Tough

Se vedi una bella donna, ti viene voglia di portartela a letto. E se vedi un uomo forte, ti viene voglia di combatterci. E’ questo l’istinto di un vero uomo.

PICCHIA, PICCHIA, PICCHIA

u002Tough è un seinen che non lascia troppo spazio a nessun tipo di interpretazione, fin da suo inizio è chiaro che i pugni e i calci (con notevoli varianti per ginocchiate e gomitate) sono la grammatica scelta da Tetsuya Saruwatari per punteggiare le sequenze degli avvenimenti che confezionano la storia. Innanzitutto è necessario precisare che il sapore che rimane in bocca dopo la lettura dei primi numeri è il frutto, omesso, maturato da un manga antecedente che dovrebbe in qualche modo introdurre i personaggi che in Tough vivono già in una fase avanzata, manga che ad oggi è ancora inedito in Italia. Quindi è necessario correre fin da subito perché leggere questa storia richiede la stessa abilità di chi salta su in treno in corsa. Tough va a ad allargare la già ampiamente rappresentata schiera dei manga cosiddetti “picchiaduro“, non nasconde mai la sua ispirazione violenta, ricercata e spesso forzata attraverso gli innumerevoli scontri che si succedono a grande ripetizione. In certi casi pare fin troppo scontato il pretesto per assistere ad incontri ufficiali o occasionali, ma è un rito che si consuma con un modus operandi così chiaro che si fa ritmo e cadenza ben delineata.

LE REGOLE DELLA DISCENDENZA

Kiichi Miyazawa è il protagonista nonché il discendente della gloriosa scuola di arti marziali Nadanshinkage. Suo padre è anche il suo maestro spirituale e personale insegnante, ligio alle severe regole della disciplina e soprattutto del rispetto dell’avversario e degli uomini in genere. La storia utilizza spesso l’espediente filosofico o religioso per offrire spessore ai personaggi che si susseguono, un po’ troppo aridi e scarni del bagaglio psicologico. Non c’è tempo per affezionarsi ad un nome che non sia quello del protagonista o al massimo del ricorrente tormento individuato nel tanto odiato Kiryu. Le pagine corrono via rapide e il motivo di questo movimento lesto è nascosto in quel felpato piacere che si incontra in una stilla di curiosità, animata dal continuo susseguirsi degli eventi, che incedono vorticosi, tambureggianti, adatti a un genere di lettura scaltra, leggera, poco impegnativa. Di fatto i dialoghi non sono memorabili, ma scarnificati e ridotti ad abiti minimi per una sceneggiatura altrettanto semplice. Meccanismo che funziona, rendendosi utile al dinamismo sviscerato che produce la lettura. Rispetto ad altre opere simili, si perde un po’ l’aspetto evolutivo dei combattenti, non viene mai chiaramente messo in luce la ragione per la quale un uomo deve mettersi di fronte a una scelta di vita così radicale e votata alla distruzione di sé e degli altri, se non in quei casi dove rapidamente viene accennato ad un passato di ingiustizie o ai soliti soprusi subiti nell’infanzia o nei processi di un abbandono doloroso.

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FUORI I MUSCOLI

n001Già prima di questo fumetto abbiamo potuto constatare come il corpo umani possa esplodere letteralmente sotto l’effetto dell’ipertrofia grafica, ma davvero non ci abitua mai. Anche qui i corpi sono gonfiati oltre ogni qualsiasi ragionevole misura anatomica, e se con ken il guerriero ci siamo arresi alla logica delle radiazioni atomiche con Tough bisogna di buon grado farsi complici di una normalità ottenuta col severo allenamento. A supporto di questo doveroso punto troviamo un disegno generalmente molto adeguato, ben definito, che non si risparmia e che continua tavola dopo tavola a rifinire operosamente ogni angolo morto. Leggeri cambi di stile pongono leggere varianti sul tema, laddove smorzano ora disegni più realistici e ora passaggi più stilizzati, passaggi necessari anche per il cambio narrativo che sovente si scrolla di dosso un indice troppo evocativo lasciando il passo a qualche battuta o ricamo spiritoso. Attenzione però, il contenuto dei disegni rimane pur sempre impregnato di scene forti, un tema che viene sviscerato dove le ossa si spezzano come bastoncini, le articolazioni saltano come mattoncini di lego e soprattutto dove non è difficile vedere un uomo fatto letteralmente a pezzi.


TOUGH 1/39 SERIE COMPLETA – PLANET MANGA
Tough Ristampa 5
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Tough 15

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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