Recensione: The Promised Neverland #1 è la speranza dello shounen

Editore J-Pop Manga
Autori Kaiu Shirai (sceneggiatura) e Posuka Demizu (disegni)
Prima pubblicazione Dicembre 2016
Prima edizione italiana Gennaio 2018
Formato 12 x 17 cm brossurato
Numero pagine 192 in bianco e nero

Prezzo 5,90 euro

Questa volta andiamo dritti al punto: The Promised Neverland è la speranza dello shounen. Buttata la bomba possiamo cominciare la recensione del primo volume, edito da J-Pop, dove spiegheremo perché c’è bisogno di più manga come Yakusoku no Neverland. E oggi non partiamo dalla trama ma da una semplice domanda:

COSA SIGNIFICA SHOUNEN?

La descrizione didascalica la trovate con una veloce ricerca, mentre qui parliamo di cosa dovrebbe essere lo shounen. L’impegno preso da un manga per ragazzi nell’età dell’adolescenza è alto, si tratta di crescere e formare un individuo in procinto di entrare a tutti gli effetti nella società. È quindi normale che gli elementi base siano sfida e competizione, caratteristiche profondamente radicate nella cultura giapponese che si estendono a concetti come il superamento dei propri limiti fisici e mentali. Il resto è strumento della narrazione. Non è un caso, infatti, che i manga shonen più famosi siano quelli di genere battle, ovvero storie dove i protagonisti progrediscono nella loro crescita fisica e mentale attraverso battaglie che li portano davanti a nemici sempre più forti e strategicamente abili. Si tratta, però, di un leitmotif che scade nella saturazione del mercato che costringe gli autori a spostare l’attenzione narrativa sui personaggi e non sulla loro crescita. Una mossa che in giappone come nel resto del mondo capitola nella volontà dell’adolescente di essere come il suo personaggio preferito e non di arrivare a quest’ultimo. Qual è, dunque, la soluzione per far si che si torni alla narrativa di formazione? Semplice, con manga come The Promised Neverland.

OK MA DI CHE PARLA?

E sia, vediamo questa trama, ma non più di due righe!
Presumibilmente nell’anno 2045, ci troviamo in un orfanotrofio. Emma, Ray e Norman sono tre orfani di undici anni e pare proprio che siano i prossimi a trovare famiglia, soprattutto grazie alle loro determinanti doti intellettive e fisiche. Dispiace a tutti lasciare l’orfanotrofio, un luogo pacifico e immerso nella natura, sotto la protezione della Mamma, dove si può giocare e imparare divertendosi in piena libertà. Le regole sono poche: fare i bravi, aiutare e aiutarsi, non uscire mai dal perimetro. Il caso porterà Emma e Norman a scoprire una terribile verità in grado di convincerli a mettere in opera un piano apparentemente impossibile: scappare.

NON IL SOLITO SHOUNEN

Manga come L’attacco dei gigantiHunterXHunter si distinguono dai classici battle shounen per la profonda caratterizzazione psicologica dei personaggi, per l’intricato intreccio della trama che si dirama tra segreti e misteri, ma soprattutto per la difficoltà dei protagonisti nell’accettare la crescita. Perché, proprio come nell’adolescenza, crescere significa accettare e confrontarsi con le difficoltà della vita, superabili solo tramite una presa di posizione e non grazie a nuovi e strampalati poteri. The Promised Neverland si aggiunge alla lista dei manga in questione senza perdere il confronto. Kaiu Shirai, la sceneggiatrice, riesce a far immedesimare il lettore nei personaggi terziari, una mossa coraggiosa ed efficace: è infatti impossibile prevedere le svolte della trama e l’unico modo che abbiamo per andare avanti è fidarci dei tre protagonisti e crescere insieme a loro. Emma, Ray e Norman non sono infallibili e difficilmente il lettore si troverà a voltare pagina sicuro della vittoria dei suoi beniamini che, con l’andare della storia, si troveranno a fronteggiare una difficoltà dietro l’altra senza però darsi mai per vinti. E se ciò non vi basta date tempo alla serie, mi permetto di anticiparvi che arriverà l’azione, il dramma e i colpi di scena vi faranno davvero tremare. Ancora non vi basta? Allora sappiate che l’orfanotrofio non è che la parte più piccola dell’incredibile e vastissimo mondo di TPN.

In conclusione, non avete motivo di non dargli una chance. L’ottimo volume di J-Pop contiene inoltre un paio di magnifiche pagine a colori per il prologo, senza contare la qualità di stampa della consueta sovraccoperta davvero di ottima fattura. Affrettatevi, a breve uscirà il secondo numero: non vorrete farvi trovare impreparati quando sarà ormai assodato che The Promised Neverland è il futuro dello shonen, vero?

C4 MATITE:

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Ho frequentato la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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