Recensione: Un marzo da leoni

Editore Hakusensha
Autori Chica Umino
Prima pubblicazione 2007
Prima edizione italiana 2011 Planet Manga
Formato 13 x 18 cm
Numero pagine oltre 200

Prezzo 5,90 euro

…Le mie idee, le mie previsioni. Era tutto sbagliato.

UNA FEDE INCROLLABILE

MARZOUna fede incrollabile appunto. Ma non è purtroppo il riferimento alla tenacia di un personaggio o di una situazione aderente al manga, piuttosto al principio d’inerzia che deve necessariamente addurre il lettore per poter tuffarsi in pieno in questa storia. Il protagonista, Rei Kiriyama, è un giocatore professionista di shogi, un gioco paragonabile ai nostri scacchi; seppur giovanissimo ricopre un ruolo di prestigio, una fonte di reddito, una fonte ispiratrice per la sua dilaniata vita solitaria. Ha difatti perduto i genitori e una sorellina in un tragico incidente automobilistico, trauma questo che lo turberà non poco, condizionandone i rapporti e mettendo a dura prova le sue capacità umane. L’autrice, già nota al pubblico per Honey and Clover, cuce la tragedia del saper vivere ad ogni costo con le quotidiane prove che la vita ci sottopone. Nonostante un disegno dichiaratamente dalla parte di un pubblico femminile, il protagonista maschio e le sue avventure ludiche di spiccato senso agonistico vertono verso l’altra metà del cielo, non dichiarando di fatto una chiara scelta, lasciando aperta la banda delle preferenze. “Un marzo da leoni” è un manga che chiede di essere capito, legato al contatto stretto che corre tra le sfaccettature del genere umano e l’imprevedibilità degli accadimenti. Non ha una centralità narrativa ben esposta, perché la trama non prende mai una direzione definita, diramandosi tra riflessioni private e momenti di collettività.

UN’ATTENZIONE TUTTA LORO

Quello che ancora oggi mi stupisce, positivamente, degli autori giapponesi è questa incredibile duttilità emarzo 1 capacità di raccontare storie legate a mondi sommersi, con una semplicità e una passione inimitabile. Sarebbe impensabile da noi pubblicare un fumetto con al centro un eroe che ad esempio gioca a scacchi o si occupa di cucina. Eppure da sempre i nostri colleghi del sol levante ci sottopongono esempi funzionali e funzionanti, che negli anni abbiamo letto con estremo piacere, penso a Sampei (col suo manga sportivo sui segreti della pesca, a Toriko (esperto di cucina), Conan (detective tecnologico) ma la serie sarebbe lunghissima. In questo caso il tema principale è lo shogi, un antico gioco di pedine simile nella strategia agli scacchi. Complicatissimo, non di immediata comprensione perché non supportato dalla differenziazione dei pezzi con forme distinguibili, ma da quanto scritto sopra. Non calandosi necessariamente nelle complesse dinamiche del gioco, ampiamente affrontate nelle schede interne del fumetto, questo sarà il mezzo attraverso il quale il protagonista suo malgrado si troverà a crescere.

PUBBLICO DI RIFERIMENTO

Seppur, come detto, il manga proponga una banda larga di genere, viene fuori una certa predilezione per il pubblico femminile, troppo diretto il disegno con occhi strizzati, stelline, e smorfie strappa tenerezza. Per molti tratti la trama principale si perde a scapito delle vicende sentimentali di Rei con una famiglia di ragazze, la sua incapacità di relazionarsi, di esprimere serenamente ciò che prova, di erigere anche una semplicissima complicità. Snervante, ma è un mio personalissimo pensiero, è l’importanza che riveste l’intercalazione culinaria riproposta con assidua frequenza, i pasti consumati dai personaggi continuamente spiegati e descritti come se fossero un valore aggiunto al fumetto.

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Un Marzo da Leoni: 1
Un Marzo da Leoni 2
Un Marzo da Leoni 3
Un Marzo da Leoni 4
Un Marzo da Leoni 5

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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