Star Wars – Darth Vader – Macchina imperiale

Ho grandi speranze per ciò che potremo fare insieme. Ma prima… avrai bisogno di una spada laser
Lord Sidious

LA STORIA FIN’ORA

credits: Olivier Coipel

“Imperial Machine” è il seguito ufficiale del terzo episodio della saga di Guerre Stellari: “La vendetta dei Sith”.
La Repubblica ha ormai cessato di esistere, il Senato ha i giorni contati e l’ordine dei Jedi è stato distrutto a causa di un serpe covata in seno: Anakin Skywalker, il ragazzo che secondo la leggenda avrebbe dovuto riportare equilibrio nella Forza e che invece sembra abbia fatto tutto il contrario passando al lato oscuro; anche a causa delle macchinazioni Palpatine, il signore dei Sith divenuto il padrone del nuovo impero galattico.
Per Anakin le cose non stanno andando come previsto: è uscito gravemente mutilato e menomato dallo scontro che ha perduto contro l’ex amico e mentore Obi-Wan Kenobi: ora il suo corpo è più macchina che umano, anche se per lui la perdita più grave è stata la morte di Padme la donna che amava.

LA STORIA

Negli ultimi minuti de “La vendetta dei Sith” lo vediamo in preda alla collera e al dolore e lo ritroviamo proprio così nella prima pagina del fumetto. Anakin Skywalker non c’è più e ha lasciato il posto al neonato Darth Vader. Ma come gli spiega il suo nuovo maestro, la strada per divenire un Sith è lunga e difficile, la sua prima missione sarà quella di accaparrarsi una spada laser, perché un vero accolito del lato oscuro non può semplicemente trovare o costruirsi un’arma, la deve strappare dalle mani di un Jedi sconfitto in duello.
E qui sorge il primo problema che potremo definire “tecnico”… tutti i Jedi sono stati cacciati e uccisi! O forse no?
Pare che esistano dei Jedi che hanno fatto il voto di Barash, una sorta di esilio/penitenza che li costringe ad abbandonare ogni attività dell’ordine per vivere soli e in totale comunione con la Forza.
Vader ne scova uno, si chiama Kirak Infil’a il quale ha dedicato la sua intera vita solo ed esclusivamente al combattimento, se vuole sconfiggerlo non gli basteranno le sue tecniche di combattimento e nemmeno il suo grande controllo sulla Forza… ma non dico altro, se volete sapere quello che succederà dovrete leggere il fumetto.

Credits: Giuseppe Camuncoli

METÀ UOMO, METÀ MACCHINA, TUTTO SITH

Tra i fumetti ambientati nell’universo di Star Wars, le avventure di Darth Vader sono quelle che leggo più volentieri. Quando da bambino ho visto il mio primo film di Guerre Stellari, (ovviamente stiamo parlando di tecnologia analogica in VHS) anche se incuteva timore ed era un gran bastardo, Fener (prima si chiamava così) è diventato fin da subito il mio personaggio preferito e non sbaglio se dico che è il personaggio preferito della stragrande maggioranza dei fan di Star Wars.
Quindi ho subito ceduto al lato oscuro accaparrandomi il volume “Star Wras: Macchina Imperiale”, anche attirato dalla strepitosa copertina di Jim Cheung.

Questo primo volume si potrebbe definire a tutti gli effetti un sci-fi action. “Fantascienza” per le ambientazioni esotiche e la tecnologia avveniristica tipiche della saga di Lucas e “azione” per i numerosi duelli e continui scontri che Vader a volte subisce e altre volte causa.
A differenza della serie precedente scritta da Kieron Gillen, notiamo fin da subito che il nuovo sceneggiatore Charles Soule protende per un approccio molto più diretto e avventuroso.
Si potrebbe quasi paragonare ad un vecchio piacchiaduro platform a scorrimento da sala giochi: hai un obbiettivo, hai dei livelli da superare e alla fine di ogni quadro devi sconfiggere il boss. E aggiungo che adoro i vecchi giochi in 2D!
Questa scelta “registica” permette al disegnatore regolare della serie, Giuseppe Camuncoli, di realizzare tavole ricche d’azione e combattimenti, che di solito in questo genere di comic book sono le più belle e amate dai lettori.

Credits: Giuseppe Camuncoli

IN CONCLUSIONE

Penso che “Macchina Imperiale” sia un importante tassello della grande saga di Guerre Stellari (O almeno lo sarà fino a quando, tra un paio di decadi, qualcuno deciderà di cancellare e resettare tutto, come è già successo con l‘universo espanso non molto tempo fa.)
Tra episodio tre e quattro passano diversi anni e ci sono molte avventure che potrebbero essere raccontate e dettagli che potrebbero essere spiegati, come in questo caso le origini della rossa light saber.
Da nerd e appassionato di Star Wars, durante la lettura il mio Super Io è stato costantemente alla ricerca di eventuali errori di continuity o di concetto (vogliamo parlare dell’improbabile effetto devastante dell’attacco kamikaze in Episodio 8? No, meglio non parlarne), ma devo dire che lo sceneggiatore ha svolto un buon lavoro di scrittura che in alcuni casi ha riservato anche delle sorprese inaspettate; come ad esempio lo sfoggio di potere nell’uso della Forza mai visto fin’ora da parte di Darth Vader! Dal lato grafico Camuncoli è sempre una sicurezza, anche se i disegni di alcune tavole sembrano un po’ frettolosi e poveri di dettagli, in altri lavori precedenti ha dimostrato che può fare di più.
“Macchina imperiale” è stata una lettura piacevole e lo sarà anche per tutti gli altri appassionati di Star Wars.
Che la Forza sia con voi.

Credits: Giuseppe Camuncoli

Marcello Davide De Negri

L'autore è Marcello Davide De Negri, figlio degli anni '80, cresciuto a pane e fumetti. La sua grande passione sono i supereroi e ci sono ben poche cose che sfuggono alla sua conoscenza quasi maniacale dell'argomento.

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