Recensione: Utsubora #1, scheletri nell’armadio tra noir e Shunga

Editore Coconino Press
Autori Nakamura Asumiko
Prima pubblicazione 2008
Prima edizione italiana 2018
Formato Brossurato
Numero pagine 202

Prezzo 16,00 euro

Se non c’è un “qui”, non ci potrà essere un “altrove”. Se non c’è  un “altrove”, non ci potrà essere un “qui” Quando mi sono resa conto che queste due realtà non potevano esistere l’una senza l’altra… Io… Ho perso di vista i confini di questo mondo.

 

La collana Doku di Coconino non finisce mai di stupirci. Se si dovesse scegliere una parola per descrivere Utsubora, sarebbe proprio il gioco di parole scelto dalla casa editrice per questa serie di manga: Doku è un termine omofono che significa sia “Lettura” che “Veleno“, ma che si scrive con due sinogrammi differenti.

Un suicidio, uno scrittore tormentato ed un’indagine: ed è subito Noir.

Utsubora apre le danze con una prima pagina caotica ed intricata, capace però di catalizzare l’attenzione sulle pagine successive: una misteriosa ragazza, Fujino Aki, si sta suicidando.
Successivamente si viene a scoprire che la ragazza aveva stretto contatti solamente con la sua sorella gemella ed un autore di libri, Mizorogi Shun, che sta pubblicando su una rivista “Utsubora“, un romanzo ad episodi. La vicenda prosegue tra la vita di Mizorogi, che ci propone un interessante spaccato sul funzionamento editoriale delle pubblicazioni e delle riviste giapponesi e le indagini della polizia riguardo all’oscura figura di Fujino Aki, che ci porteranno a conoscere anche la gemella della vittima, in tutto e per tutto identica (se non per un taglio di capelli differenti) ad essa.

Che segreto nascondono le due sorelle? Perché Fujino non pare avere altri legami se non con questi due personaggi? Chi è veramente Fujino Aki? Un giallo che mette molta carne al fuoco, che ci seduce lentamente in tutto il primo volume, ma che siamo sicuri esploderà in maniera più veemente nei futuri capitoli. La narrazione scorre in maniera molto fluida ed appassionante, merito anche della sceneggiatura e della costruzione della tavola eccelsa di Nakamura Asumiko, artista molto nota sulle pagine della rivista boy’s love.

La trama riserva molti spunti interessanti e critiche riguardo alle maniere giapponesi:
procedendo col racconto, scopriremo che Mizorogi Shun, un autore molto famoso, ha molti scheletri nell’armadio da nascondere, che verranno intuiti e scoperti nel corso del primo volume.
Lo scrittore, una volta venuto a conoscenza che la gemella di Fujino conosce il suo segreto, cerca di mantenere la sua “Tatemae” (una sorta di maschera pirandelliana) di artista prodigio, cercando di nascondere i suoi veri sentimenti.

 

Caratterizzazione dei personaggi: una dualità che lascia spiazzati.

La caratterizzazione dei personaggi è eccellente e propone una dualità interessante: i personaggi provano tutti emozioni palpabili e reali, dovuti a motivazioni veramente molto plausibili, questo per quanto riguarda le persone che si relazionano con Mizorogi Shun dal punto di vista lavorativo e familiare, mentre le due gemelle sembrano avere caratteristiche misteriose ed oscure, oseremo dire sovrannaturali, facendo incontrare realtà ed onirico quando i personaggi interagiscono con loro.
Non a caso, il design di Fujino Aki e della sua gemella Miki è totalmente diverso da quello del resto dei personaggi: le due, infatti, vengono rappresentate con uno stile non molto dissimile dai disegni che fanno gli stilisti per progettare gli abiti.
Per quanto riguarda il design delle due gemelle è anche palese l’influenza che il disegno di Crepax ha avuto su Nakamura Asumiko, ricordando molto Valentina.
Inoltre i loro occhi, grandi e profondi, fanno sembrare questi due protagonisti appartenenti ad un mondo estraneo rispetto a quello di Mizorogi, creando un feeling molto particolare quando i personaggi si incontrano nelle vicende orchestrate dalla mangaka.

Tratto minimale e pulito: l’importanza dei volti in Utsubora.


Il titolo, essendo stato pubblicato originariamente su Manga Erotics F, propone alcune scene sensuali molto esplicite, che ricordano lontanamente lo Shunga, tipiche stampe giapponesi erotiche appartenenti alla corrente artistica dell’Ukiyo-e.
A differenza dei lavori precedenti dell’artista, il tratto in Utsubora è minimale e mai eccessivo: gli sfondi non prendono mai il sopravvento sulla scena ed i personaggi sono disegnati con pochi tratti, focalizzando l’attenzione del lettore sui loro volti.

Utsubora è un titolo che, come una droga, agisce in modo subdolo e lento, facendoci entrare in una dimensione dove illusione  e realtà si fondono: rapisce in maniera sottesa e originale, rendendoci desiderosi di scoprire il mistero che si cela dietro alla scomparsa di Fujino.

PRO CONTRO
– Disegni
– Caratterizzazione dei personaggi
– Narrazione
– Il primo volume scorre liscio senza particolari pecche, riteniamo sia ancora troppo presto per trovare difetti effettivi nella sua struttura

C4 MATITE:

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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