guardando serie tv. Pubblica video su youtube con lo pseudonimo di DrNicman. Studente freelancer per quel che resta.

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Nessuna Risposta

  1. Nicola Manocchio ha detto:

    Ciao Dp, e grazie per il tuo commento.
    Ho ritenuto necessario affrontare largamente la trama di un’opera così complessa non dando per scontato che tutti possano già conoscerla o aver letto il libro. Un lettore potrebbe avvicinarsi per la prima volta a questa opera, dunque ho pensato fosse appropriato analizzare la figura di Pereira e la vicenda nel suo insieme.
    Per questioni di spazio, infine, l’analisi del disegno è stata trattata in maniera molto rapida: mi rendo conto che la mia scelta, come tutte le altre e i giudizi che si esprimono in sede di recensione, può non essere condivisa.
    Ti ringrazio ancora per il tuo commento perché mi servirà di stimolo per migliorare nelle mie prove future.
    A presto.

  2. DP ha detto:

    Mi sento di muovere un critica all’articolo che di critiche all’opera presa in esame non ne fa. Ci si dilunga fin troppo sulla trama del libro che non ha certo bisogno di una ulteriore recensione visto che qua si parla di qualcos’altro, di un fumetto. Non vengono quasi o niente analizzati il linguaggio e quindi la trasposizione da un modello cartaceo ad un altro. Il disegno poi viene marginalmente affrontato se non nell’ultimo capoverso solo per una adulazione fine a se stessa.
    Non venendo affrontati se non superficialmente i punti di forza e evitando di parlare dei punti di debolezza non si può considerare questo articolo una recensione.

  1. 9 febbraio 2015

    […] Sostiene Pereira racconta la storia di un uomo mediocre che vive in Portogallo nel 1938 del tutto indifferente al regime dittatoriale Salazarista, l’incontro con un giovane idealista, però, segnerà la sua vita spingendolo per la prima volta ad agire in prima persona. Per saperne di più, qui ne potrete trovare la nostra recensione. […]

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