Venom #1, #2, #3 e #4, tiriamo le somme

Siamo tornati!

Dopo quattro numeri di Venom e la fine del primo arco narrativo, possiamo tirare le somme di questo nuovo inizio per il V-Man.

Credits: Tradd Moore e Felipe Sobreiro

LA STORIA

Credits: Tradd Moore

Come molti altri “abitanti” dell’universo Marvel, il simbionte ha avuto una vita a dir poco avventurosa. Fa la sua prima apparizione su Battle World, un pianeta “patchwork” creato dall’Arcano, un essere pressoché onnipotente che ha utilizzato frammenti di altri mondi per realizzarlo. Qui incontra l’Uomo Ragno, che lo indossa come se fosse un vestito, inconsapevole che quella poltiglia nera avesse una coscienza e dei sentimenti. Quando l’Arrampicamuri riesce a liberarsene, esso trova Eddie Brock, insieme danno vita per la prima volta a Venom e andranno ad accodarsi alla lunga schiera di supercriminali dell’aracnide umano. Anticamente, però, il simbionte era mosso da buoni sentimenti e dopo essere passato per lo Scorpione, un altro villain, arriva finalmente a Eugene “Flash” Thompson con il quale inizia una vera e propria carriera da supereroe che lo porterà a far parte degli Avengers prima e dei Guardiani della Galassia poi.
Ma non poteva durare e il costume finisce di nuovo nelle grinfie di un criminale… e proprio da qui che parte la storia di questa nuova serie per Venom.

Lo troviamo in un sudicio vicolo di New York, dove incontra Lee Price, una persona senza scrupoli né morale che grazie al suo autocontrollo e forza di volontà riesce a soggiogare il suo nuovo ospite. Price vuole farsi una posizione nel mondo criminale della Grande Mela e questo al momento vuol dire vedersela con la Gatta Nera.
I primi tre numeri della serie raccontano il tribolato rapporto tra i due e il loro tentativo di non essere ammazzati dagli sgherri mafiosi e di sfuggire dall’FBI che gli dà la caccia.
Vero punto di svolta è il quarto numero: come suggerisce la copertina con quel “Siamo tornati!”, Eddie Brock fa il suo grande come back nei panni (appiccicosi e viscidi) di Venom!

NOSTALGIA CANAGLIA

Credits: Tradd Moore e Felipe Sobreiro

Qui si respira aria di nostalgia, soprattutto per i lettori che hanno iniziato a leggere Venom con la prima miniserie “Protettore letale” o ancora prima, quando era un nemico di Spider-Man. Ritroviamo le stesse dinamiche conflittuali di odio e amore tra il simbionte e l’ex reporter.
Eddie ha un concetto di giustizia distorto e del tutto personale e molto lontano da quello del supereroe medio o da quello scritto nelle leggi e regolamenti. Il tutto è poi amplificato dall’alieno che dal canto suo ha altre priorità alle quali attenersi.
E se il ritorno di Brock non dovesse bastarvi per un revival anni ’90, nello stesso spillato troviamo una mini-storia firmata dal mitico duo che ha realizzato la prima miniserie di Venom: David Micheline alla macchina da scrivere e Ron Lim ai disegni, per enfatizzare questo gusto retrò i colori sono stati realizzati con lo stesso reticolato e tricromia di allora.

GLI AUTORI

Credits: Gerardo Sandoval e Dono Sanchez-Almara

Devo dire che il lavoro di Mike Costa svolto fin’ora per Marvel e DC non mi entusiasma molto… Lo stesso vale per i primi numeri di Venom che esordiscono con un taglio netto con le avventure dell’Agente Venom precedenti… Il nuovo ospite, Lee Price, è privo di spessore e mosso da motivazioni piuttosto campate in aria. Ma una volta letto il quarto numero si capisce che i primi erano solo di preparazione al grande ritorno di Eddie Brock, soprattutto, immagino, in previsione del film prodotto dalla Sony Ent. in cui il protagonista è proprio lui.
Lee Price è stato solo un mezzo per traghettare il costume da un ospite all’altro.
Vero punto forza sono i disegni, il tratto di Sandoval è molto personale, ricco di linee “nervose” e chiaro/scuri. Uno stile che non a tutti piace, ma che bisogna ammettere è funzionale ed efficiente particolarmente per una figura mostruosa e deforme come lo è appunto l’antieroe di questo fumetto.
Scommetto, invece, che i disegni di Tradd Moore, che ha firmato il quarto spillato, metteranno d’accordo tutti i lettori. Venom è mostruosamente bello! Un tratto pulito con linee molto marcate e una particolare attenzione alle emozioni dei personaggi contraddistinguono il suo stile, tanto da farti sperare di ritrovarlo nei credits anche nei prossimi numeri.
In ultimo, ma non per importanza, ci sono le bellissime copertine dipinte dall’artista romano Gabriele dell’Otto, che voglio sperare, non ha bisogno di presentazioni!

IN CONCLUSIONE

Venom è uno dei personaggi Marvel più complessi da scrivere e infatti ce ne accorgiamo vedendo quanti “vicoli ciechi” ha imboccato la Marvel nel passato presentando storie di dubbia qualità (una su tutte Venom vol. 2, liberamente ispirato alla “Cosa” di Carpenter).
Non sono uno di quelli che vedono di cattivo occhio tutte le novità, ma penso che in questo caso sia meglio lasciare il personaggio come è stato pensato in origine da Micheline perché, forse a parte la breve parentesi dell’Agente Venom, è così che funziona al meglio.
Leggetevi Venom non ve ne pentirete… anche perché sta per iniziare “Venomverso”, che se sarà la metà fico di “Ragnoverso” ne vedremo delle belle!

Marcello Davide De Negri

L'autore è Marcello Davide De Negri, figlio degli anni '80, cresciuto a pane e fumetti. La sua grande passione sono i supereroi e ci sono ben poche cose che sfuggono alla sua conoscenza quasi maniacale dell'argomento.

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